E comincia la maratona olimpica di film imperdibili, da Agata Christian - Delitto sulle nevi a Chopin, Notturno a Parigi
Che fou rire con Christian Agata, celebre criminologo dal sarcasmo affilato e dall'intuito infallibile. Semplicemente formidabile “Chopin, Notturno a Parigi” di Michał Kwieciński
Che fou rire con Christian Agata, celebre criminologo dal sarcasmo affilato e dall'intuito infallibile, viene invitato da Cullman, magnati dei giochi da tavolo, a trascorrere un fine settimana sulla neve nella loro lussuosa residenza in montagna. Lo scopo? Prestare volto e fama al rilancio di Crime Castle, il celebre gioco che ha reso la famiglia famosa in tutto il mondo. Ma quella che doveva essere una tranquilla operazione promozionale da trasformare presto in un vero caso da risolvere. Quando Carlo Cullman, patriarca della famiglia, annuncia di voler bloccare la cessione dell'azienda a una start-up aggressiva, i nervi saltano. La mattina dopo l'uomo viene ritrovato senza vita, col corpo riverso sul tabellone del gioco. Poi, come in ogni giallo che si rispetti, una valanga isola la villa dal resto del mondo: niente telefoni, nessuna via di fuga, e un assassino ancora in circolazione. Suspence e gran risate Diretto da Eros Puglielli con Christian De Sica in splendida forma.
Semplicemente formidabile “Chopin, Notturno a Parigi” di Michał Kwieciński. Diretto da Michał Kwieciński e interpretato da uno strepitoso Eryk Kulm, che ha eseguito personalmente tutte le opere presenti nel film, “Chopin, Notturno a Parigi” mostra un lato del leggendario compositore polacco che non si trova nei libri di storia: quello di un dandy amante del divertimento, celebre per il suo senso dell’umorismo, di un virtuoso del pianoforte e di un uomo affascinante che, nonostante la malattia, ha goduto della vita fino all’ultimo respiro. Peccato morto a soli 39 anni. Ma ancora capace di sedurre. Un’ex allieva lo vuole sposare per assisterlo nella malattia, una forma aggressiva di tubercolosi. Lui le risponde: “La pietà é la più crudele delle armi. Non la merito”. La relazione tra la scrittrice anticonformista George Sand e Frédéric Chopin é stata una delle storie più complesse dell’Ottocento durata dal 1838 dal 1847. Il loro legame, nato a Parigi nel salotto del compositore Listz, altra celebrità, ha visto il culmine durante il difficile soggiorno a Maiorca dove Sand ha sostenuto il fragile musicista mentre componeva i suoi meravigliosi Notturni. Il film dipinge un affresco epico che ci trasporta nella Parigi del XIX secolo dove Chopin era uno dei favoriti dell’aristocrazia francese, mettendo in scena un viaggio affascinante in un tempo in cui si intrecciano musica, passione e ribellione.
“Chopin, Notturno a Parigi”, un film che sa di profumo di violetta (era il suo preferito) mostra l’altro volto del musicista: L’enfant terrible del suo tempo, dandy, ribelle, seducente, impeccabilmente vestito nei suoi gilet damascati, che però nasconde una profonda malinconia dietro una maschera di ironia brillante. Che ha speso gran parte delle sue energie per essere amato dalle donne (e lo era per davvero) e popolare, fino a comprendere, alla fine della sua vita, che l’unica cosa che conta davvero è la musica. La vita gli scivola tra le dita, ma lui si rifiuta di rallentare. E dopo che ha lottato per anni contro la malattia alla fine la sua totale accettazione lo porta ad affrontare la morte con buona pace dello spirito.
Di Januaria Piromallo e Tiare von Meister