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Covid: matematico Roccetti, 'infezioni almeno 5-10 volte superiori a dato ufficiale'

'Numero contagi giornalieri enormemente più grande, per avere dati più realistici basterebbe fare analisi microbiologiche delle acque reflue i 6-7 località campione'

08 Agosto 2022

Covid: matematico Roccetti, 'infezioni almeno 5-10 volte superiori a dato ufficiale'

Roma, 8 ago. (Adnkronos Salute)() - "Per stimare il vero numero dei contagi da Covid-19 un modo ci sarebbe: basterebbe prendere come campione 6 o 7 località italiane dove in questo periodo si concentra la popolazione e fare analisi microbiologiche delle acque reflue. Il virus lo si risconterebbe in tali campioni in misura presumibilmente maggiore di quanto i numeri ufficiali dicono". Così il matematico Marco Roccetti, ordinario di Scienza dei dati all'Università di Bologna, commenta all'Adnkronos l'aumento di morti registrato in quest'ultima ondata, mentre i contagi diminuiscono.

Secondo il docente, "il primo errore è stato aver creduto e fatto credere che non si sarebbe mai presentato un picco estivo e che dunque ogni precauzione (incluse mascherine e distanziamento) fosse inutile; il secondo errore, quasi altrettanto grave, è considerare il numero delle infezioni 'ufficiali' come una fotografia della realtà. Il numero di coloro che si contagia giornalmente - spiega - è enormemente più grande, solo che, a differenza dei periodi autunnali o invernali in cui ogni contagio, se ufficialmente dichiarato, corrisponde a 'malattia' con esenzione dal lavoro e simili, un contagio durante il periodo delle vacanze può divenire un ostacolo a intraprenderle o a proseguirle e quindi, se i sintomi sono lievi, quel contagio non verrà mai considerato nelle statistiche ufficiali".

"A meno che Omicron non abbia cambiato le sue caratteristiche (ed è da escludere), il numero protratto dei decessi ci dice che corrisponde a una quantità di infezioni almeno 5-10 volte superiore a quella ufficiale, secondo i miei modelli nell'ordine dei 200/300 mila giornalieri da settimane", sottolinea Roccetti, a giudizio del quale "non provare a spiegare correttamente il fenomeno, oltre a impedire di usare ora misure mitigative adeguate, implica anche il fatto che verrà sottostimata la quantità di virus già circolante a settembre, con conseguenze che possiamo facilmente immaginare".

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