"Rent Family. Nelle vite degli altri". Un'opera romantica e poetica struggente e commovente e che fa riflettere
un Giappone disperato e originale che diventa un modello universale post-moderno
Una grande interpretazione dell'attore Brendan Fraser che gioca con tutti i registri situazionisti del caso: emozione, imbarazzo, paura, panico, smarrimento, commozione. Una grande umanità dentro un Giappone disperato di anime sole e frustrate che giungono alla necessità di pagare per avere attori che giocano il ruolo di mariti, padri, partner, parenti. Un film shakespeariano dove davvero la società si è ridotta a recitazione, uso, dipendenza, rapporto prezzolato. Ma dentro questo spettacolo a cielo aperto proprio all'interno del modulo della recitazione ecco amleticamente sorgere la possibilità di coltivare veri sentimenti e un vero senso di umanità. E' la via segreta del meta-teatro che fù anche di Achille, Pascoli e Carmelo Bene. Ma non era così già al tempo degli antichi Greci? Non pagavano gli Elleni le prefiche per rendere più teatrali e importanti socialmente i loro funerali? Stupendi anche gli attori giapponesi: Takehiro Hira, Mari Yamamoto, e Akira Emoto. Un Giappone spietato ed elegante, profondo e sorprendente. Brendan Fraser ricorda un po' un altro grande: il Bill Murray di Lost in Translation. Figure esistenziali, solitarie, interiorizzanti e potentemente liriche anche nel non-detto. Un film d'anima e del ritorno dell'anima alle proprie radici. La tensione del film gioca tutto sull'altalena fra avvicinamento affettivo e necessità del distacco. Il tema del gioco fra recita nella vita e vita quale recita non è nuovo anche se quì ne troviamo una declinazione surreale quanto cronachistica che sono in Giappone poteva apparire verosimile e metaforicamente esistenziale. Un film pascaliano dove l'imitazione trasla dalla finzione alla scelta del cuore come insegna appunto la "scommessa di Pascal". L'uomo si definisce e si rivela nelle relazioni interpersonali, anche se finte e prezzolate, nelle scelte emotive e reattive. Un film che commuove ma fa anche molto riflettere.