Giornata mondiale contro il cancro, Greco (S.I.d.R.): “Prevenzione e diagnosi precoce decisivi per vita riproduttiva”

“La prevenzione oncologica è sempre più decisiva nella lotta al cancro e interessa anche la medicina della riproduzione. L’obiettivo di screening e diagnosi precoci, infatti, è anche quello di garantire un futuro in salute a questi pazienti e la possibilità di assicurargli una sana vita riproduttiva”. Lo afferma il professor Ermanno Greco, presidente della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.), in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, che ricorre il 4 febbraio.

“Di patologie oncologiche ginecologiche, ad esempio, si parla ancora troppo poco e le donne, spesso di giovane età, tendono a trascurare i percorsi di prevenzione, con conseguenze rilevanti non solo sulla salute, ma anche sulla possibilità di preservare la fertilità” sottolinea Greco, che auspica al riguardo un “coinvolgimento coordinato tra mondo scientifico e sanitario, istituzioni e cittadini”.

Per il presidente della S.I.d.R. è prioritario affiancare le pazienti con interventi mirati alla preservazione della fertilità prima dell’inizio dei trattamenti oncologici, attraverso percorsi strutturati che prevedano una collaborazione multidisciplinare tra ginecologi, oncologi e specialisti della medicina della riproduzione. “Oggi – spiega – la crioconservazione del tessuto ovarico o degli ovociti consente a molte giovani pazienti oncologiche, che superano la malattia grazie a cure sempre più efficaci, di non rinunciare alla qualità della vita e a un progetto riproduttivo futuro”.

“Inoltre – osserva Greco – i dati scientifici recentemente pubblicati indicano che la stimolazione ormonale utilizzata nei protocolli di fecondazione in vitro o di preservazione della fertilità non inducono un rischio maggiore di patologie oncologiche ginecologiche. Ricordiamo che per le pazienti a rischio, che hanno una familiarità importante per queste patologie, sono a disposizione test genetici in grado di individuare percorsi personalizzati a rischio zero. La tecnica di diagnosi genetica preimpianto, tra l’altro, permette di non trasferire embrioni portatori di mutazioni genetiche che possono determinare alcuni tipi di cancro, ad esempio sindrome di Lynch o portatori di mutazioni del gene BRCA1/2”.

“La prevenzione – aggiunge Greco – consente di affrontare un’eventuale diagnosi con maggiore consapevolezza e conoscenza, ottimizzando i percorsi terapeutici e rendendo più efficace il contrasto alla malattia. In questa prospettiva, è urgente superare o almeno limitare le disuguaglianze territoriali attualmente presenti nel nostro Paese nell’accesso ai servizi di preservazione della fertilità, che rischiano di compromettere il diritto alle stesse opportunità di cura su tutto il territorio nazionale” conclude.