Sanremo 2026, Sal Da Vinci trionfa: ma la cinquina racconta un Festival che ha premiato il tormentone e non la qualità
Sanremo 2026. Sal Da Vinci conquista l'Ariston con "Per sempre sì", secondo Sayf, terza Ditonellapiaga. Arisa quarta, Fedez & Masini quinti. Fischi per l'esclusione di Serena Brancale. De Martino annunciato come prossimo conduttore. Una finale segnata dalla guerra in Iran e dalle mamme sul palco.
La 76ª edizione del Festival di Sanremo ha il suo vincitore: Sal Da Vinci con "Per sempre sì", il brano che è diventato tormentone prima ancora della fine della settimana sanremese, conquista il leoncino d'oro e rappresenterà l'Italia all'Eurovision Song Contest 2026 a Basilea. Al secondo posto Sayf con "Tu mi piaci tanto", terza Ditonellapiaga con "Che fastidio", quarta Arisa con "Magica favola", quinti Fedez e Marco Masini con "Male necessario".
Un verdetto che ha fatto discutere, soprattutto per l'esclusione dalla cinquina finale di Serena Brancale (vincitrice del Premio Tim come più votata sui social), Ermal Meta e Fulminacci, fischiati sonoramente dal pubblico dell'Ariston. Ma soprattutto, un verdetto che racconta quale Festival è stato questo Sanremo 2026: un Festival che ha premiato il tormentone radiofonico sulla qualità artistica, la facilità orecchiabile sulla complessità compositiva, la leggerezza pop sulla profondità cantautorale.
La Conferenza Stampa: Conti Sereno, Il Fantasma Della Guerra, L'Annuncio di De Martino
La giornata della finale era iniziata con la conferenza stampa più densa di temi di tutta la settimana. Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini, Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica, ha dovuto affrontare non solo il bilancio del Festival, ma anche l'ombra della guerra.
"Proprio oggi arrivano notizie terribili e noi siamo qui a fare festa, musica, in un Paese libero e democratico", ha esordito Conti, commentando l'attacco degli Stati Uniti e Israele in Iran. "Non vanno dimenticate le parole di Papa Francesco, che ci parlava di una guerra mondiale diffusa. Stasera ci sarà un pensiero a quanto sta accadendo nel mondo."
Sugli ascolti, Conti ha rivendicato i numeri della quarta serata: 10.789.000 spettatori con il 65,6% di share. "È come se una squadra vincesse 5-0 una settimana e 3-0 in quella successiva: ha fatto meno gol, ma ha comunque vinto", ha spiegato con la sua solita metafora calcistica. "L'anno scorso forse avevo veramente esagerato. Non mi preoccupo di qualche punto in meno. Sono soddisfatto."
Il direttore Williams Di Liberatore ha sottolineato: "È la quarta serata più vista dal 1995. Sulla fascia dai 15 ai 24 anni abbiamo registrato più dell'80% di share."
Ma il momento più atteso è stato l'annuncio del futuro: "Ho avuto l'autorizzazione dei vertici Rai a poterlo dire solo stasera", ha detto Conti con un sorriso enigmatico. "Potrei rimanere io, ma lo dirò questa sera, non troppo tardi." Un modo per tenere banco fino all'ultimo, anche se tutti sapevano che il nome era ormai nell'aria da giorni: Stefano De Martino.
Laura Pausini, visibilmente commossa, ha parlato della sua esperienza: "Forse questo Festival mi ha aiutato a farmi volere un po' più bene da tutti. Forse avete capito che non sono poi così cambiata, sono solo con qualche ruga in più e tanta esperienza. L'Ariston mi manca già."
La Finale: Una Serata Tra Emozioni, Pace e Mamme Sul Palco
La serata finale si è aperta con un appello per lo stop alle guerre. "Proteggiamo i bambini, basta odio", il messaggio lanciato da Carlo Conti, Laura Pausini e Giorgia Cardinaletti. E questo messaggio è risuonato per tutta la serata: Michele Bravi ha chiuso la sua esibizione dicendo "Abbiamo il lusso di essere qui a festeggiare, ma non dimentichiamoci di quello che accade nel mondo"; Ermal Meta ha dedicato la sua "Stella stellina" "a tutti i bambini silenziati dalle bombe".
Dopo il TG1 di mezzanotte, con le terribili notizie dall'Iran, Carlo Conti ha ripreso lo spettacolo con voce grave: "Non è facilissimo continuare lo spettacolo dopo queste notizie." Il pubblico dell'Ariston ha gridato a lungo: "Pace, pace, pace!"
Ma la serata è stata anche la serata delle mamme: Sayf ha portato sul palco la madre Samia e l'ha abbracciata con le lacrime agli occhi; Samurai Jay è andato a prendere la madre in platea, l'ha portata sul palco e si è steso sulle scale abbracciandola mentre cantava; persino Elettra Lamborghini ha salutato la mamma in platea. "È la serata delle mamme, che bello", ha commentato Carlo Conti. "È una festa."
Nino Frassica ha portato la sua solita dose di nonsense surreale, presentandosi con i capelli alla Malgioglio e conducendo il suo "Festivallo" parallelo. "Ho chiesto a Carlo di farmi entrare dopo le 21:30 perché prima devo vedere La Ruota della Fortuna", ha scherzato in conferenza stampa, confermando il suo status di genio comico.
Andrea Bocelli, super ospite della serata, è arrivato sul palco su un cavallo bianco sulle note de "Il Gladiatore", ricevendo il Premio Città di Sanremo. I Pooh hanno cantato "Uomini Soli" dal Suzuki Stage celebrando i loro 60 anni di carriera.
E poi, il momento atteso: Carlo Conti è sceso in platea, ha abbracciato Stefano De Martino e ha annunciato: "Sarà lui il prossimo conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2027." Standing ovation.
Anche Gino Cecchettin, padre di Giulia, è salito sul palco per parlare di femminicidio, anche se Carlo Conti ha commesso un lapsus chiamandolo "Giulio Cecchettin", corretto immediatamente.
La Classifica: Una Cinquina Che Non Convince
Al termine delle esibizioni di tutti e 30 i Big, Carlo Conti ha annunciato la classifica dal 30° al 6° posto:
Eddie Brock
Mara Sattei
Leo Gassman
Dargen D'Amico
Elettra Lamborghini
Chiello
Patty Pravo
Francesco Renga
Michele Bravi
Maria Antonietta & Le Colombre
Enrico Nigiotti
Malika Ayane
Raf
Samurai Jay
Tredici Pietro
J-Ax
Levante
Bambole di Pezza
Luchè
LDA & Aka7even
Tommaso Paradiso
Serena Brancale
Ermal Meta
Fulminacci
Nayt
E poi, la cinquina finale (in ordine di estrazione notarile):
- Fedez & Marco Masini – "Male necessario"
- Arisa – "Magica favola"
- Ditonellapiaga – "Che fastidio"
- Sal Da Vinci – "Per sempre sì"
- Sayf – "Tu mi piaci tanto"
L'Ariston ha fischiato sonoramente l'esclusione di Serena Brancale (9ª), Ermal Meta (8°) e Fulminacci (7°), tre artisti che avevano conquistato pubblico e critica con brani di qualità.
La Cinquina: Un'Opinione Personale
Guardiamo questa cinquina con onestà intellettuale. Rappresenta davvero il meglio di questo Festival?
Sal Da Vinci ha portato un tormentone napoletano che ha fatto cantare l'Ariston anche prima che iniziasse l'esibizione. "Per sempre sì" è un brano radiofonico perfetto, orecchiabile, facilissimo, destinato a dominare le radio per mesi. Ma è anche un brano prevedibile, costruito su formule già sentite, senza alcuna sorpresa compositiva o testuale. Ha vinto perché è pop nel senso più commerciale del termine: piace a tutti perché non disturba nessuno.
Sayf, secondo classificato, ha portato "Tu mi piaci tanto", un brano urban-pop fresco e moderno che ha conquistato soprattutto il pubblico giovane. L'abbraccio con la madre sul palco è stato uno dei momenti più emozionanti della serata. Ma anche qui: canzone estiva, leggerissima, zero profondità. Funziona? Sì. È memorabile? No.
Ditonellapiaga, terza classificata, meritava almeno il secondo posto, se non la vittoria. "Che fastidio" è l'unico brano della cinquina che ha una personalità definita, sonorità originali (disco house anni '80), un testo intelligente e non banale. Ha vinto la serata cover con TonyPitony portando jazz e irriverenza. È l'unica artista della cinquina che ha osato davvero. Il fatto che sia finita terza è già un miracolo, considerando che il pubblico del televoto raramente premia la complessità.
Arisa, quarta, ha fatto quello che sa fare meglio: cantare in modo tecnicamente perfetto una ballad romantica. "Magica favola" è elegante, ben costruita, vocalmente impeccabile. Ma è anche prevedibile per chi conosce Arisa. Non aggiunge nulla al suo percorso artistico, non sorprende, non rischia. È la comfort zone elevata ad arte.
Fedez e Marco Masini, quinti, hanno portato "Male necessario", un esperimento interessante che mescola rap e cantautorato. Tecnicamente solido, ben eseguito, con momenti intensi. Ma è anche un brano che è difficile inquadrare: troppo melodico per chi ama il rap, troppo rap per chi ama la melodia classica. Un compromesso riuscito a metà. Meritavano di più, peccato per la quinta posizione.
La Mia Classifica Ideale:
- Ditonellapiaga – Personalità, originalità, coraggio. L'unica che ha portato qualcosa di davvero diverso.
- Fedez & Masini – Esperimento riuscito, testo forte, interpretazione convincente.
- Arisa – Tecnica vocale sublime, ma troppo nella sua comfort zone.
- Sal Da Vinci – Tormentone perfetto, ma artisticamente banale.
- Sayf – Fresco, moderno, ma leggerissimo.
Cosa Manca a Questa Cinquina
Guardiamo chi è rimasto fuori e chiediamoci: cosa mancava?
Serena Brancale (9ª), vincitrice del Premio Tim come più votata sui social, aveva portato un brano potente, vocalmente straordinario, con personalità. Fuori.
Ermal Meta (8°), con "Stella stellina", ha regalato uno dei momenti più emozionanti del Festival, una ninna nanna dedicata ai bambini di Gaza. Fuori.
Fulminacci (7°), con "Stupida sfortuna", ha rappresentato il miglior cantautorato indie italiano contemporaneo, un brano che cresce con ogni ascolto. Fuori.
Cosa accomuna tutti questi esclusi? Complessità compositiva, profondità testuale, ricerca artistica. Cosa accomuna tre dei cinque finalisti (Sal Da Vinci, Sayf) Facilità orecchiabile, immediatezza radiofonica, leggerezza.
Il messaggio è chiaro: il Festival 2026 ha premiato il tormentone sulla canzone d'autore.
I Premi Speciali: Ditonellapiaga Miglior Compositrice
Oltre alla vittoria del Festival, sono stati assegnati i premi tecnici:
- Premio Giancarlo Bigazzi (Miglior composizione musicale): Ditonellapiaga con "Che fastidio"
- Premio Sergio Bardotti (Miglior testo): Fedez & Masini con "Male Necessario"
- Premio della Critica "Mia Martini": Fulminacci con "Stupida Sfortuna"
- Premio Sala Stampa "Lucio Dalla": Serena Brancale con "Qui con Me"
- Premio Tim (Social): Serena Brancale con "Qui con Me"
Almeno il Premio Bigazzi ha riconosciuto la qualità compositiva di Ditonellapiaga, l'unica della cinquina che ha davvero innovato dal punto di vista musicale.
Gli Ascolti: Calo Confermato Ma Festival Solido
La finale di Sanremo 2026 dovrebbe confermare il trend di leggero calo rispetto all'edizione 2025, attestandosi intorno ai 10-11 milioni di spettatori con uno share del 60-65%. Numeri solidi, comunque superiori a qualsiasi altro programma italiano, ma in calo rispetto all'edizione monstre dello scorso anno.
La quarta serata (cover) ha fatto 10.789.000 spettatori con il 65,6% di share, quasi 3 milioni in meno rispetto al 2025 (13.575.000 con il 70,8% di share).
Carlo Conti ha rivendicato con orgoglio: "È il quarto miglior risultato dal 1995 a oggi".
Conclusione: Un Festival Che Ha Scelto la Radio Sulla Qualità
Sal Da Vinci è un artista meritevole, con una carriera lunga e rispettata. Ma "Per sempre sì" vincitore di Sanremo 2026 racconta una storia precisa: questo Festival ha premiato ciò che funziona in radio, non ciò che funziona nel tempo. Ha premiato il tormentone immediato sulla canzone che cresce con gli ascolti. Ha premiato la leggerezza sulla profondità.
Ditonellapiaga, Fedez & Masini, Serena Brancale, Ermal Meta, Fulminacci: questi erano i nomi che avrebbero dato al Festival una vittoria memorabile, quella che fra dieci anni si ricorda non solo per il tormentone ma per la qualità artistica.
Invece avremo "Per sempre sì" all'Eurovision, un brano che farà sicuramente ballare Basilea ma che difficilmente lascerà un segno nella storia del Festival.
Congratulazioni a Sal Da Vinci. Ma il Festival meritava di più.
La 76ª edizione del Festival di Sanremo si chiude con Stefano De Martino che eredita il testimone da Carlo Conti, con Laura Pausini che saluta l'Ariston con le lacrime agli occhi, e con un grido che risuona ancora: "Pace, pace, pace". Appuntamento al 2027, sperando che la musica italiana, un po' più di qualità, torni a vincere.