Festival Sanremo 2026, nessuna delle 30 canzoni in gara nella 76esima edizione entrerà nella classifica hit di maggiori successo Fimi

Tra il 2015 e il 2025 le canzoni presentate sul palco del teatro Ariston, secondo i numeri di Fimi, hanno certificato 24,54 milioni di copie vendute, conquistando 241 platini e 48 ori. Il picco c’è stato nella edizione 2023, con oltre cinque milioni di copie vendute, con un progressivo calo a 4,55 milioni nel 2024 e a 3,8 milioni nel 2025

Dopo l’ascolto dei brani dei 30 big in gara al 76esimo Festival di Sanremo, ci sentiamo di sbilanciarci dicendo che nessuno entrerà nella classifica delle hit di maggiore successo secondo i criteri di Fimi (Federazione industria musicale italiana).

A guidare questa speciale graduatoria c’è ancora Cenere, di Lazza (Sanremo 2023) con 900 mila copie certificate, davanti a Brividi, di Mahmood & Blanco (2022) a quota 800 mila, e a Dove si balla, Dargen D’Amico (2022), a 700 mila.

Quindi un bel gruppetto con 600 mila copie certificate: Balorda nostalgia, di Olly (2025); Due vite, di Marco Mengoni (2023); Farfalle, di Sangiovanni (2022); Supereroi, di Mr. Rain (2023); Tango, di Tananai (2023).

E, infine, come spiegano da Fimi, ecco Tuta gold, di Mahmood (2024) con 500 mila copie.

Al contrario di quanti molti pensano, il Festival di Sanremo, in realtà, non è così centrale per le vendite di dischi (in streaming e, in piccola parte, con supporti fisici): infatti nel 2025, giusto per fare un esempio, i brani in gara al Festival hanno totalizzato 1,8 miliardi di stream su complessivi 100 miliardi di stream riprodotti sulla Penisola nel corso dell’anno. Quindi Sanremo vale l’1,8% del mercato. Importante, ma non determinante. E non è un caso che nel 2026 le case discografiche, in mancanza di certezze scritte nero su bianco e di rimborsi considerati soddisfacenti, poi formalizzati solo all’ultimo, hanno tenuto i big del mercato, quelli che sono in testa nelle classifiche Spotify, lontani dal Festival.

Certo, poi la visibilità che assicura Sanremo consente ai partecipanti di organizzare tour dal vivo con più disinvoltura, ma il business live esula da quello delle case discografiche: Tommaso Paradiso o Malika Ayane in gara nel 2026, per fare un esempio, non puntano alla classifica Spotify, alla cosiddetta “vendita dei dischi” nella accezione della Gen Z. Ma sperano di monetizzare attraverso i concerti.

Tra il 2015 e il 2025, comunque, le canzoni presentate sul palco del teatro Ariston, secondo i numeri di Fimi, hanno certificato 24,54 milioni di copie vendute, conquistando 241 platini e 48 ori. Il picco c’è stato nella edizione 2023, con oltre cinque milioni di copie vendute, con un progressivo calo a 4,55 milioni nel 2024 e a 3,8 milioni nel 2025.

Il timore è che questa seconda edizione consecutiva con la direzione artistica di Carlo Conti possa ulteriormente peggiorare il trend.

Di Claudio Plazzotta