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Vaccino AstraZeneca sospeso: dove e perchè

Bloccate 3,1 milioni di dosi.

07 Aprile 2021

Vaccino AstraZeneca sospeso: dove e perchè

Astrazeneca (fonte foto Lapresse)

Sospese 3,1 milioni di dosi del vaccino contro il Covid-19 AstraZeneca dirette in Australia. A bloccare le spedizioni è stata l'Unione europea, ma qual è il motivo?

A riferire la notizia del blocco delle dosi verso l'Australia è stata una fonte di governo riportata dall'agenzia di stampa britannica Reuters in esclusiva sul suo sito. Fino a ieri l'Australia aveva confermato il blocco di sole 250mila dosi di AstraZeneca, ma ad oggi il numero sembra salire.

La sospensione non è ancora stata confermata ufficialmente nè dall'Unione europea nè dall'Australia. Intanto però a rilasciare dichiarazioni è il premier australiano Scott Morrison, che lamenta i ritardi nella campagna vaccinale: "All'inizio di gennaio avevamo previsto che avremmo avuto 3,1 milioni di vaccini".

"Quei vaccini - spiega Morrison alla stampa di Canberra - non sono stati forniti all'Australia". Si attendono ulteriori sviluppi.

Vaccino AstraZeneca: l'Ema decide oggi alle 16

Alle ore 16 di questo pomeriggio si conoscerà il destino di AstraZeneca: a farlo sapere l’Ema che in una conferenza stampa comunicherà la valutazione sui rischi di trombosi celebrale a causa del vaccino. Il vaccino anti-Covid di AstraZeneca, infatti,  è nuovamente sotto la lente d’ingrandimento dell' Ema che si pronuncerà in relazione al legame di causa-effetto tra il farmaco e gli eventi di trombosi rare segnalati in vari Paesi, in particolare tra le donne più giovani.

L’impressione e che, dopo aver esaminati i dati, l’Ema potrebbe decidere la limitazione del farmaco per alcune fasce di età, in particolare per quelle più giovani.

Dunque è attesa per il pronunciamento dell'Agenzia europea, a seguito del quale l’Aifa farà le proprie valutazioni, mentre il confronto tra il Ministero della Salute e la stessa Aifa "è costante e le interlocuzioni tecniche sulla campagna vaccinale si svolgono con regolare frequenza" rendono noto dal dicastero.

Una riunione si è tenuta ma, ha spiegato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, "non sarà l'Aifa a prendere la prima decisione sugli eventuali rischi del vaccino, ma la dovrà prendere l'Ema a livello centrale. Se l'Aifa dà una linea, la Germania un'altra, si fa confusione. E' a livello centrale dell'Ema che vanno date le indicazioni".

Nel resto del mondo, intanto, ognuno si muove da sé: l’agenzia britannica del farmaco si sta valutando di evitare la somministrazione di AstraZeneca agli under 30 mentre da Oxford arriva notizia dello stop sulla sperimentazione sui bambini.

Negli Usa, Biden ha accelerato, ulteriormente la campagna vaccinale ed ha comunicato che “tutti gli americani saranno dichiarati vaccinabili entro il 19 aprile”, ossia  quindici giorni prima della precedente scadenza del 1 maggio. In Brasile, ancora in ritardo con la campagna vaccinale, invece, è record di morti: 4195, per la prima volta è stata superata quota 4.000 decessi in 24 ore

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