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Vaccino Covid, Ema: "Il richiamo del vaccino dopo 4 mesi può creare problemi alla risposta immunitaria"

Per Marco Cavaleri, responsabile per i farmaci e i vaccini contro il virus all’Agenzia europea per i medicinali "una campagna di massa ogni 3-4 mesi è insostenibile"

13 Gennaio 2022

Vaccino Covid, i dubbi dell'Ema. Impossibile fare una campagna vaccinale ogni tre mesi

Fonte: lapresse.it

"Una campagna vaccinale di massa ogni 3-4 mesi è insostenibile" ha detto Marco Cavaleri, responsabile per medicinali e vaccini contro il Covid presso l'Ema, l'Agenzia europea per i medicinali, perché la risposta immunitaria "non sarebbe la stessa rispetto a quanto preferibile". "Esiste un termine tecnico che si chiama exhaustion, o sfinimento del sistema immunitario", ha detto invece Guido Forni, immunologo dell'Accademia dei Lincei. "E' improbabile che accada con Sars-Cov2, ma esistono casi in cui, dopo tante stimolazioni, i linfociti T prodotti dai vaccini smettono di funzionare correttamente. E' come se le nostre difese fossero sfinite".

Vaccino Covid, i dubbi dell'Ema

L'exhaustion non avverrà presumibilmente con il coronavirus, secondo Forni, "perché l'antigene che usiamo per i vaccini, la proteina spike, stimola il sistema immunitario in modo blando. Lo vediamo dal calo rapido della protezione. Ma saranno necessari studi per controllare il fenomeno. Israele ancora una volta ci darà informazioni preziose". "Si chiama, con una metafora molto appropriata, il peccato originale dell’antigene e ha a che fare con la reazione immunitaria verso le nuove varianti", ha continuato Forni.

E ancora: "Se io, che ho ricevuto tre dosi del vaccino messo a punto con il virus di Wuhan, dovessi ricevere una quarta dose con il vaccino adattato a Omicron, il mio sistema immunitario potrebbe tendere a reagire come se avesse ancora a che fare con l’antigene di Wuhan. Una persona mai vaccinata prima produrrebbe invece anticorpi adatti a Omicron. E’ come se il mio corpo avesse imparato a eseguire un certo tipo di esercizi. Quando gli si chiede di farne di nuovi, preferisce tornare a quelli iniziali”.

"Avere vaccini adattati alla variante attuale – ha detto Forni - sarebbe importante, tanto più che tecnicamente non è necessario molto tempo per metterli a punto e produrli". "La differenza tra la protezione dal contagio e una migliore guarigione sono state ben descritte da Tucidide, che 2500 anni fa, di fronte ad un'altra pandemia (durata anche quella vari anni), scriveva che le persone guarite o non si ammalavano più o, se si ammalavano, avevano una forma lieve che non portava più alla morte. Per molti aspetti, con la Covid 19 siamo in una situazione quasi analoga, per i guariti come per i vaccinati".

Che il calo dei ricoveri fra i contagiati oggi dipenda da Omicron o dalla vaccinazione “è difficile da definire. Ma se guardiamo ai primi mesi della pandemia, quando non eravamo sicuri nemmeno di arrivare a un vaccino, oggi possiamo considerare il bicchiere più che mezzo pieno. Abbiamo la capacità di controllare una situazione che altrimenti sarebbe drammatica. Abbiamo trasformato una malattia che uccideva tantissimo in una malattia che non uccide o lo fa molto meno”.

Forni spiega poi il calo di letalità dei contagi: "Il virus della Covid trasforma le cellule umane in cui riesce a penetrare in fabbriche di nuove particelle virali. La cellula umana smette di produrre le sue normali proteine e produce, invece, le proteine del virus. A un certo punto la cellula infetta muore, liberando un numero molto elevato di nuovi virus che infettano altre cellule umane". 

"Certo, qualcuno si era illuso che la protezione potesse durare di più" ammette infine. "Ma in genere i vaccini inducono una protezione di durata simile a quella conferita dalla guarigione. Con i vaccini a Rna contro il Covid anzi riusciamo a ottenere qualcosa di più, rispetto a chi si infetta. Quando arriveranno farmaci più efficaci come l’antivirale di Pfizer o vaccini diversi, ad esempio spray, o capaci di sfruttare parti del virus diverse dalla proteina Spike, anche il nostro approccio psicologico nei confronti del Covid muterà. Sapremo di avere delle reti di sicurezza".

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