Negli ultimi giorni, mentre le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 sono entrate nel vivo, si è diffusa una notizia sorprendente e controversa che ha fatto rapidamente il giro dei media internazionali: l’ipotesi che alcuni saltatori con gli sci maschili si siano iniettati acido ialuronico nel pene per ottenere un presunto vantaggio competitivo. La vicenda è stata soprannominata non ufficialmente “penisgate” dalla stampa internazionale.
Olimpiadi, acido ialuronico nel pene?
Tutto ha avuto origine da un articolo del quotidiano tedesco Bild secondo cui alcuni atleti di salto con gli sci avrebbero potuto iniettarsi acido ialuronico nel pene per aumentare temporaneamente la circonferenza dei genitali. Questo, sempre secondo l’articolo, potrebbe indurre la produzione di una tuta con una superficie leggermente maggiore nella zona inguinale. Una tuta più ampia, a sua volta, potrebbe teoricamente offrire un piccolo vantaggio aerodinamico, permettendo a un saltatore di generare più “lift” e quindi aumentare la distanza del salto. L’aerodinamica è fondamentale in questo sport, tanto da aver prodotto negli anni centinaia di studi scientifici e normative rigide, sia per evitare vantaggi illeciti sia per garantire sicurezza agli atleti.
La tuta deve essere più larga di due e cinque centimetri rispetto alla circonferenza corporea dell'atleta, dall'ascella al ginocchio, la manica deve essere più larga di 2 e 4 cm rispetto alla circonferenza corporea e il cavallo può essere misurato fino a due cm sotto l'altezza del cavallo. Nessun accessorio può essere indossato o inserito nel body o sul casco.
Nei salti con gli sci la precisione è estrema: le tute devono essere aderenti e conformi a misurazioni 3D molto rigide per garantire che nessun atleta abbia materiale in eccesso che possa “fare ala”. Secondo alcuni studi tecnici, anche un paio di centimetri in più di circonferenza potrebbero teoricamente tradursi in qualche metro di volo supplementare, motivo per cui si parla di regolamentazioni così severe.
"Questa voce infondata è nata qualche settimana fa da semplici allusioni - ha dichiarato all'Associated Press il portavoce della FIS Bruno Sassi, parlando delle voci sempre più insistenti - ma non c'è mai stata alcuna indicazione né tantomeno prova che un concorrente abbia fatto uso di un'iniezione di acido ialuronico per cercare di ottenere un vantaggio competitivo".
La risposta della WADA
La World Anti-Doping Agency (WADA) ha confermato di essere a conoscenza delle notizie e di monitorare la situazione, ma ha sottolineato che non esistono prove che atleti stiano iniettando acido ialuronico nel pene per aumentare le prestazioni e che, al momento, nessun caso concreto è stato documentato. Alcuni dirigenti della WADA hanno affermato che, se emergessero prove di un uso volto a migliorare prestazioni sportive, la questione sarebbe valutata in termini di regolamenti anti-doping.
La Federazione Internazionale Sci (FIS) ha invece bollato le accuse come voci infondate, dichiarando di non avere alcuna evidenza che tali pratiche siano realmente in uso tra i saltatori e rigettando le ipotesi come “pettegolezzi non supportati da fatti”. Per il momento, nessun atleta avrebbe fatto uso di acido ialuronico nel pene.
Che cos’è l’acido ialuronico, a che cosa serve, i rischi nelle zone genitali
L’acido ialuronico è una sostanza naturale presente nel corpo umano, utilizzata comunemente in medicina estetica come filler temporaneo per aumentare volume o idratazione nei tessuti molli — ad esempio per labbra, guance e altre parti del viso. In ambito medico, può anche servire per idratare le articolazioni o altre strutture, ma non avrebbe alcuna funzione collegata alla performance sportiva.
Indipendentemente dal contesto sportivo, le iniezioni di acido ialuronico in aree sensibili come i genitali comportano potenziali rischi medici significativi se eseguite in modo improprio o da personale non qualificato. Possibili complicazioni possono includere dolore, infezioni, infiammazioni, deformità, granulomi sotto la pelle e, in rari casi, danni così gravi da richiedere interventi chirurgici.