Anteprima Vino Nobile di Montepulciano, al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani è stato assegnato il premio Grifo Nobile

Con il presidente Eugenio Giani e’ stato premiato anche Mauro Rosati, il direttore generale della Fondazione Qualivita

Anteprima Vino Nobile di Montepulciano, al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani è stato assegnato il premio Grifo Nobile

In questo fine settimana Montepulciano e il suo territorio sono state protagoniste di un appuntamento d’eccellenza con l’Anteprima stampa 2026 del Vino Nobile di Montepulciano con un numero record di aziende partecipanti, ben 57 .Il prossimo weekend sarà alla volta di appassionati e operatori del settore. Nella Fortezza di Montepulciano via alla due giorni di Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano.  Andrea Rossi, presidente del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano afferma: 32 esima Anteprima, un'altra grande occasione per degustare le nuove annate del Vino Nobile di Montepulciano, del Rosso di Montepulciano e della Riserva di Vino Nobile. Quest’anno le vere novità sono concentrate nel fatto che c’è una presenza record di aziende associate al Consorzio, ben 57 aziende  saranno presenti nella due giorni della stampa oltre che nella due giorni la settimana dopo dedicata agli operatori di settore. 65 milioni  di euro il valore medio annuo della produzione, il 64 % delle vendite nel 2025 è andato sul mercato internazionale. Brillanti i dati che riguardano gli Stati Uniti d’America dove un grandissimo interesse sta riscuotendo la nuova DOCG Pieve. Il 90 % tra ristoratori e enotecari hanno affermato che hanno già in carta o inseriranno prossimamente il prodotto. A Montepulciano, secondo la fotografia attuale, su 16.500 ettari di superficie del Comune 2000 (il 16% sono caratterizzati dalla vite) 1400 per Nobile DOCG, 600 per il Rosso di Montepulciano DOC. Tra le iniziative della due giorni anche la presentazione dei 400 anni dalla nascita di Francesco Redi, medico, naturalista e scienziato, ma anche poeta, che nel suo celebre Ditirambo Bacco in Toscana faceva dire al dio del vino in trasferta nella Regione Toscana con un suo Altissimo decreto Montepulciano d'ogni vino è il re… Fra le iniziative dell’Anteprima 2026 si è tenuta la consegna del prestigioso riconoscimento Grifo Nobile al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che sottolinea che “a Montepulciano, all'Anteprima del Vino Nobile, si respira il profumo della nostra terra e la storia di un territorio.” “La presentazione dell'annata 2025 - ha proseguito Giani - non è solo un appuntamento per addetti ai lavori: è il racconto di un anno di fatica nelle vigne, di mani esperte, di attese, di sole e di silenzi. È questo il momento in cui un territorio intero si riconosce in un calice. Ricevere il Grifo Nobile 2026 è per me un grande onore. Un riconoscimento che sento di condividere con tutta la Toscana del vino, con i produttori, con il Consorzio guidato da Andrea Rossi e con chi ogni giorno contribuisce a rendere Montepulciano un simbolo nel mondo”. Con il presidente Eugenio Giani e’ stato premiato anche Mauro Rosati, il direttore generale della Fondazione Qualivita.

PROGETTO PIEVE

Nel 2020 il Consorzio del Vino Nobile ha cominciato un percorso che ha portato qualche anno dopo alla determinazione del disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”. Il Comitato Nazionale Vini del 10 ottobre 2024 ha dato l’ok definitivo al testo di Disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”, il decreto con annesso disciplinare è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 05 febbraio 2025 e la nuova tipologia della prima Docg d’Italia entrata in commercio per la prima volta nel 2025 con la prima annata, la 2021. Questo nuovo progetto vitivinicolo nasce da un lungo percorso metodologico che ha visto il consenso e la partecipazione di tutte le aziende del territorio. Un percorso di studio all’interno della denominazione stessa, che grazie a momenti di incontro, confronto e di analisi collettiva, ha portato alla nascita di una “visione” univoca di Vino Nobile di Montepulciano. Una visione supportata dalla ricerca anche degli esperti. Lo studio storico della geologia e della geografi del territorio ha portato alla individuazione di 12 zone, definite nel disciplinare di produzione UGA (Unità geografiche aggiuntive), le stesse anteposte in etichetta con la menzione “Pieve”. La scelta di utilizzare i toponimi riferibili a quelli delle antiche Pievi in cui era suddiviso il territorio già dall’epoca tardo romana e longobarda, deriva da un approfondimento di tipo storico, paesaggistico e produttivo vitivinicolo. In particolare, la volontà del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano è quella di ribadire e codificare una realtà fisica con antica radice storica, che ha caratterizzato il territorio poliziano fino all’epoca moderna e che trova la sua eco anche nel catasto Leopoldino dei primi decenni del XVIII secolo, che suddivideva il territorio in sottozone definite con il toponimo. Le Pievi raccontante in un volume. Si intitola “Le Pievi del Vino Nobile di Montepulciano – L’inizio di una nuova era” ed è la pubblicazione curata dalla giornalista Jessica Dupuy e dal Master of Wine Andrea Lonardi, con la collaborazione di esperti e il supporto del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Il libro, pubblicato dal Consorzio stesso, racconta l’introduzione del progetto Pieve, un’iniziativa innovativa per rafforzare il legame del vino con il suo terroir e le sue antiche tradizioni. Il progetto Pieve rappresenta un’interpretazione più dettagliata del terroir della zona di Montepulciano. Si tratta di un’iniziativa strutturata e sfaccettata, ispirata anche dal confronto con altre prestigiose regioni dei vini come Bordeaux, Borgogna e Chianti Classico. L’iniziativa sottolinea un legame più profondo tra la terra, le persone e il processo di vinificazione. Si concentra sul riconoscimento e sulla celebrazione delle caratteristiche uniche di 12 specifiche sottozone di Montepulciano, ognuna con la propria storia e rilevanza geografica. Il volume, oltre a raccontare il progetto, analizza le dodici Pievi dal punto di vista sociale, economico e storico, naturalmente passando per la parte più legata al vino, la pedologia e gli aspetti geologici delle zone. Questa pubblicazione sottolinea anche lo stimolo per l’enoturista ad approcciare il territorio attraverso il percorso delle Pievi stesse.

SOSTENIBILITA’

Il distretto della Denominazione Vino Nobile di Montepulciano primo in Italia ad essere certificato con la norma EQUALITAS. Dal maggio 2022 il Vino Nobile di Montepulciano è la prima denominazione italiana ad aver ricevuto il marchio di certificazione di sostenibilità secondo lo standard Equalitas. Equalitas è un protocollo molto impegnativo che implica il rispetto di un numero elevato di requisiti ambientali, come la misurazione dell’impronta carbonica e dell’impronta idrica, e socio economici, come la verifica del rispetto delle libertà sindacali e delle pari opportunità. Inoltre, Equalitas prevede anche il raggiungimento di obiettivi progressivi e la stesura di un bilancio di sostenibilità nel quale presentare e comunicare i risultati ottenuti. La visione di sostenibilità a Montepulciano nasce in tempi non sospetti. Negli anni 1985/1990 fu creata una rete di stazioni meteorologiche installate su tutto l’areale di produzione per la rilevazione dei dati meteo. In base alle condizioni riscontrate, a cadenza settimanale gli esperti agronomi emanavano il “messaggio verde”. Nei primi anni ’90 il Consorzio fu tra i primi in Italia ad indagare i terreni produttivi tramite un progetto di zonazione denominato “Vino Nobile Di Montepulciano Zonazione e Valorizzazione Del territorio” che interessò i vigneti di produzione nel triennio 1992/1994. Nel 2015 il progetto della Carbon Footprint del Vino Nobile di Montepulciano diventa un modello su scala nazionale premiato allo Smau di Milano come best practice ambientale. Dal 2023 il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano è stato riconosciuto operatore professionale per la certificazione SQNPI a supporto delle proprie aziende associate. Il Consorzio ha inoltre in funzione una rete di 50 stazioni meteo per una capillare raccolta dei dati al fine di favorire l'attività si sostenibilità. Un percorso che ha portato anche l’Amministrazione Comunale, nel 2024, ad essere certificata, prima in Italia, come destinazione turistica sostenibile. Dal 2022 il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano pubblica il bilancio di sostenibilità.

PREMIO GAMBELLI 2026 

È stato assegnato a Francesco Baldacci il Premio Gambelli 2026, il prestigioso riconoscimento dedicato alla memoria del Maestro toscano del vino Giulio Gambelli, giunto quest’anno alla sua XIV edizione. La cerimonia di consegna si è svolta venerdì 13 febbraio a Montepulciano (SI), nell’ambito dell’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano. Il premio, promosso e organizzato da Aset in collaborazione con il network Igp, celebra ogni anno il talento di giovani enologi che si sono distinti per competenza, dedizione e capacità di interpretare al meglio il territorio, incarnando i valori che hanno reso grande la figura di Giulio Gambelli nella storia del vino italiano. “Siamo orgogliosi di poter premiare un giovane talento come Francesco Baldacci,” afferma Leonardo Tozzi, Presidente di Aset. “Con la sua professionalità e capacità di saper leggere e interpretare il territorio toscano, Baldacci ha rappresentato al meglio lo spirito del Premio Gambelli tra i tanti campioni passati al giudizio della giuria. Il suo percorso è il segno tangibile di come la tradizione e l’innovazione possano andare di pari passo, dando nuova linfa al nostro patrimonio per questo, a nome di tutta l’Associazione, rivolgo a Francesco i nostri più sentiti complimenti e l’augurio di continuare a crescere, mantenendo viva la passione e la cura che hanno contraddistinto il Maestro Gambelli”.  Francesco Baldacci, nato a Firenze nel 1992, si è laureato in Viticoltura ed Enologia all’Università di Firenze nel 2016 con una tesi sui sottoprodotti della vinificazione in rosso. Dopo il diploma tecnico agrario nel 2012 e l’esperienza formativa accanto all’enologo Claudio Gori, ha svolto un tirocinio a Montalcino e dal 2016 lavora presso Basilica Cafaggio in Chianti, dove dal 2019 dirige la cantina e il processo produttivo, collaborando con nomi di spicco come Giuseppe Caviola e Attilio Pagli. La sua passione per il vino affonda le radici nell’esperienza familiare presso la Cantina Santa Lucia in Maremma, e la sua filosofia di lavoro si basa sul rispetto e la valorizzazione delle varietà, con l’obiettivo di esprimere il potenziale del territorio e innovare in risposta alle sfide del cambiamento climatico. “È un’immensa soddisfazione ricevere il premio dedicato al Maestro Gambelli. Se oggi siamo qui a parlare dei vini toscani come punto di riferimento, non solo a livello nazionale, ma anche a livello internazionale è grazie a lui – spiega il vincitore - purtroppo non mai avuto il privilegio di conoscerlo ma ho l'opportunità di collaborare con Attilio Pagli, suo grande allievo, con il quale stiamo lavorando per cercare la massima identità ed espressione del Sangiovese all'interno del territorio di Panzano in Chianti. Ci tengo anche a ringraziare tutto il team di Basilica Cafaggio senza il quale questo traguardo non sarebbe stato possibile”. Il riconoscimento premia ogni anno l’enologo il cui lavoro abbia saputo incarnare al meglio l'idea di vino portata avanti da Giulio Gambelli: esaltazione delle tipicità di ogni vitigno, delle caratteristiche del territorio e dell’annata vendemmiale. Tra i requisiti fondamentali per poter partecipare, essere un professionista che nell’anno solare di emanazione del bando non abbia superato i 40 anni di età e laurea per titolo di enologo. A consegnare la targa il presidente di Aset, Leonardo Tozzi. Al vincitore, oltre alla targa, va anche un riconoscimento di 1.500 euro, reso possibile grazie al sostegno di alcune delle aziende di cui Giulio Gambelli fu storicamente amico e consulente: Bibbiano, Fattoria di Rodàno, Il Colle, Montevertine, Poggio di Sotto. Sono poi partner del Premio il Consorzio Vino Chianti Classico, il Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, il Consorzio Vino Brunello di Montalcino e il Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

CANTINA TALOSA E ALTRI PRODUTTORI PER RACCONTANO IL TERRITORIO DI MONTEPULCIANO

Domenica 15 febbraio si è svolto, nella cantina storica di Talosa a Montepulciano, nel centro storico della città Nobile del Vino, un momento di degustazione dedicato alla stampa italiana e internazionale. L’iniziativa è stata pensata per offrire un’esperienza del territorio attraverso il vino, il cibo e il racconto delle diverse interpretazioni enologiche di Montepulciano.  All’evento hanno preso parte numerosi giornalisti e professionisti del settore, a testimonianza dell’interesse della stampa per la denominazione e per il confronto diretto con i produttori. L’iniziativa, ospitata negli spazi della cantina storica di Talosa, ha coinvolto anche le cantine Boscarelli, Il Molinaccio di Montepulciano, Montemercurio, Podere Tiberini e Poliziano, in un momento di confronto e dialogo dedicato alla valorizzazione condivisa della denominazione. Durante il pranzo sono stati proposti due vini Talosa, abbinati a piatti della tradizione locale. Il Rosso di Montepulciano DOC Toscana 2024, servito con un antipasto di torte salate, nasce da un assemblaggio a prevalenza Sangiovese con piccole percentuali di Merlot e Canaiolo. Proveniente dai vigneti di Pietrose, a 350–400 metri di altitudine, viene vinificato con fermentazioni a temperatura controllata e maturazione in acciaio, botte grande e tonneaux per almeno otto mesi. Con il peposo di cinghiale è stato invece servito il Pietrose IGT Toscana Rosso 2016, espressione in purezza di Merlot proveniente dalla stessa area vitata. Le uve vengono selezionate manualmente e il vino affina per circa due anni tra tonneaux nuovi, botte grande e acciaio, seguiti da un ulteriore periodo di riposo in bottiglia prima della messa in commercio. «Siamo felici di aver accolto la stampa italiana e internazionale nella nostra cantina storica, un luogo che racconta il tempo e il lavoro dietro ogni bottiglia.” commenta Edoardo Mottini Jacorossi, Ceo di Talosa “Occasioni come questa sono preziose perché permettono di condividere, in modo diretto e autentico, il legame tra il vino e il territorio di Montepulciano». Talosa è un’azienda di Angelo Jacorossi e della sua famiglia dal 1972. Talosa è una tra le prime aziende di Montepulciano ad aver intrapreso il percorso della qualità che ha portato il Vino Nobile di Montepulciano ai vertici dell’enologia toscana e quindi italiana. Negli anni, infatti, la piccola cantina è cresciuta molto e oggi è un’azienda che produce vini d’eccellenza. Le viti di Talosa si estendono lungo 33 ettari di vigneto, in una tra le più suggestive e scenografiche zone del Cru di Montepulciano: località Pietrose, ad una altitudine di 330-400 metri sul livello del mare, con esposizione sud-ovest. La più antica cantina di affinamento di Talosa è situata nel centro storico di Montepulciano, nei sotterranei di Palazzo Tarugi e Palazzo Sinatti, costruiti nei primi decenni del ‘500 di fronte al Duomo di Montepulciano. L’ingresso nella Cantina Storica di Talosa riporta i visitatori indietro nel tempo, sino al XVI secolo. Le gallerie, interamente costruite a mattoni, si alternano in susseguirsi di volte e nicchie dove trovano posto le botti. Di Andrea Cianferoni