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Il ricorso per la libertà contro dpcm nazionale e ordinanze regionali: pronti a partire aggregando gli imprenditori colpiti

Il Giornale d'Italia sarà a supporto di questa iniziativa a tutela della Libertà e del Lavoro, e nel rispetto della Salute.

25 Ottobre 2020

Il ricorso per la libertà contro dpcm nazionale e ordinanze regionali: pronti a partire aggregando gli imprenditori colpiti

Andrà tutto all'asta

Avv. Massimo Leonardi e Avv. Bruno Vernaglione

Nuovo DPCM, le palestre, i centri sportivi e le categorie colpite insorgono

Era nell’aria già dopo lo scorso DPCM del 18 ottobre 2020 che si sarebbe giunti nuovamente, dopo l’ultimo lockdown, alla chiusura delle palestre e delle piscine, l’ufficialità è stata data con l’emanazione del nuovo DPCM del 25 ottobre, che rimarrà in vigore fino al prossimo 24 novembre.

Il settore insorge, dopo essere già stato piegato ed aver resistito all’ultima chiusura della scorsa primavera, il nuovo stop degli impianti mette a serio rischio la prosecuzione dell’attività imprenditoriale del comparto.

Il Provvedimento normativo già da una prima lettura appare gravemente discriminatorio e lesivo verso il settore privato in quanto sospende l’attività delle palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio, e per i centri sociali, centri culturali e centri ricreativi.

Appare evidente quindi la disparità di trattamento, l’illogicità del provvedimento, lesivo della carta costituzionale, che tende a penalizzare il settore privato imprenditoriale, preservando invece la possibilità di apertura per i centri sociali, culturali e ricreativi.

Vi è un altro aspetto non di poco conto, durante tutta la pandemia non vi è stato, dati alla mano, nessun focolaio o contagio che sia sorto in centri sportivi e nelle piscine. Del pari, non è necessario essere dei medici e dei virologi per affermare che il cloro, presente nelle piscine, uccide i batteri ed i virus e quindi mitiga il rischio di contagio.

Innumerevoli sono le contraddizioni del provvedimento normativo che appare ancora una volta illogico colpendo, senza alcuno studio medico scientifico, il comparto delle palestre e piscine. Il settore aveva fatto uno sforzo enorme adattandosi alle rigidissime misure precedenti che limitavano gli ingressi nei centri sportivi, e ora, ancora una volta, la chiusura sa di beffa che non può essere sottaciuta.

Si pensi che fino alla settimana scorsa, il Ministro Spadafora dichiarava “Palestre e piscine restano aperte” e dopo una settimana, la smentita clamorosa che porta alla chiusura; ci si domanda come possa fare un Ministro a risultare credibile dopo simili contraddizioni.

Sentiti sull’argomento gli Avvocati Massimo Leonardi e Bruno Vernaglione, entrambi del foro di Milano, sono sconfortati per l’ennesimo provvedimento, l’Avv. Leonardi  sostiene che “siamo alle prese con un vero e proprio susseguirsi di norme senza precedenti che risultano oltremodo lesive dei principi costituzionali relativi alla libertà personale (art. 13), libertà di circolazione (art. 16), alla repressione della libertà dell’attività economica (art. 41), colpendo in modo discriminatorio alcune categorie, senza che ciò avvenga motivando il provvedimento con studi scientifici e medici che possano avvalorare la scelta fatta. Si pensi poi al continuo e oltremodo esagerato utilizzo di DPCM, aventi natura meramente amministrativo-regolamentare, elevati (irrazionalmente), di fatto, al rango di atti legislativi con forza di legge, pur trattandosi, appunto, di semplici atti normativi secondari, come tali sottratti al vaglio successivo del Parlamento e del Presidente della Repubblica, per di più insindacabili ex post, in quanto sfuggono anche all’eventuale controllo successivo della Corte costituzionale. Ciononostante, tali decreti hanno inciso e incidono tuttora in maniera rilevante su diritti inviolabili e libertà fondamentali dell’individuo, fino a giungere a comprimerli completamente”.

Attacca il Collega Vernaglione, “nell'ultimo mese abbiamo constatato un susseguirsi di provvedimenti di natura amministrativa (i DPCM e le ordinanze regionali) palesemente contraddittori, illogici e discriminatori verso alcune attività. Basti pensare che pochi giorni fa è stato adottato a livello ministeriale un nuovo protocollo che ha imposto degli incombenti a palestre, piscine e centri sportivi, al fine di garantire la regolare prosecuzione dell'attività, protocollo a cui i gestori si sono prontamente adeguati assumendosi i relativi oneri e oggi, ovvero pochi giorni dopo, il Presidente del Consiglio vanifica gli sforzi economici posti in essere dai gestori”.

I due Avvocati si stano muovendo e promettono battaglie dinnanzi ai TAR competenti. Sono molti gli imprenditori, rientranti nelle categorie economiche danneggiate, pronti a ricorrere nei Tribunali Regionali, nel pieno rispetto delle norme democratiche, con la speranza che vi possa essere un Giudice che possa riconoscere tali iniquità normative.

Il Giornale d'Italia sarà a supporto di questa iniziativa a tutela della Libertà e del Lavoro, e nel rispetto della Salute.

Per contatti: liberta@ilgiornaleditalia.it

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