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Roberto Cazzaniga truffato: sequestrati beni per 74 mila euro alle due donne colpevoli

Cazzaniga è stato convinto per 13 anni di avere una relazione sentimentale con una modella (Maya Mancini). Compiute dal pallavolista transazioni che arrivano fino a 600.000 euro

28 Aprile 2022

Roberto Cazzaniga

Roberto Cazzaniga (fonte twitter @radiolombardia)

Nuova svolta nel caso di Roberto Cazzaniga. Il pallavolista per 13 anni ha creduto di essere fidanzato con la modella brasiliana Maya Mancini ma in realtà era una truffa ordita da due donne. Una di Vimercate e l'altra della provincia di Cagliari, a cui sono sottratti beni per 74 mila euro dalla Guardia di Finanza. Solamente una piccola parte dei 600.000 che l'uomo avrebbe versato tra il 2008 e il 2021.

Roberto Cazzaniga vittima di una truffa monstre

Le due donne avevano fatto credere a Cazzaniga di essere in una relazione sentimentale a distanza con la fantomatica modella brasiliana Maya Mancini. I militari della Guardia di Finanza di Monza entrati in azione hanno recuperato una piccola parte: circa 74 mila euro, che corrisponde all’importo del profitto di truffa non ancora prescritto ai fini penali. Un totale di 1.400 transazioni che l'uomo avrebbe compiuto alla donna sarda che avrebbe poi trasferito parte della somma alla complice brianzola. 

A far credere che il rapporto con Maya fosse autentico è stata anche un'amica fidata del pallavolista: il tutto è avvenuto tramite un continuo rapporto telefonico mantenuto dalla complice di Cagliari. E grazie all'invio di foto sui social della modella Alessandra Ambrosio. Le due avevano orchestrato che Maya avesse bisogno di soldi per affrontare gravi malattie che la avevano colpito. In questo modo riuscivano ad intenerire il pallavolista dichiarando addirittura di "non avere da mangiare".

Cazzaniga aveva commentato la vicenda a Verissimo

L'ex giocatore della nazionale italana aveva dichiarato dalla Toffanin a Verissimo lo scorso dicembre: "È più di un mese che non scrivo a Maya e ogni tanto mi manca. Per 15 anni mi sono sentito con lei e poi all’improvviso mi sono svegliato e non esisteva più: fa più male di un pugno in faccia… In tutti questi anni avrei voluto vederla, ma ogni volta sorgevano dei problemi e lei inventava scuse per non incontrarmi. Ci sono stati campanelli d’allarme, ma era molto brava a rigirare la vicenda a suo favore. Si innervosiva e tirava in ballo i suoi problemi cardiaci, facendomi sentire in colpa".

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