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Coronavirus vaccino, Montomoli: 'Ci vogliono 10 anni, non corriamo o pagheremo in sicurezza'

Al Sole 24 ore, parla il fondatore di Vismederi, azienda che si sta occupando del vaccino contro il Coronavirus: "Non dobbiamo avere fretta, rischiamo gravi ripercussioni"

27 Ottobre 2020

Coronavirus vaccino, Montomoli: 'Ci vogliono 10 anni, non corriamo o pagheremo in sicurezza'

Coronavirus (fonte foto Lapresse)

“Di solito per arrivare a un vaccino sono necessari in media 10 anni prima dell'immissione sul mercato, e almeno altri 5 per tutto ciò che si fa dopo. In questo caso c'è un'accelerazione straordinaria, con la compressione di alcuni passaggi. Ma ciò comporta un prezzo in sicurezza ed efficacia”. A dichiaralo è Emanuele Montomoli al Sole 24 Ore.

Montomoli è professore ordinario di Igiene dell'Università di Siena e fondatore di Vismederi, azienda che si occupa di dosare gli anticorpi nel sangue delle persone che partecipano alle sperimentazioni sui vaccini e che al momento ha l’autorizzazione a verificare quelli contro il Sars-CoV 2.

"I vaccini più avanti come quelli di Pfizer e di Moderna sono genetici, cioè introducono nell'organismo materiale genetico che serve a produrre la proteina del virus contro la quale si innesca la risposta anticorpale" continua l'esperto, che subito aggiunge: "Li si studia da tempo, ma non sono mai stati utilizzati nell'uomo, e ci sono ancora molti aspetti da chiarire. Anche per gli altri, più tradizionali, restano parecchie domande inevase".

Al Sole 24 Ore, Montomoli parla anche di altri vaccini, come quello per il morbillo e spiega che questi "inducono immunità circa nel 90% dei vaccinati, altri molto meno. Si considera accettabile una percentuale superiore al 50%, ma non sappiamo ancora come vada con questi vaccini".

Poi prosegue: "C’è poi la questione della sicurezza: in passato ci sono stati vaccini, poi ritirati, che hanno causato patologie gravi quali la narcolessia, la sindrome di Guillain-Barré o una reazione chiamata Ade (antibody-dependent enhancemet), così come casi di gravi contaminazioni. Ma lo si è visto solo sui grandi numeri".

Infine l'esperto dell'Università di Siena conclude: "I volontari delle attuali fasi sono molto omogenei ma il vaccino non potrà essere lo stesso per un bambino o per un anziano, per una donna incinta o per un immunodepresso: abbiamo bisogno di tempo, per non fare errori".

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