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Venezia fortezza: si corre a un piano per "blindare" la città dall'acqua alta

I ricercatori lanciano l'allarme: "Senza provvedimenti saremo sommersi prima del previsto"

20 Settembre 2021

Venezia fortezza: si corre a un piano per "blindare" la città dall'acqua alta

Trasformare Venezia in una fortezza per salvarla? La proposta sembra uscita da un romanzo di fantascienza, ma l'allarme dei ricercatori è chiaro: bisogna correre per "blindare" la città dall'acqua alta, perché la laguna sta avanzando molto più velocemente del previsto.

Una nuova valutazione del rischio di alluvioni a Venezia indica che l'impatto dei cambiamenti climatici sull'innalzamento del livello del mare durante questo secolo sarà fondamentale nella pianificazione delle future infrastrutture di difesa per Venezia. Queste sono le conclusioni emerse in un un nuovo numero speciale pubblicato su Natural Hazards e Scienze del Sistema Terra, che raccoglie anni di ricerche da parte delle università italiane.

Nuove barriere di difesa prima che sia troppo tardi

Il rapporto, frutto delle ricerche dell'Istituto di Scienze del Mare e Università Ca' Foscari di Venezia, attinge da dati storici e contemporanei per comprendere il fenomeno di innalzamento delle acque della laguna. Il rischio di inondazioni nella città patrimonio Unesco sarebbe aumentato solo nel recente passato, ma si prevede che aumenterà molto rapidamente nel corso del 21esimo secolo.

Uno dei fattori chiave quando si considera la grave minaccia di inondazioni a Venezia e in altre città costiere, è l'importanza del previsto innalzamento del livello del mare. L'innalzamento relativo del livello del mare è un dato che rappresenta il cambiamento del livello del mare relativo alla superficie terrestre e comprende aspetti dell'affondamento del suolo e l'aumento del livello medio del mare stesso.

Le proiezioni future a lungo termine indicano una grande incertezza nel livello relativo del mare di Venezia compreso tra 17 e 120 cm entro il 2100. Davide Zanchettin, uno degli autori dello studio, attribuisce questa incertezza alle diverse proiezioni sull'aumento delle temperature in Italia. Questi scenari futuri sono basati, infatti, su una gamma estremamente ampia di variabili, che vanno dall'idea di un mondo "zero emissioni" a uno dove nessun passo verrà fatto per ostacolare i cambiamenti climatici. 

In aumento gli eventi climatici estremi

Tra le concause dell'innalzamento delle acque della laguna di Venezia rientrano anche gli eventi climatici estremi, come piogge torrenziali e tifoni. Gli eventi estremi che causano allagamenti a Venezia sono stati finora attribuiti principalmente a mareggiate causate da venti di scirocco, ma una maggiore varietà di fattori sarà coinvolta in futuri eventi estremi, tra cui veri e propri mini-tsunami. "Quando sei così vicino al limite superiore della gamma di marea, qualsiasi evento meteorologico può essere pericoloso e causare un'alluvione estrema", affermail ricercatore Piero Lionello. "Piccoli aumenti nella temperatura possono avere un grande impatto".

Nel breve termine, la protezione di Venezia dalle inondazioni dipende in gran parte dall'efficace e tempestivo dispiegamento del nuovo sistema di difesa costiera del MoSE (Modulo Sperimentale Elettromeccanico), già più volte operato dall'ottobre 2020 a tutela della città. Il progetto si basa sulla capacità di prevedere il livello dell'acqua 4-6 ore prima e di aprire o chiudere le barriere, al fine di proteggere la città bassa dalle inondazioni, o di fornire l'accesso al porto mantenendo l'equilibrio ambientale della laguna.

"Il sistema MoSE sarà gestito in base alle previsioni", afferma il ricercatore Georg Umgiesser. "Ma se la previsione è sbagliata, il funzionamento del MoSE avrà a sua volta dei problemi, e questo è molto importante sia dal punto di vista economico che ecologico". Ridurre l'incertezza è fondamentale, e Umgiesser suggerisce che ciò sia particolarmente efficace quando si combinano più modelli indipendenti per tenere conto delle differenze nei modelli numerici.

Venezia "blindata" entro il 2075

Il report termina con la possibilità di una chiusura annuale del laguna di Venezia già nel 2075, per tenere il passo con l'innalzamento del livello del mare relativo, in uno scenario plausibile. Una chiusura così estrema del sistema di difesa costiera avrebbe gravi impatti ambientali ed economici sulla città di Venezia e sulla laguna, ma ci sono modi in cui le città costiere possono adattarsi.

"Il livello del mare è una brutta bestia: potremmo fermare completamente il riscaldamento globale interrompendo l'uso di combustibili fossili e il livello del mare continuerebbe a salire nonostante ciò, anche se a un ritmo molto ridotto", commentano i ricercatori. "Anche se non sappiamo esattamente quando, l'evidenza attuale è che dovremo cambiare le nostre strategie di adattamento. È chiaro che dobbiamo essere preparati ad agire."

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