Payback dispositivi medici, Broya de Lucia (Conflavoro PMI Sanità): "Rischio default e stop alle forniture al SSN"
Riattivare immediatamente un tavolo interministeriale e sospendere le richieste di pagamento alle imprese: è l’appello lanciato da Gennaro Broya de Lucia, presidente di Conflavoro PMI Sanità, l'Associazione di categoria di riferimento per le imprese del settore biomedicale italiano, in una lettera aperta indirizzata alla Presidenza del Consiglio, ai ministeri della Salute, dell’Economia, delle Imprese e del Made in Italy, alla Conferenza Stato-Regioni ed ai capigruppo di Camera e Senato.
Al centro della richiesta, il meccanismo del payback sui dispositivi medici, che secondo Conflavoro PMI continua a produrre "effetti distorsivi e insostenibili" per le aziende italiane che forniscono il Servizio sanitario nazionale, in larga parte piccole e medie imprese.
"Le richieste di pagamento che stanno arrivando alle aziende – sottolinea Broya de Lucia – stanno generando una pressione finanziaria incompatibile con la capacità contributiva delle PMI". Il rischio, avverte, è l'uscita dal mercato delle realtà più fragili, con conseguenze dirette su occupazione, concorrenza e tenuta dell’intero tessuto produttivo nazionale. Un vero e proprio "effetto domino" che potrebbe riflettersi anche sulla continuità delle forniture al SSN. "La riduzione del numero degli operatori – spiega ancora il presidente di Conflavoro PMI Sanità – porterà inevitabilmente a criticità operative e a un aumento dei costi nel medio periodo, consegnando di fatto il mercato alle multinazionali, le uniche in grado di sostenere un meccanismo come l’attuale payback".
Da qui la richiesta di una convocazione urgente del tavolo interministeriale sul payback, con un calendario di lavoro definito e il coinvolgimento stabile delle rappresentanze delle PMI del settore biomedicale. In parallelo, Broya de Lucia chiede il blocco immediato di ogni azione di recupero, compensazione o iniziativa conseguente, anche a livello regionale, "per evitare - scrive nella lettera - danni irreparabili alla filiera delle forniture sanitarie".
In attesa di una revisione strutturale del sistema, Conflavoro PMI Sanità propone "l’introduzione immediata di un criterio proporzionale e sostenibile", compatibile con la struttura finanziaria delle PMI. Tra le ipotesi avanzate: soglie di esenzione per micro e piccole imprese (tra i 5 e i 10 milioni di euro di fatturato), un tetto massimo di esposizione pari al 2% del fatturato globale e strumenti di gestione finanziaria uniformi sul territorio, con rateizzazioni effettive e tempi certi.
"Siamo pronti a collaborare da subito a una soluzione che tuteli la sostenibilità della spesa pubblica senza compromettere le imprese che oggi garantiscono approvvigionamenti, concorrenza e presidio territoriale", conclude Broya de Lucia. "Siamo certi che la distruzione di posti di lavoro e delle PMI italiane non sia la scelta politica di questo esecutivo".