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'Soldi per controllare l'informazione': è polemica sulla nuova mossa di Conte di cui nessuno parla

Il decreto che punta al finanziamento di radio e televisioni locali prevedrebbe lo stanziamento di fondi a favore di chi si offre di far passare gli spot anti-Covid a cura del Governo. Sul tavolo ci sono 50 milioni di euro

20 Novembre 2020

'Soldi per controllare l'informazione': è polemica sulla nuova mossa di Conte di cui nessuno parla

La nuova mossa di Conte sembra essere passata sotto traccia. Un decreto legge del 12 ottobre scorso, firmato dal Ministero dello Sviluppo Economico, guidato da Stefano Patuanelli, ha istituito il Fondo Emergenza emittenti locali. Il decreto è poi stato poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 novembre. 

Come fa notare Byoblu.com, la misura a prima vista sembrerebbe essere parte di una generosa e lodevole iniziativa, fatta per aiutare le imprese del settore in difficoltà. In realtà, sarebbe una mossa tutt’altro che disinteressata da parte del Governo. 

50 milioni per radio e televisioni che passano spot governativi 

Da quello che si legge, è stata stanziata una somma pari a 50 milioni di euro, da erogare a tutte le emittenti televisive e radiofoniche locali che ne facessero richiesta. Byoblu.com fa notare però che per accedere ai finanziamenti sia necessario rispettare una sola condizione: impegnarsi a trasmettere i messaggi di comunicazione istituzionali relativi all’emergenza sanitaria all’interno degli spazi informativi. 

A breve quindi, le reti locali rischiano di diventare la cassa di risonanza dei messaggi del Governo, che già adesso abbondano sui social e nelle tv degli italiani. Con l’avvicinarsi del Natale inoltre, prepariamoci a vedere spot paternalistici e allarmistici incentrati sulla necessità di lavarci le mani e mantenere le distanze. 

In 900 tra radio e televisioni sono già presenti in graduatoria 

Certo è che in pochi saranno in grado di dire di no. Byoblu.com mostra ancora come l’offerta del Governo sia molto allettante: per le televisioni si parla di un compenso minimo di 750.000 euro, in cambio del passaggio di almeno 20 spot negli orari strategici. Ancora, il tariffario varia a seconda del numero di spot che si intende far passare. Più di 400 televisioni e circa 500 radio sono al momento presenti nella graduatoria, alcune delle quali arriveranno a recepire oltre 1 milione di euro. 

A stupire è sicuramente il fatto che questi fondi sono stati trovati molto rapidamente, mentre è ancora lunga la strada da fare sul fronte ristori per bar e ristoranti. Sarà forse che nel tentativo di creare una propaganda favorevole ai suoi obiettivi, il Governo si dimostra essere molto più efficiente rispetto ad altri settori considerati forse meno strategici? 

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