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Covid origine in laboratorio o naturale: nel genoma gli indizi. Ecco cosa sappiamo

Prodotto in laboratorio o evoluzione naturale? Ecco gli elementi a favore delle due ipotesi

11 Giugno 2021

Covid origine:

Fonte: Pxhere

Continua il mistero sull'origine del Covid, ma forse stiamo capendo qualche cosa di più. Lo racconta la nota rivista Nature, che elenca quali punti sostengono le due ipotesi per ora più accreditate: l'origine in laboratorio, o l'evoluzione naturale.

"È una sfida: al momento non ci sono elementi sufficienti per sostenere l'ipotesi dell'origine naturale, come non ce ne sono per sostenere l'ipotesi della fuga da un laboratorio", dichiara Gianguglielmo Zehender ordinario di Igiene dell'Università Statale di Milano.

Covid: i punti a favore dell'origine naturale

Ad accreditare l'origine naturale del virus SarsCoV2 ci sarebbe la forte somiglianza genetica con il coronavirus dei pipistrelli, i più importanti serbatoi naturali di coronavirus. Anche le dinamiche evolutive che stiamo osservando nelle nuove varianti sembrano naturali: "Mentre si trasforma acquisisce nuove capacità, selezionando le mutazioni più efficaci - fa notare Zehender - Un comportamento tipico dei virus, difficile da riprodurre."

Rimane però il mistero sul salto di specie, che deve essere avvenuto in una fase intermedia. Il problema, infatti, è trovare l'anello mancante. Ma il Covid19 non è un caso isolato: "Non conosciamo il serbatoio naturale di molte altre infezioni", ammette il ricercatore.

Covid: i punti a favore dell'origine in laboratorio

Sono molti gli scienziati che continuano a sostenere la possibile origine artificiale del. Tra questi c'è chi chiede di vagliare tutte le opzioni, ma anche SarsCoV2 chi parte già da diverse prove concrete che fanno traballare l'ipotesi dell'origine naturale.

Al centro della diatriba c'è, soprattutto, la proteina Spike, il veicolo che permette al virus di penetrare nelle cellule. Alcune osservazioni indicano, sulla proteina, un sito attivato da un enzima della cellula umana chiamato furina, che non sarebbe presente su altri coronavirus. Ciò non esclude che "stiamo vedendo spesso delle mutazioni nel sito di legame al recettore: sono adattamenti del virus al loro ospite", precisa Zehender.

La disponibilità di sequenze del virus che risalgono a gennaio 2020 permette di fare un'analisi molto approfondita delle dinamiche di mutazione e contagio. Gli scienziati guardano soprattutto alle sequenze di amminoacidi per cercare di comprendere la natura del  SarsCoV2, dove ci sono tutti gli elementi che possono avvalorare le diverse ipotesi.

"Posto che tutti dicono che non ci siano prove definitive né per un'ipotesi né per l'altra, mi sembra che ci sia un certo accanimento, giustificabile, nella ricerca di elementi che indichino che l'origine venga da un laboratorio. Non vorrei - conclude Zehender  - che questo facesse passare in secondo piano il problema più serio, ossia che siamo stati presi in contropiede da questa pandemia. Non dobbiamo fare questo errore: è una brutta storia che abbiamo affrontato con mezzi inadeguati e facendo degli sbagli".

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