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Vaccino AstraZeneca, Ema su effetti collaterali: "Possibile legame con rare trombosi"

L'Agenzia del farmaco dell'Unione europea: "I benefici superano i rischi"

07 Aprile 2021

Vaccino AstraZeneca, Ema su effetti collaterali

Fonte: lapresse.it

Ema si è espressa oggi, mercoledì 7 aprile, sugli effetti collaterali del vaccino contro il Covid di AstraZeneca. "Gli eventi rari di trombosi cerebrale sono effetti collaterali molto rari", ha detto l’Agenzia del farmaco dell’Unione europea. Dunque il rapporto tra rischi e benefici del preparato di Oxford “restano positivi”. L’Autority europea, anche per questo motivo, non raccomanda alcuna limitazione alle inoculazioni per specifiche categorie o fasce d’età, in quanto "non ci sono elementi che determinano particolari rischi a particolari soggetti". Per ora però gli stati sono andati ognuno per conto loro. L'Italia lo ha distribuito a tutti (recentemente anche al Premier Mario Draghi), la Germania solo a coloro i quali non avessero compiuto ancora 60 anni (Angela Merkel lo ha infatti rifiutato).

Vaccino AstraZeneca, Ema su effetti collaterali

Quello arrivato oggi è il terzo rapporto su AstraZeneca del Prac, il Comitato sulla sicurezza dei farmaci composto dai rappresentanti dei governi Ue, delle autorità nazionali e da personale Ema. I tecnici non avevano fino a questo momento mai escluso del tutto un legame tra le trombosi e il vaccino anglo-svedese, ma avevano spiegato che non vi erano prove di un link diretto. La nuova informativa dell'Agenzia Ue chiarisce adesso che in effetti esiste un “probabile” legame con le trombosi. Tuttavia "le trombosi restano estremamente rare". E gli esperti hanno ragione. Si sono registrati infatti 62 eventi di trombosi celebrale e 24 di altro genere su 25 milioni di vaccinati tra Unione europea e Regno Unito.

Sempre oggi, alle 18, i ministri europei della Salute si riuniranno in videoconferenza per fare il punto della situazione e decidere se mettere limitazioni all’uso del vaccino contro il Covid di AstraZeneca.

Vaccino AstraSeneca ultime notizie, Burioni: "Si demoliscono la reputazione"

In un articolo pubblicato su Medical Facts, Roberto Burioni ha intanto parlato del silenzio della casa farmaceutica: "Si leggono notizie inquietanti sul vaccino anti-Covid-19 prodotto da AstraZeneca". Per questo motivo "la gente si preoccupa", ma "la multinazionale rimane in un religioso silenzio". "Anzi - dice Burioni - per essere precisi, nel momento in cui la Germania ha bloccato il suo vaccino, ha rilasciato questa tranquillizzante e convincente dichiarazione: 'La sicurezza del nostro vaccino è stata ampiamente studiata nei trial di Fase 3 e i dati revisionati da esperti confermano che il vaccino è generalmente ben tollerato'". "Niente male, direi", ironizza Burioni.

"Ora è bene chiarire una cosa", sottolinea Burioni. "I vaccini, come tutti i farmaci e tante altre cose sono una questione di fiducia. Io guido la mia automobile perché mi fido degli ingegneri che hanno progettato i freni e sono convinto che, nel momento del bisogno, mi consentirebbero di fermarmi. Nel momento in cui non mi fido più dei freni, in macchina non ci salgo". Dunque, "nel momento in cui si diffondessero preoccupazioni sul funzionamento dei freni dell’auto che possiedo, io mi aspetterei immediatamente una spiegazione esauriente e tranquillizzante della casa produttrice, in grado di farmi capire quali problemi ci sono stati, perché ci sono stati e perché non mi devo preoccupare e non rottamare la mia auto".

Vaccino contro il Covid di AstraZeneca, efficacia ed effetti collaterali

In particolare, la gente di tutta Europa continua a chiedere notizie sull'efficacia del vaccino e vuole avere notizie sui possibile suoi effetti collaterali. "Per il vaccino AstraZeneca, in una situazione di grande paura e incertezza della gente nulla di questo è successo", chiarisce il professore. "Un’azienda che conta oltre 76mila dipendenti e che ha realizzato nel 2020 molti miliardi (miliardi, non milioni) di utili rimane nel silenzio e non si degna di tranquillizzare le persone che si sono fidate del suo lavoro e sulla base di questa fiducia si sono fatte iniettare un vaccino. Silenzio totale".

"Questa è una scelta legittima, ma - chiarisce Burioni - che io non approvo. Evidentemente, in questo momento le priorità di AstraZeneca (che io non conosco e non riesco a comprendere, visto che stanno assistendo alla distruzione totale e definitiva della loro reputazione mondiale) sono diverse da quelle della salute pubblica, e personalmente non ho nessuno strumento che mi consenta di forzarli a parlare e a tranquillizzare la gente", ha concluso.

Vaccino AstraZeneca ha cambiato nome

Dopo le polemiche e i blocchi temporanei del vaccino contro il Covid di AstraZeneca, scoppiate dopo i casi di trombosi di inizio marzo in tutta Europa, la nota casa farmaceutica ha deciso di cambiare il nome del suo prodotto, che adesso si chiama Vaxzeria. Il 25 marzo, infatti, l’Ema ha approvato la nuova denominazione, su richiesta da parte del gruppo anglo-svedese. I malpensanti potrebbero pensare che i numerosi dubbi sul siero, espressi nelle ultime settimane, possano essere alla base della scelta. Ma non è solo per questo che si è optato per il cambio di nome. La motivazione infatti soprattutto pratica.

AstraZeneca non è mai stato il vero nome del vaccino, bensì l’appellativo generico con cui è stato indicato inizialmente, ossia “Vaccino Covid 19 AstraZeneca”. Il vaccino, da oggi, si chiamerà Vaxzevria perché, come spiegato dall’azienda ad Adnkronos salute “dare un nome a un farmaco nuovo è una consuetudine ed è un processo che avviene in maniera separata dall'approvazione normativa e regolatoria del farmaco stesso”.

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