Massimo Cellino al Riesame per il dissequestro dei beni personali: "Il futuro del Brescia non mi appartiene"

Il patron del club davanti al tribunale di Brescia difende la sua società e attacca: “Alcune squadre non hanno neppure i palloni”

Il Brescia Calcio sul campo è retrocesso in Serie C (dopo più di 30 anni dall’ultima volta), ma il suo presidente Massimo Cellino non getta affatto la spugna, impegnandosi fino all’ultimo per cercare di mantenere la categoria, soprattutto dopo gli ultimi eventi che stanno funestando il campionato cadetto, riguardanti le situazioni critiche di Lecco e Reggina: i lombardi, sul campo promossi proprio in B, paiono destinati a rinunciare all’iscrizione, a causa della mancanza di uno stadio adeguato, mentre i calabresi rischiano la retrocessione a tavolino per questioni debitorie.

Massimo Cellino al Riesame per il dissequestro dei beni personali: "Il futuro del Brescia non mi appartiene"

Oltre ai bresciani, anche il Perugia (anch’esso retrocesso) è spettatore particolarmente interessato alla vicenda, potendo chiedere un ripescaggio, qualora le due squadre sopramenzionate venissero escluse dal campionato. E Cellino lancia frecciate, in attesa di una sentenza definitiva.

Stamattina il patron delle “Rondinelle” si è presentato davanti al tribunale di Brescia, per pronunciarsi davanti alla richiesta di dissequestro di beni di circa un milione di euro avanzata da lui stesso, evitando inizialmente qualsiasi confronto con i giornalisti lì presenti, parlando con loro solo dopo essere uscito dal tribunale. “Il futuro del Brescia non appartiene più a me” ha rimarcato il presidente del club, sottolineando come ormai la palla per il futuro della società sia unicamente nelle mani dei tribunali.

Cellino ha comunque presentato domanda di iscrizione non solo per la Serie C, ma anche per la B, nella speranza che arrivi una sentenza favorevole. Ha poi attaccato duramente altri club (senza fare nomi) per quanto riguarda l’aspetto economico: “in Italia ci sono società che non hanno neppure i palloni, io mi sento un co****e ad avere sia uno stadio che un centro sportivo”.

Rimarcando infine che per lui il Brescia sia una società da Serie A, e non da B, proprio per la modernità delle sue strutture.