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Covid, l'allarme del sempre desideroso di attenzione Galli: "Presto più contagi di quanto si pensi"

L'infettivologo: "A oggi è la pandemia dei non vaccinati. I 50enni che non lo hanno fatto devono temere la variante Delta"

11 Agosto 2021

Covid, l'allarme del sempre desideroso di attenzione Galli: "Presto più contagi di quanto si pensi"

Fonte: lapresse.it

"In autunno non credo avremo la pressione dello scorso anno, perché le persone più a rischio di fare una brutta malattia sono vaccinate", ha iniziato Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell'ospedale Sacco di Milano, ospite di ‘Buongiorno’". "Ma avremo comunque molte più infezioni di quanto si pensi perché molte persone si stanno infettando in maniera asintomatica come i giovani. Il virus sta circolando parecchio, troppo. Anche se il peggio è passato per un paese come questo".

Covid, Galli: "Presto più contagi di quanto si pensi"

"A oggi possiamo dire che è la pandemia dei non vaccinati, visto che il 90% dei ricoverati in terapia intensiva non è vaccinato e che il restante 10% non risponde al vaccino per i più svariati motivi, dalle malattie gravi preesistenti a qualche caso rarissimo di predisposizione individuale a non rispondere", rimarca Galli. Inoltre, secondo il medico, "anche chi non ha risposto alle prime due dosi non è detto che risponda alla terza. Bisognerà su questo decidere delle strategie e documentare l’eventuale risposta alla terza dose".

"I 50enni che ancora non si sono vaccinati bisogna convincerli dicendo loro che se si aspetta di scamparla grazie al vaccino degli altri, con la variante Delta in circolazione possono lasciar perdere questa speranza. Infatti, è talmente diffusiva che può raggiungere anche persone che hanno attorno molti vaccinati", avverte l'infettivologo.

Infine: "Il vaccino per gli under 12 è fondamentale perché, con la riapertura delle scuole, la diffusione fra i bambini fa da elemento di diffusione incoercibile. In altre parole, senza aver vaccinato tutta la popolazione, bambini compresi, la possibilità di contenere il fenomeno diventa complicata. Poi, bisognerà vedere se il futuro non ci riservi, come è probabile che sia, la necessità di un vaccino aggiornato alle varianti che circolano adesso per poter veramente combattere la malattia".

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