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Quarta dose, Bassetti ammonisce: "Gravissimo che aziende farmaceutiche ne parlino"

L'infettivologo Matteo Bassetti: "Fuori luogo che l'amministratore delegato di un'azienda dica quello che si deve fare"

15 Marzo 2022

Coronavirus, la parola a Matteo Bassetti. L'intervista a Il Giornale d'Italia

Matteo Bassetti (https://www.facebook.com/MatteoBassettiofficial)

Matteo Bassetti in merito all'annuncio del ceo di Pfizer su una nuova quarta dose, dice: "Lo dico oggi per Pfizer, ma è lo stesso discorso già fatto per Moderna: è gravissimo che i Ceo di grandi aziende farmaceutiche parlino, come esperti, della necessità di una quarta dose di vaccino anti-Covid. È fuori luogo che l'amministratore delegato di un'azienda dica quello che si deve fare". Così all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

Quarta dose, Bassetti: "Ricoveri in ospedale non solo per covid"

Bassetti continua: "Dobbiamo abituarci all'altalena del numero dei contagi, che si alzano e si abbassano. In questo momento però dobbiamo vedere i numeri della malattia grave, che sono bassi, e sapere che una quota significativa dei ricoveri in ospedali non è per Covid, ma per altro e poi si scopre la positività", evidenzia. La Cina che torna in lockdown è un segnale di preoccupazione per l'occidente? "Lì la situazione è difficile ma il nuovo lockdown sancisce definitivamente il fallimento della strategia "zero Covid".

In Cina la variante Omicron è arrivata dopo rispetto all'Italia perché avevano cercato di contenere il virus con la strategia "zero Covid", ovvero tamponi a tutti e poi quarantene lunghe. Ma con Omicron non si possono usare le stesse strategie di Delta. La variante è incontenibile, ha una contagiosità 5-6 volte maggiore". Per Bassetti la Cina deve "cambiare modello, passare dall'obiettivo "zero Covid" alla mitigazione dell'impatto sugli ospedali, come abbiamo fatto in Europa". "Oggi serve la convivenza con il virus e se hai i sintomi, spesso blandi come un'influenza, stai a casa. Questo sta avvenendo anche in Italia, abbiamo il 5% di riempimento delle terapie intensive. Oggi i numeri sono questi, poi vedremo come la situazione epidemiologica cambierà nelle prossime settimane".

Bisogna preoccuparsi dell'arrivo di profughi ucraini. Bassetti sentenzia: "Arrivano notizie di tanti profughi ucraini arrivati in Italia e positivi, molti sono nei Covid hotel. Dobbiamo fare attenzione a queste situazione per evitare focolari di ritorno con nuove varianti". "Non possiamo permettercelo, queste persone vanno vaccinate, tamponate con controlli costanti, ma soprattutto è necessario il sequenziamento dei tamponi per verificare la presenza di nuove varianti", conclude l'infettivologo.

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