Venerdì, 05 Marzo 2021

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Decreto Natale: ok alle visite a parenti e amici nei giorni rossi, ma con questi limiti

Gli spostamenti verso parenti o amici sono consentiti, ma con alcuni limiti. Ecco le regole per i giorni rossi, compreso il Natale.

21 Dicembre 2020

Decreto Natale: ok alle visite a parenti e amici nei giorni rossi, ma con questi limiti

Natale (foto da Pixabay)

Decreto Natale: ok alle visite ad amici e parenti nei giorni rossi, ma con questi limiti

Sta per arrivare il Natale e quest'anno sarà una giornata davvero particolare. Niente super pranzi e cenoni di famiglia a causa del numero ancora alto di contagi da coronavirus. Il governo ha varato un nuovo decreto che impone 10 giorni non consecutivi di zona rossa, nei quali si realizzerà una sorta di lockdown. Fra questi ci sono il 24, 25 e 26 dicembre: giorni in cui, fino all'anno scorso, ci si ritrovava con parenti e amici per festeggiare.

Cosa si potrà fare quest'anno? Ci si può recare da parenti e amici? Si possono ospitare alcune persone a casa? Le visite sono consentite anche nei giorni rossi, ma con alcuni limiti. Ecco le regole per il Natale previste dal decreto del 18 dicembre 2020.

Decreto Natale: ok alle visite ad amici e parenti, ma UNA SOLA VOLTA AL GIORNO

Il governo ha dato l'ok alla possibilità di fare visita agli amici e ai parenti durante le festività, anche nei giorni rossi. Nel decreto Natale non è indicato un grado di parentela, ma sono stati specificati alcuni limiti. Lo spostamento per raggiungere parenti e amici è consentito, ma una sola volta al giorno.

Decreto Natale, ok a spostamenti verso parenti e amici: MASSIMO DUE PERSONE

Nei giorni rossi si potranno spostare solo due persone appartenenti al nucleo familiare per andare a casa di amici o parenti non conviventi. Lo spostamento è consentito una sola volta al giorno. E' prevista però una deroga per gli under 14 che non vengono conteggiati.

Decreto Natale, SPOSTAMENTI ALL'INTERNO DELLA STESSA REGIONE

La abitazione verso la quale ci si dirigerà nei giorni di festa per andare a trovare amici o parenti deve essere all'interno della stessa regione di quella dalla quale si parte. Sono infatti vietati gli spostamenti oltre i confini regionali.

Decreto Natale, spostamenti consentiti DALLE 5 ALLE 22

C'è un altro limite agli spostamenti consentiti nei giorni considerati rossi fra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021. Si può andare da amici o parenti solo fino alle 22. E' infatti in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5.

Decreto Natale, i limiti agli spostamenti nei giorni rossi. Ok alle visite, ma...

"Durante i giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 lo spostamento verso le abitazioni private è consentito una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, verso una sola abitazione ubicata nella medesima regione e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi". Questo il testo del decreto Natale illustrato dal premier Giuseppe Conte il 18 dicembre.

Decreto Natale 2020, Conte: "Il metodo ha funzionato"

"Il metodo a zone ha funzionato, abbiamo evitato il lockdown generalizzato. Nei prossimi giorni tutte le regioni potrebbero rientrare nell'area gialla. La situazione però rimane difficile e in tutta Europa. E tra i nostri esperti c'è forte preoccupazione che nel periodo natalizio la curva dei contagi possa subire un'impennata". Lo ripete il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa al termine di una giornata lunghissima. "Abbiamo dovuto rafforzare le misure, è stata una decisione sofferta - assicura - Ragioniamo per una zona rossa nel periodo dal 24 dicembre al 6 gennaio nei giorni festivi e prefestivi. Si esce di casa solo per ragioni di lavoro, necessità e salute. È possibile ricevere nella propria abitazione fino a 2 persone non conviventi con eventualmente i propri figli minori di 14 anni. È una misura che abbiamo pensato per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo", riassume Conte da Palazzo Chigi.

Nuove misure Natale 2020: zona arancione 28,29,30 dicembre e 4 gennaio

"L'intero territorio nazionale sarà zona arancione il 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio. In questi giorni ci si potrà spostare esclusivamente all'interno del proprio comune senza giustificarne il motivo. Per venire incontro a comuni fino a 5000 abitanti fino a 30 km ma non nei capoluoghi di provincia. Rimangono chiusi bar e ristoranti tranne che per asporto e consegne a domicilio. I negozi saranno aperti fino alle 21", spiega il premier. Il coprifuoco resta alle 22 e massimo due persone non conviventi che si possono aggiungere a tavola.

Natale 2020, le nuove misure: Decreto approvato

Il governo, alla fine, ha deciso di introdurre misure più restrittive aprendo però alla possibilità di visite di due non conviventi ma escludendo dal conteggio gli 'under 14'. Nel testo infatti non è specificata la necessità che vi sia un grado di parentela, come invece era stato ventilato, per consentire le visite. Quindi sarà possibile andare da parenti e amici anche nei giorni rossi: in quei dieci giorni restano chiusi i negozi, i bar e i ristoranti con il divieto di uscire da casa propria se non per motivi di lavoro e salute. Mentre in quelli 'arancione' ci si potrà spostare tra piccoli comuni sotto i 5000 abitanti e i negozi potranno lavorare.

Decreto Natale 2020, le misure: SPOSTAMENTI

Dunque lockdown a singhiozzo tra giorni in zona arancione e in zona rossa -per i festivi e prefestivi - possibilità di visite di due non conviventi ma escludendo dal conteggio gli 'under 14', possibilità di spostarsi nei giorni 'arancione' tra piccoli comuni sotto i 5000 abitanti. Confermato sul filo il coprifuoco alle 22, nella penultima bozza -quella stilata nel vertice Conte-capi delegazione- era anticipato alle 20.

Decreto Natale 2020, cosa resta aperto: differenze fra giorni zona rossa e arancione

Il Decreto Natale 2020 dispone un'alternanza in Italia fra zona rossa (giorni festivi e prefestivi) e zona arancione (giorni feriali). Le misure adottate comportano delle restrizioni anche per quanto riguarda gli esercizi commerciali e la ristorazione. Sono previste delle chiusure, ma ci sono delle eccezioni. Ecco le differenze fra zona rossa e arancione. Cosa resta aperto nei prossimi giorni?

Decreto Natale 2020, zona rossa: cosa resta aperto

Negozi, centri estetici, bar e ristoranti saranno chiusi nella zona rossa dei giorni 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio. In questi giorni saranno consentiti l'asporto, fino alle ore 22, e le consegne a domicilio, queste ultime senza restrizioni. Negli stessi giorni resteranno invece aperti supermercati, esercizi di beni alimentari e prima necessità, farmacie e parafarmacie, edicole, tabaccherie, lavanderie, parrucchieri e barbieri.

Decreto Natale 2020, zona arancione: cosa resta aperto

Nei giorni di zona arancione (28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio) saranno chiusi bar e ristoranti. Saranno consentiti l'asporto, fino alle 22, e le consegne a domicilio (senza restrizioni). Negli stessi giorni i negozi potranno invece rimanere aperti fino alle ore 21.

Decreto Natale è un DECRETO LEGGE, non un DPCM: differenze e cosa cambia

Il Decreto Natale 2020 è diverso dagli altri provvedimenti presi dal Governo per imporre misure più rigide nel corso della pandemia da Covid. Se fino a due settimane fa, abbiamo sempre sentito parlare di Dpcm, questa volta il premier Giuseppe Conte ha specificato che le nuove misure per le festività natalizie sono state introdotte con un decreto legge. Qual è la differenza? che cosa cambia?

Dpcm e decreto legge: differenza

Nell'ordinamento italiano, la funzione legislativa è affidata al Parlamento. Negli ultimi mesi gli italiani si saranno accorti però che i provvedimenti sono stati adottati dal governo.

Il dpcm, acronimo di Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri, è un atto amministrativo che non ha forza di legge. Si tratta di un decreto ministeriale con carattere di fonte normativa secondaria. La sua funzione è dare attuazione a norme oppure varare regolamenti attuativi di norme primarie.

Il decreto legge invece è un atto con valore di legge, adottato dal Governo nei casi di straordinarietà e urgenza. È un atto emanato dal Presidente della Repubblica ed ha efficacia dal momento della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il decreto legge ha efficacia immediata, non è prevista la vacatio legis. Questo tipo di provvedimento viene adottato quando non è possibile sostenere la normale prassi parlamentare per l’emanazione di una legge. Il decreto legge è disciplinato nell’art. 77 della Costituzione.

Decreto legge e Dpcm: diversi effetti

Dpcm e decreto legge si differenziano sia sotto il profilo formale sia sostanziale. Gli effetti del decreto legge sono provvisori. Questo provvedimento è infatti adottato in casi straordinari di necessità e urgenza. Dopo la sua emanazione, il Parlamento deve convertire il decreto legge in legge dello stato entro 60 giorni dalla sua pubblicazione sulla G.U. Nel periodo immediatamente successivo alla sua entrata in vigore, esso produce tutti gli effetti e va applicato. La mancata conversione in legge da parte del Parlamento fa però venir meno tutte le disposizioni contenute nel provvedimento e gli effetti prodotti fino a quel momento.

Quanto ai Dpcm, trattandosi di decreti ministeriali, non possono derogare a quanto stabilito dalla Costituzione né alle leggi primarie. È sempre una fonte normativa superiore a richiedere l’adozione di regolamenti e disposizioni chiarificatrici tramite l’emozione di D.M.

Attraverso la forma del decreto ministeriale possono essere poste tanto norme generali e astratte, quanto disposizioni particolari: nel primo caso un decreto ministeriale riveste natura di regolamento e costituisce quindi una fonte del diritto autonoma; nel secondo caso esso costituisce un mero atto amministrativo. Per effetto della riserva assoluta di legge (vedi. art. 25 Cost.), le norme contenute nei Dpcm non possono riguardare norme penali.

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

iGdI TV

Articoli Recenti

Più visti