Caos Rai Sport: cambio dopo Sanremo. Previsto nuovo pacchetto di nomine. Tutti i nomi in pista - RETROSCENA ESCLUSIVO
Non si placano le polemiche per le gaffe della telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina. Pioggia di critiche per il direttore Paolo Petrecca, che ha voluto commentare l’evento, rimediando però tante gaffe. Nonostante l’amministratore delegato Giampaolo Rossi abbia richiamato Petrecca, che ha rinunciato a commentare la cerimonia di chiusura, per la redazione di Rai Sport, che è sul piede di guerra da giorni con tanto di sciopero delle firme fino al termine delle Olimpiadi, sarebbe stato necessario un provvedimento più incisivo. Per questo non si placano le polemiche, tanto che i giornalisti della testata sportiva della Rai stanno incassando solidarietà dai colleghi delle altre redazioni e dagli organi di categoria. Secondo indiscrezioni provenienti da Via Severo però la sostituzione di Petrecca è solo rimandata di qualche settimana, tempo di concludere alcuni appuntamenti di grande rilevanza, come le stesse Olimpiadi e il Festival di Sanremo. A breve sarà scelto il telecronista della cerimonia finale. I nomi più quotati sono il vicedirettore vicario di Rai Sport, Marco Lollobrigida e Stefano Bizzotto. La sostituzione di Petrecca avverrà invece nell’ambito di un quadro più ampio di nomine, che comprende anche l’avvicendamento in alcune delle testate giornalistiche, come Tg2 e Rai Parlamento. Si attende il pensionamento del direttore di Rai News 24, Federico Zurzolo, che potrebbe essere sostituito dall’attuale direttrice di Rai Offerta Estero, Mariarita Grieco (in pista anche per il Tg2). A quel punto alla direzione che segue Rai Italia potrebbe essere spedito Petrecca. A Rai Sport potrebbe essere promosso Marco Lollobrigida, molto stimato da tutta la redazione e che potrebbe così ricompattare tutti, in un momento delicato per lo sport in Rai. E’ di queste ore la notizia della perdita dei diritti delle ATP Finals di tennis, che sono state prese da Mediaset, mentre a marzo ci sarà l’assegnazione dei diritti dei prossimi mondiali di calcio (la Rai è in corsa insieme a vari broadcaster, tra cui DAZN, che potrebbe fare una partership con Mediaset). Nel quadro di nomine si potrebbero aggiungere altri innesti. Al Tg2 per il dopo Antonio Preziosi (destinato alla direzione Rai Vaticano) si gioca una partita interna a Forza Italia: oltre alla già citata Grieco, c’è chi vorrebbe l’attuale direttrice di Isoradio Alessandra Ferraro, che il pubblico del secondo canale ha imparato a conoscere ed apprezzare ultimamente per la sua presenza come ospite al Tg2 Post. A Rai Parlamento al posto di Giuseppe Carboni prende quota, sempre in area Movimento 5 Stelle, Senio Bonini. Si gioca poi una partita non del tutto secondaria legate alle vicedirezioni e ai settori interni. Per RaiNews 24 tra i vice potrebbe esserci in arrivo Susanna Lemma, mentre al Tg2 è in corso un job posting per la scelta del capo del settore politico, dove potrebbe spuntarla Omar Reda. Da assegnare anche la direzione relazioni istituzioni e quella delle relazioni internazionali, che però potrebbero essere anche accorpate. Per quanto riguarda le direzioni di genere, invece, molto dipenderà da come andrà il Festival di Sanremo, dove il direttore del Prime Time, Williams Di Liberatore si gioca il tutto per tutto. In casa Day Time Angelo Mellone non ha fatto mistero che punta ad altro, ovvero Rai Cinema o Rai Fiction. A breve andrà in pensione il direttore della distribuzione, Maurizio Imbriale: per la successione il più accreditato è il vicedirettore Donato Fratoianni, ma c’è chi caldeggia il ritorno di Marcello Ciannamea. Stanno per salutare l’azienda per raggiunti limiti di età anche alcuni nomi storici come Bruno Luverà e Duilio Giammaria, entrambi in forza alla direzione Approfondimento.
Mentre la Rai festeggia ascolti record e racconta l’Italia al mondo tra Olimpiadi e orgoglio nazionale, dentro Unirai (il sindacato dei giornalisti Rai di area governativa) il clima è tutt’altro che olimpico. Il caso Paolo Petrecca, ufficialmente non pervenuto, ha però acceso la chat degli iscritti come poche altre vicende recenti, dividendo il sindacato di centrodestra tra silenzi, distinguo e accuse incrociate. La presa di posizione c’è stata, ma di traverso: un comunicato impeccabile nel celebrare share, milioni di telespettatori e il valore del servizio pubblico, molto meno nel rispondere alle domande che circolano tra i colleghi. “No alle strumentalizzazioni”, dice Unirai, mentre molti iscritti si chiedono perché per giustificare il silenzio si tirino in ballo temi che non c’entrano nulla. Nella chat c’è chi rivendica di analizzare solo i fatti, chi denuncia metodi da caserma, chi invita ad assumersi responsabilità individuali senza usare il sindacato come clava politica. E c’è anche chi ricorda cosa significhi lavorare davvero in Rai, tra turni notturni e redazioni vuote, per amore del mestiere e dell’azienda. Il nodo resta sempre lo stesso: difendere i lavoratori non significa coprire errori evitabili né accumulare potere sulle spalle altrui, ma nemmeno trasformare ogni critica in un attacco frontale che indebolisce il servizio pubblico. Le Olimpiadi funzionano, gli ascolti volano, il segnale è perfetto. Se Unirai si divide, il problema non è tecnico. Ed è proprio questo che rende il silenzio, per molti, sempre meno sostenibile.
E sempre in tema di sport, il Circolo Rai di Tor di Quinto guarda al futuro… e lo fa con una racchetta in mano. È infatti allo studio, in fase ancora del tutto embrionale, l’ipotesi di aprire il Circolo al padel, lo sport che sembra aver conquistato chiunque, dai palinsesti alle pause pranzo. L’idea è semplice: trasformare l’attuale campo di calcetto – attualmente poco utilizzato – in due campi da padel, intercettando l’interesse crescente tra soci e dipendenti Rai, dove è sicuramente il tennis a farla da padrone. Nessuna decisione definitiva, nessun progetto esecutivo: per ora si tratta di capire se c’è una base sufficientemente ampia di appassionati pronti a scendere in campo. Il Circolo ha quindi avviato una ricognizione informale per verificare l’interesse, invitando chi fosse incuriosito dall’iniziativa a manifestare la propria adesione presso la segreteria. L’obiettivo è capire se il padel possa diventare una nuova disciplina di riferimento accanto alle attività già presenti, dando nuova vita a uno spazio oggi poco frequentato. Insomma, il progetto è ancora ai blocchi di partenza, ma l’aria è quella giusta: meno schemi da spogliatoio, più vetri, palline e rovesci. Se il calcetto sonnecchia, il padel bussa. E al Circolo Rai qualcuno ha già sentito il rumore.