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Mascherine al chiuso, Speranza non sa cosa dire: "Non è il momento di parlarne"

Il ministro della Salute: "Abbiamo l'incognita varianti. Variante Delta all'1% ultimo dato, previsto aumento significativo"

25 Giugno 2021

Mascherine al chiuso, Speranza non sa cosa dire: "Non è il momento di parlarne"

Fonte: lapresse.it

"Non è il momento di parlare delle mascherine al chiuso", ha principiato il Ministro della Salute Roberto Speranza. "Abbiamo iniziato un percorso di grande gradualità dal 26 aprile, facendo un passo alla volta senza precipitare tappe che ci avrebbero fatto pagare un prezzo. E' passato circa un mese e possiamo dire che i numeri ci hanno dato ragione" ha detto Speranza. Ma "non è il momento di aprire una discussione sulle mascherine al chiuso".

Mascherine al chiuso, Speranza: "Non è il momento di parlarne"

"L'unico Paese che lo ha fatto - ha continuato il ministro - è stato Israele." Tuttavia "in queste ore in quel Paese c'è un dibattito in corso e probabilmente verrà ripristinato l'obbligo di mascherine al chiuso. Io credo che noi abbiamo bisogno di verificare l'impatto delle varianti. Le vaccinazioni vanno avanti, i nostri numeri sono incoraggianti e c'è stata un'accelerazione significativa in Europa e l'Italia è uno dei Paesi che sta vaccinando di più. Ma abbiamo l'incognita varianti" che va presa in considerazione.

E ancora: "Abbiamo eseguito una nostra verifica, i cui dati saranno resi pubblici nei prossimi giorni dall'Istituto superiore di sanità (Iss), che ci consentirà di capire esattamente qual è l'incidenza della variante Delta così come di tutte le altre nel nostro Paese". "L'ultima survey - continua il Ministro - ha dato un riscontro basso, dell'1%. Ma abbiamo un'aspettativa di un dato significativamente più alto perché è evidente che, come ci dice l'Agenzia europea Ecdc, questa variante è più veloce nel diffondersi e quindi diventerà in un tempo medio molto più presente e la previsione è che diventerà ben presto prevalente e prenderà il posto della variante Alpha".

"Penso sia giusto seguire con la massima attenzione" la variante Delta e le altre presenti in Italia. "Non essere preoccupati sarebbe sbagliato, dobbiamo esserlo per forza di fronte a questa insidia. Ma abbiamo potenziato il sequenziamento e continueremo a farlo e poi questo deve portarci a tenere quell'atteggiamento di prudenza", ha continuato il ministro, ricordando le parole di Draghi e Merkel: "Siamo ancora dentro una sfida. Abbiamo l'obbligo di dire la verità. Non è finita". Ma "va meglio di prima. Per un ministro della Salute avere quasi 4mila persone in terapia intensiva per Covid era una cosa drammatica. Oggi quando dico che siamo poco sopra i 320 vuol dire che abbiamo numeri migliori, ma non è finita. E' una sfida ancora aperta e una delle incognite viene dalle varianti", ha concluso il Ministro.

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