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Addio ai contanti. Ma attenzione alle trappole delle carte di credito

L'analisi dei costi legati al contante. Bonus e sgravi agli esercenti per favorire l'uso dei pagamenti elettronici

07 Novembre 2020

Addio ai contanti. Ma attenzione alle trappole delle carte di credito

Fisco, controlli fiscali per chi supera i limiti imposti sui prelievi- Fonte: LaPresse

La direzione scelta dal Governo è chiara: più carte di credito e meno contanti. Quello che il Governo Conte vuol fare è cercare di ridurre l’utilizzo della moneta cartacea, favorendo i pagamenti elettronici. Per fare questo, il Governo è pronto a ridurre le commissioni per gli esercenti e a introdurre sgravi fiscali. 

Intervistata dal Giornale.it, Michela Del Piero, presidente di CiviBank, Banca Popolare di Cividale, ha però dichiarato che “Ancora c'è mancanza di conoscenza da parte delle persone, specialmente quelle anziane. Le nuove generazioni hanno l'abitudine di pagare anche un caffè al bar con la carta di credito, tutti gli altri sono convinti che gli costi qualcosa in più”. 

Ecco che dunque entrerà in funzione un bonus, pensato per incentivare l’uso costante delle carte. La misura è pensata per far cadere le barriere che limitano la diffusione dei pagamenti elettronici, anche tra coloro che si definiscono irriducibili del contante. "Dovrebbe esserci un bonus, sotto forma di credito di imposta, che restituisce al consumatore un rimborso semestrale, un cashback, del 10% di quanto speso con carta elettronica fino ad un tetto di 1.500 euro ogni sei mesi e 3mila euro l'anno. In sostanza, un bonus di 300 euro annuale per chi usa la carta di credito invece del contante" continua la Del Piero.

I bonus che favoriscono l’utilizzo dei pagamenti elettronici

Uno studio pubblicato da Banca d’Italia nel 2012 mette in luce come la stima sui costi totali del contante ammontasse a circa 15 miliardi di euro, l’1% del PIL. Secondo Del Piero,  "C'è un tale costo nell'utilizzo del contante che qualsiasi altro costo della carta di credito è inferiore. E poi ci sono tutti i benefici su sicurezza, tracciabilità, limite all'evasione. Sono talmente tanti gli aspetti importanti, che con queste modalità vengono risolti". Analizzando invece le stime della Banca centrale europea (BCE), nel solo 2016 circa l’86% delle transazioni è avvenuto con il contante. La cifra, enorme, si riferisce principalmente alle transazioni avvenuto nei centri vendita al dettaglio. Complice il Covid-19, gli esperti ritengono però che ci sarà un chiaro aumento dell’uso del contante. 

L’altro lato della medaglia: occhio a costi e commissioni sui prelievi 

Ci sono tuttavia alcune lacune nell’uso delle carte che devono essere evidenziate. In un’intervista rilasciata al Sole24Ore, Lodovico Agnoli, responsabile New Business di Facile.it ha voluto mettere in guardia i consumatori dall’aumento dei costi di gestione legati alle carte. "Innanzitutto è bene sapere che le banche, in caso di variazione delle condizioni economiche, sono obbligate a darne comunicazione preventiva alla clientela; è quindi importante leggere sempre con attenzione le lettere che riceviamo dall’istituto di credito. Questo non solo ci dà il tempo necessario per valutare eventuali alternative qualora i costi diventassero troppo elevati, ma ci mette anche al riparo da un possibile uso scorretto della carta alla luce delle nuove tariffe". Altro aspetto da tenere sotto controllo sono le commissioni sui prelievi. Quando infatti si preleva da un bancomat non associato al proprio circuito bancario, si va incontro al pagamento di una commissione che può essere anche molto salata. Rimane il fatto che, dedicando pochi attimi di attenzione allo studio dell’estratto conto, si può facilmente capire come evitare di essere salassati. 

Per cercare di aumentare la diffusione dei pagamenti elettronici, è dunque necessario tenere molto basso l’impatto degli oneri. "I nuovi provvedimenti per incentivare l’uso delle carte di pagamento, a partire dal cashback, non avranno costi aggiuntivi per gli utenti. Le banche e gli operatori nel mercato, emittenti strumenti di pagamento, hanno l’interesse a promuovere i pagamenti elettronici perché ricevono una quota delle commissioni”, spiega Marco Folcia, Partner PwC Emea Payments Leader. 

Le misure allo studio: garantire che i micropagamenti non siano più in contanti

Sebbene non esistano sanzioni per gli esercenti che non accettano i pagamenti digitali, è ormai obbligatorio per tutti permettere ai consumatori di pagare tramite carta. In vigore da luglio c’è poi un nuovo provvedimento volto a garantire un credito di imposta sulle commissioni che gli esercenti sono costretti a pagare sulle transazioni effettuate. Infatti, oggi, le commissioni oscillano mediamente tra l’1 e il 2% dell’importo transato e su tale valore si determinerà il vantaggio fiscale. Si sta anche studiando una forma di incentivo che renda gratuiti i pagamenti fino a 5 euro. La mossa faciliterebbe finalmente  anche i micro pagamenti. 

Una maggiore diffusione dei pagamenti elettronici ridurrebbe enormemente anche i costi di gestione legati alla filiera del contante. La stima del Politecnico di Milano è che i costi totali si aggirano sui 10 miliardi annui.

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