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Covid, i contagi aumentano per colpa dell'inquinamento: lo studio

I contagi da Covid 19 aumentano con l'aumentare dell'inquinamento atmosferico, lo studio: problemi maggiori per chi soffre di malattie respiratorie e cardiovascolari

14 Gennaio 2022

Covid, i contagi aumentano per colpa dell'inquinamento: lo studio

Fonte: lapresse.it

Più c'è inquinamento nell'aria, più i contagi da Covid 19 aumentano. Lo dice uno studio portato avanti Epimed, il Centro di Epidemiologia e medicina preventiva dell’Università dell’Insubria. I dati sono stati appena pubblicati online sulla rivista Occupational & Environmental Medicine, del gruppo editoriale Bmj. Una nuova correlazione che rischia di avere gravi conseguenze. 

Covid, i contagi aumentano per colpa dell'inquinamento

Lo studio è stato condotto su un campione di 62.848 persone adulte di Varese, ed è iniziato nel tempo a marzo 2021. I dati mostrerebbero un aumento del 5 per cento nel tasso di infezione per incremento di 1 microgrammo/metrocubo di PM2.5. Questa proterebbe a sua volta a 294 casi in più ogni centomila persone/anno. In ogni caso, fin dall’inizio del periodo di pandemia è stato osservato – anche in Italia – che le aree più esposte all’inquinamento atmosferico erano anche quelle con tassi di infettività da SARS-CoV-2 più elevati. Anche se fino a questo momento non voleva dire molto, dato che le aree più inquinate sono ovviamente anche le aree più popolate. Ma i dati dello studio mostrerebbero una correlazione diretta con l'inquinamento. 

Lo studio ha avuto come bacino geografico di riferimento la città di Varese. I risultati sono stati commentati dal professor Giovanni Veronesi, docente di statistica medica e primo autore del lavoro: "È stato necessario uno sforzo collettivo che ha coinvolto non solo l’Università di Varese e Como e quella di Cagliari; ma anche l’Osservatorio Epidemiologico di Regione Lombardia e l’Agenzia regionale Aria, che hanno fornito i dati sanitari; e Arianet, una società privata leader nel campo delle modellizzazioni degli inquinanti ambientali, che ha messo a disposizione i dati sull’esposizione ambientale di lungo periodo".

Come già accennato, i risultati indicano che l’aumento di 1 microgrammo/metro cubo nel livello medio annuo di PM2.5 era associato ad un aumento del 5% dei tassi di infezione.

Tuttavia, "i nostri risultati da soli non sono in grado di stabilire il nesso di causa-effetto", dice il professor Marco Ferrario, altro docente che ha seguito lo studio. "Ma forniscono la prima solida prova empirica in merito al legame finora solo ipotizzato che collega l’esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico con l’incidenza di Covid-19". "Per questo - conclude - meritano una futura generalizzazione in diversi contesti".

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