Fabrizio Corona per i creatori della serie su di lui è notizia e una vittima, ma nel "Re dei paparazzi" vive un narcisista patologico

In "Fabrizio Corona Io sono notizia", l'uomo è pericolosamente raccontato come vittima di un sistema ingiusto, ricordando a chi c'era e narrando a chi non c'era fatti e scandali di un mondo sommerso, neppure troppo, dagli anni 90; voto: 5+

Si trova sulla più nota piattaforma la docuserie Fabrizio Corona Io sono notizia, diretta da Massimo Cappello, nel cui cast, oltre al protagonista, anche: Marco Travaglio, che si commuove ripensando al caro amico Vittorio Corona, papà del degenere Fabrizio; Lele Mora, convinto delle sue scelte di vita fino alla fine, ma con una depressione latente che la camera pesca bene nei suoi occhi e nel comportamento; Nina Moric, sua moglie dal 2001 al 2007, allora bellissima e oggi, co-protagonista femminile della serie, mal ridotta dalla troppa chirurgia plastica che la fa parlare male e dal look che poco le dona; Belén Rodriguez, sua compagna dal 2009 al 2012 e, forse, suo amore vero, per come un narcisista possa amare una persona, specie una donna; Gabriella Privitera, altra protagonista femminile delle cinque puntate su Corona e, soprattutto, mamma dello stesso, la quale, accomodata su un bel divano in una casa lussuosa e di gusto, riesce a dire "mio figlio è una persona perbene". Molti altri i volti noti che le quasi 5 ore di episodi svelano al pubblico, riaccendendo la memoria di chi c'era su un periodo andato o mostrandone il peggio a chi non lo ha vissuto.
Soprattutto, quel che colpisce, ancora, è Corona, è il suo narcisismo che condiziona il suo atteggiamento, come risponde e cosa racconta, incurante di chiunque, legge inclusa.
Vittorio Corona fu il padre di Fabrizio Fonte/credits: Licenze creative commons, web searching
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TRAMA A TRATTI E FATTI REALI

La serie racconta, dunque, vita e carriera dell'ex 'Re dei paparazzi', quanto meno il più famoso in tempi relativamente moderni. Così, tra scandali e mutamenti sociali, ecco l'Italia che non si vorrebbe aver conosciuto riemergere da foto e video accuratamente montati, con un amaro affresco del nostro paese, in particolare, negli anni 90/2000.

La serie arriva sui nostri schermi giusto dopo lo scoppio del caso "Alfonso Signorini e il Grande Fratello", con Falsissimo, il noto podcast di Corona, lo stesso che non troppo tempo fa diffondeva un altro caso, intitolabile "occhi spac*****", spiattellando il tradimento di Raoul Bova con Martina Ceretti.

Alfonso Signorini, qualche anno fa Fonte/credits: Licenze creative commons, web searching

Chissà che il catanese Fabrizio, classe 1974, non abbia appreso i suoi primi passi dal mondo del gossip di basso livello nel quale anche il padre bazzicava.. Vittorio Corona fu un giornalista siciliano degli anni 80, noto grazie a mensili quali Moda e King e all'incarico di direttore (uno dei primissimi) del tg Studio Aperto e al suo incarico presso il meno nobile Novella 2000.

1984, un numero della rivista Novella 2000, nata nel 1973 Fonte/credits: Licenze creative commons, web searching

Era l'inizio del nuovo secolo quando, da molto giovane, Fabrizio cominciò la sua carriera professionale con Lele Mora, riuscendo a dar vita rapidamente a un impero milanese che fruttava soldi a palate: vendendo scoop fotografici alle testate e alle trasmissioni tv interessate ad acquistarli, divenne, pur "senza aver mai fatto una foto" ha dichiarato, l'indiscusso ma discutibile “Re dei paparazzi”.

Belen Rodriguez, più recente, post-interventi chirurgici Fonte/credits: Licenze creative commons, web searching

Due sono state le donne cui ufficialmente si è legato e che hanno costituito parte integrante del gossip: la top model croata Nina Moric che sposò nel 2001 e dalla quale, dopo un aborto, ebbe il figlio Carlos Corona, oggi ventritreenne, e la top model argentina Belen Rodriguez, con cui si mise 8 anni più tardi. Il carattere dell'una e quello dell'altra hanno fatto la differenza: la prima più debole soccombette alla personalità devastante del marito, mentre la seconda, più forte, resistette meglio alla tendenza manipolatoria dell'uomo.

In entrambi i casi, Corona non si fece mai scrupolo di trasformare le love story in guadagno facile, grazie alle foto dell'amico Maurizio Sorge, da lui invitato di nascosto, laddove poteva, a catturare, con il suo obiettivo, momenti osè delle compagne, a loro insaputa, e della coppia: a Fabrizio interessavano ed interessano fama, potere e, soprattutto, denaro.

L’ascesa dell’imprenditore subì una brusca battuta d’arresto nel 2006 con l’inchiesta Vallettopoli. Accusato di estorsione, Corona, nel 2015, venne condannato definitivamente dalla Cassazione a 13 anni e 2 mesi di reclusione per reati continuati. Fu messo agli arresti domiciliari dal 2021, anno in cui avviò il suo canale YouTube Falsissimo, summenzionato.

Alla fine della docuserie, Corona si scatena contro il regista ed è quasi un momento di estrema onestà.
Statua in bronzo di un paparazzo, Bratislava Fonte/credits: Licenze creative commons, web searching

NOTE DI REGIA

Il regista della serie, Massimo Cappello, che l'ha scritta insieme a Marzia Maniscalcoscrittrice di tv, film e spettacoli, avrebbe puntato, con il suo Fabrizio Corona Io sono notizia, a far luce sulle vicende del personaggio televisivo, autodefinitosi imprenditore italiano, e fondatore dell’agenzia fotografica che porta il suo nome; certo, non sono esclusi, anzi sono la parte saliente del racconto, gli infiniti casi giudiziari che, da inizio 2000, hanno visto coinvolto in prima persona Corona: più che le sue abilità imprenditoriali sono stati i suoi tanti problemi con la legge a farne una celebrità.

Gli eventi ripercorsi nel documentario rispettano l'ordine cronologico del loro accadimento e vengono narrati e sottolineati da testimonianze rese sia dal protagonista, quindi da Corona, sia da persone che hanno gravitato e tuttora gravitano intorno a lui.

Insomma, il regista ha voluto definire un Fabrizio Corona “persona” e “personaggio”, per capire come sia nato il secondo, guardando anche al primo. L'artefice della docuserie avrebbe sostenuto di aver realizzato la serie senza pregiudizi verso il protagonista e con grande oggettività. E' così? Forse no.
Ricordiamoci che stiamo parlando di Fabrizio Corona, un narcisista all'ennesima potenza e un delinquente, letteralmente qualcuno che delinque, chi non rispetta la legge. 

Marco Travaglio Fonte/credits: Licenze creative commons, web searching

RECENSIONE

La serie, già nel titolo, è una esaltazione del personaggio Corona, dell'uomo Fabrizio, del figlio di una madre che, convinta delle sue parole, lo definisce "una persona perbene", del marito e compagno di due note showgirl, l'una più debole dell'altra, ma entrambe ambiziose e innamorate, come lui, di un'immagine, innanzitutto propria. Il paparazzo gossipparo, che di foto non ne avrebbe fatte molte nella sua vita e carriera, ma di accordi milionari e ricatti sì, non si pente davanti alla telecamera di Cappello, al contrario, siede su quell'unica sedia in mezzo alla stanza come su di un trono, guardando dall'alto in basso chiunque; del resto, in più occasioni, nel corso delle puntate della serie, vengono riprodotti spezzoni video in cui Corona si dichiara innocente, vittima degli altri, nonché una sorta di autore di notizie e diffusore di verità: ma che è, un paladino? Della giustizia, magari.

Gerry Scotti, qualche anno fa Fonte/credits: Licenze creative commons, web searching

In tempi correnti, con il suo Falsissimo, l'uomo ha minato le basi, le carriere, le vite di alcuni big consolidati, come Alfonso Signorini e Gerry Scotti, sulla base di dichiarazioni-terremoto, fra le quali quelle di Claudio Lippi, che, dal letto d'ospedale, ha preso di mira il secondo dei due presentatori, svelandone i retroscena quando conduceva il terribile Passaparola, le cui "letterine" sarebbero diventate tali solo dopo essersi concesse a Scotti. De gustibus! Peccato che, fra loro, ci fosse anche Silvia Toffanin, oggi nota conduttrice e, soprattutto, moglie di PierSilvio Berlusconi.

Tornando alla serie - che sconsiglio, perché è nauseante come possano con essa aver dato un'immagine tanto distorta del 51enne - vedere certe immagini e alcuni stralci di video e vecchi tg o sentire degli audio, anche inediti, di personaggi come il Berlusca - p.e. in una scena, a letto, promette a una ragazza un lavoro in tv - fa tornare al secolo scorso; quindi, per chi c'era, fa ricordare fatti non encomiabili di grossi industriali e politici, ma, nostalgicamente, fa pure ripensare a un tempo andato, quando si era assai più giovani e pieni di sogni e speranze. Ecco, questo del viaggio indietro è un piccolo lato positivo di questo prodotto distribuito da Netflix.

Lele Mora Fonte/credits: Licenze creative commons, web searching

NOTIZIE SCANDALOSE E MIA RIFLESSIONE FINALE

Stando ad alcune testate, a Fabrizio Corona Io sono notizia, costato circa 2,5 milioni di euro, sarebbero andati quasi 800.000 euro di fondi pubblici per realizzarlo(!), sarebbe stato cioè finanziato per un terzo, sotto forma di tax credit, dal Ministero della Cultura di Alessandro Giuli: è un pugno ben assestato allo stomaco. Con tutti i progetti culturalmente elevati, anche di validi sconosciuti che peccano di mancare del nome noto ma potrebbero far del bene all'Italia e fuori, viene stabilito di arricchire l'inesistente Corona - secondo Vittorio Sgarbi, "Corona esiste, perché ne parliamo" - e chi lo circonda, sostenendo questa docuserie e passando un messaggio pericoloso a chi la vedrà. 

Che dire? Ormai avevo iniziato la visione, pensando di assistere a un prodotto che lo mettesse sul banco degli imputati, pur se, dal titolo, avrei dovuto intuire altro, e ho voluto completarla, trattandosi per fortuna di pochi episodi, ma onestamente la sconsiglio fortemente.

E poi la povera Moric ora fa pena, fa veramente pena; pensare quanto era bella. Ricordo averla vista nel noto bar milanese Jamaica, mentre sorseggiava un cappuccino - beh lasciato quasi tutto nella tazza - con la madre, di ben diverse fattezze; a tal proposito, si diceva un tempo che, per sapere come si sarebbe invecchiati, bastava guadare ai propri genitori, particolarmente alla madre.

Certi "andazzi" appartengono agli anni novanta ma ahimè anche a oggi; la speranza è che le donne si sveglino e si compattino per far fronte comune contro certe "pretese", causando un reale cambiamento nel mondo del lavoro, in Italia e universalmente.

Vittorio Sgarbi, qualche anno fa Fonte/credits: Licenze creative commons, web searching

USCITA

La docuserie è uscita il 9 gennaio 2026 sulla piattaforma Netflix. Voto: 5+. Da perdere