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Vaccino Covid, pronto l'ok dell'Aifa alla terza dose ma l'Oms non è d'accordo

Cts e Aifa dicono sì alla terza dose anche in Italia ma l'Oms ribadisce: "Al momento i dati non ne indicano il bisogno"

09 Settembre 2021

Vaccino Covid, pronto l'ok dell'Aifa alla terza dose ma l'Oms non è d'accordo

Fonte: lapresse.it

É pronto il via libera dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, alla terza dose di vaccino anti-Covid. Le somministrazioni dovrebbero partire a fine settembre per gli immunodepressi, per procedere poi con gli anziani over 80 e, all'inizio del 2022, con gli operatori sanitari. Peccato che però non tutti - medici, scienziati ed esperti compresi - siano d'accordo con questa decisione. Prima tra tutti è l'Oms.

Terza dose di vaccino: il disaccordo degli esperti

Dopo il parere positivo del Cts, arriva anche quello dell'Aifa. Ieri i medici dell'Agenzia si sono riuniti e hanno annunciato che saranno proprio loro a guidare questa nuova fase della campagna vaccinale, la quale si aggiungerà a quella - non ancora conclusa - per il raggiungimento dell'immunità di gregge in Italia. Ad avere la priorità saranno soggetti fragili, immunodepressi e anziani. Sul resto della popolazione che ha già ricevuto due dosi di vaccino e che non risulta essere a rischio, gli studiosi, ancora una volta, hanno pareri diversi. 

"Le autorità nazionali - ha detto intanto l'Ema - possono procedere in ogni caso con piani per somministrare dosi addizionali o richiami di vaccino, come misura proattiva per proteggere la salute pubblica, prima che una decisione da parte del regolatore possa essere presa. Questo tipo di decisioni sono pienamente comprese dall'Agenzia nel contesto di emergenza in cui siamo", ha concluso.

Solo qualche settimana fa però l'Oms, l'Organizzazione mondiale della Sanità, si era detta in disaccordo con la decisione di Francia, Germania, Gb e Usa sulla questione della terza dose. I dubbi e le incertezze sul tema dunque non solo restano, ma anche trovano pareri discordanti in diverse parti del mondo. Da una lato, alla luce della variante Delta, le autorità americane avevano segnalato la necessità di un altro richiamo di vaccino anti-Covid ma dall'altro la chief scientist Soumya Swaminathan, durante una conferenza stampa il 19 agosto aveva dichiarato: "Al momento i dati non indicano il bisogno di una terza dose", aggiungendo che la priorità era quella di "proteggere tutti".

E ancora: "Ci opponiamo fermamente alla terza dose per tutti gli adulti nei paesi ricchi, perchè - aveva spiegato l'esperta - non aiuterà a rallentare la pandemia. Togliendo dosi alle persone non vaccinate i booster favoriranno l'emergere di nuove varianti", aveva concluso alla fine.

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