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Covid, Burioni: "Se passa senza conseguenze predispone a infarto. Vaccinatevi"

In una serie di Tweet, il virologo Roberto Burioni dà "ottime, buone e cattive notizie". Beato lui che ha tempo da perdere

12 Agosto 2021

Covid, Burioni: "Se passa senza conseguenze predispone a infarto. Vaccinatevi"

Fonte: lapresse.it

"Ottime, buone e brutte notizie", annuncia il professor Roberto Burioni, con una serie di tweet, in cui ha fornito informazioni su alcuni studi relativi ai vaccini e al covid. "Ottime notizie. I vaccini (Pfizer e AstraZeneca) conservano una notevole efficacia contro l’infezione sintomatica da variante delta", inizia il virologo facendo riferimento a quanto pubblicato dal New England Journal of Medicine.

Covid, Burioni: "Quando passa senza conseguenze predispone a infarto. Vaccinatevi"

Per quanto riguarda poi le altre "ottime notizie", arrivano sulla terza dose di vaccino, da quanto risulta dalla stessa pubblicazione sopra citata. "Una terza dose efficace nell’indurre una robusta risposta immune potenzialmente protettiva nei trapiantati", dice Burioni.

Le "buone notizie" fanno riferimento allo studio secondo cui il vaccino Moderna è “efficace e sicuro negli adolescenti (12-17 anni)”. Infine, Burioni passa alle "brutte notizie", che risultano essere legate a uno studio condotto in Svezia. "Covid-19, anche quando passa senza apparenti conseguenze, predispone all’infarto", conclude Burioni. Quindi arriva al suo punto: "Vaccinatevi".

Covid e infarto: cosa c'è di vero?

Fermo restando che i messaggi sui social fatti come ha fatto Burioni, senza fermarsi a spiegare nulla, possono solo creare confusione e ottenere l'effetto contrario a quello che si vuole ottenere, vediamo se il Covid può veramente causare infarto. A quanto risulta, nei pazienti affetti da Covid 19, sono effettivamente aumentati i casi di infarto miocardico per un aumento dell'instabilità delle placche aterosclerotiche, per una trombosi coronarica o per un danno miocardico. A quanto ha riportato l'Ansa, infatti, nel 78% dei guariti si trovano alterazioni cardiache strutturali di vario genere, con segni simili a quelli lasciati da un infarto.

Un preoccupante scenario è inoltre emerso da un simposio in occasione del congresso nazionale della Società Italiana di Cardiologia. "I primi dati degli studi di questi mesi indicano che anche SARS-CoV-2 può comportare ripercussioni serie, non solo a breve termine, sui pazienti guariti, soprattutto se usciti dalle terapie intensive - ha spiegato Ciro Indolfi, Presidente SIC -. Un sempre maggior numero di segnalazioni indica la comparsa di danni cardiovascolari anche in pazienti guariti che non avevano disturbi cardiovascolari prima del contagio".

Infine: "Il cuore dei pazienti è perciò più fragile durante la malattia ma lo può restare anche dopo: è stato segnalato, per esempio, che Covid-19 può provocare una miocardite in un almeno il 7% dei pazienti che non avevano alcun disturbo cardiaco prima del contagio, e nel tempo questa infiammazione cardiaca può avere conseguenze sulla funzionalità dell'organo".

 

 

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