Moriconi (Css): "Per malattie elettrosensibili molti esami a carico del Ssn"

Al Forum Risk Management, 'difficili da identificare, anche 10 anni per un quadro sintomatologico'

Al Forum Risk Management, 'difficili da identificare, anche 10 anni per un quadro sintomatologico'

Roma, 29 nov. (Adnkronos Salute) - Le persone con malattie elettrosensibili ambientali, che avvertono sintomi fisici oppure psicologici che attribuiscono all'esposizione a campi elettromagnetici di vario tipo, come quelli emessi da cellulari, Wi-Fi e altri dispositivi elettronici, si rivolgono “al Servizio sanitario nazionale facendo una miriade di esami, che sono a carico del Ssn, ma che non hanno mai una diagnosi certa: non esiste infatti un biomarcatore”. Così Stefano Moriconi, Direttore dell’Ufficio 5 Consiglio superiore di sanità intervenendo al Forum Risk Management, ad Arezzo.

“Purtroppo queste persone sono costrette a convivere con delle patologie molto poco diffuse che rendono la vita difficile anche all'interno degli appartamenti - spiega Moriconi - Ad esempio, non possono vivere in una casa di campagna dove sia presente il tufo, in quanto emette radon. Sono malattie difficili da identificare: i pazienti hanno dei malesseri generali e, prima che un medico possa riuscire ad arrivare a una diagnosi o comunque ad avvicinarsi, passano almeno 10 anni”. Si arriva infatti a definire “un quadro sintomatologico: non sono delle diagnosi ben definite ma un insieme di sintomi, soprattutto la stanchezza, un’astenia, talvolta confusa con la fibromialgia”, di cui invece è possibile fare diagnosi. Il problema è che “il servizio sanitario è gravato da tutta questa serie di esami”, senza arrivare a una diagnosi.