Giovedì, 25 Febbraio 2021

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'Preoccupa la paralisi dei programmi di prevenzione dovuta alla pandemia''Diagnosi ritardate per Covid-19 possono aumentare carico cancro nei prossimi anni' 'Preoccupa la paralisi dei programmi di prevenzione dovuta alla pandemia''Diagnosi ritardate per Covid-19 possono aumentare carico cancro nei prossimi anni'

Previsioni esperti indicano un calo del tasso di mortalità del 7% negli uomini e del 5% nelle donne rispetto al 2015

22 Febbraio 2021

'Preoccupa la paralisi dei programmi di prevenzione dovuta alla pandemia''Diagnosi ritardate per Covid-19 possono aumentare carico cancro nei prossimi anni' 'Preoccupa la paralisi dei programmi di prevenzione dovuta alla pandemia''Diagnosi ritardate per Covid-19 possono aumentare carico cancro nei prossimi anni'

Roma, 22 feb. (Adnkronos Salute) - Nell'Unione europea e nel Regno Unito si prevedono 1,4 mln di decessi nel 2021. E' quanto segnala la previsione della ricerca dell'università Statale di Milano, supportata da una borsa di studi della Fondazione italiana per la ricerca sul cancro, pubblicata su 'Annals of Oncology'. "Nel 2021 è previsto un totale di 1.443.000 decessi per tumori nell'Ue (1.267.000) e nel Regno Unito (176.000). Ciò corrisponde a tassi di mortalità standardizzati per età pari a 130 per 100mila uomini (in calo del 7% dal 2015) e 81 per 100mila donne (in calo del 5%) nell'Ue. Rispetto al tasso massimo di decessi per cancro nel 1988, circa 5 milioni di decessi per cancro saranno evitati nell'Ue e oltre 1 milione di decessi evitati nel Regno Unito dal 1989 al 2021. Solo nel 2021, 348.000 e 69.000 decessi per cancro saranno evitati rispettivamente nell'Ue e nel Regno Unito", sottolinea lo studio.

Le previsioni 2021 dei decessi per tumore "indicano una diminuzione dei tassi di mortalità del 7% negli uomini e del 5% nelle donne nell’Unione Europea rispetto al 2015: permangono criticità sul tumore al pancreas. Anche la mortalità per tumore al polmone non diminuisce nelle donne". A curare lo studio Eva Negri dell'Università Statale di Milano. "I tassi di mortalità per cancro al polmone negli uomini sono del 25% inferiori nel Regno Unito rispetto all’Ue a causa della diminuzione più rapida e più ampia della prevalenza del fumo negli uomini del Regno Unito - spiega Negri - Ciò si riflette anche nei tassi di mortalità previsti più bassi per tutti i tumori negli uomini del Regno Unito. Nell'Ue, gli uomini hanno smesso di fumare, anche se più tardi rispetto al Regno Unito, il che spiega il ritardato calo dei tassi di mortalità maschile in questi paesi".

Secondo Carlo La Vecchia, dell’Università Statale di Milano: "Tra i principali tumori, iquello al pancreas è il quarto più comune ed è l'unico che non ha mostrato una riduzione complessiva dei tassi di mortalità negli ultimi tre decenni in Europa in entrambi i sessi. È importante - avverte - che si forniscano risorse adeguate per la prevenzione, la diagnosi precoce e la gestione del cancro al pancreas per migliorare queste tendenze nel prossimo futuro. Se il cancro viene rilevato precocemente, è possibile trattarlo con successo, ma la maggior parte dei casi è avanzata al momento della diagnosi. Evitare il fumo e il consumo eccessivo di alcol, controllare il peso e, quindi, il diabete sono i principali modi che conosciamo per prevenire il tumore de pancreas, ma questi fattori causano solo una parte dei casi. Nuovi farmaci mirati stanno portando a qualche miglioramento nel trattamento, ma al momento è difficile quantificare il loro impatto".

Il coautore dello studio è Paolo Boffetta, redattore associato degli 'Annals of Oncology' per l'epidemiologia, direttore associato per le scienze della popolazione presso la Stony Brook University di New York (Usa) e professore presso l'Università di Bologna: "Il cancro rimane la seconda causa di morte in Europa dopo le malattie cardiovascolari. Sebbene si preveda che i tassi di mortalità in molti tumori diminuiranno quest'anno, il numero assoluto di decessi per malattia continuerà ad aumentare a causa dell'invecchiamento della popolazione - spiega Boffetta - Ciò sottolinea la crescente importanza per la salute pubblica. La diagnosi e il trattamento del cancro ritardati a causa della pandemia Covid-19 possono aumentare il carico di cancro nei prossimi anni".

"I risultati che riportiamo quest'anno sono particolarmente importanti perché sottolineano che le tendenze nella mortalità per cancro del pancreas e del polmone femminile non mostrano l'andamento favorevole di altri tumori importanti - osserva Boffetta - Le misure per continuare a migliorare la mortalità per cancro dovrebbero includere smettere di fumare, in particolare nelle donne, controllare il sovrappeso e il consumo di alcol, ottimizzare lo screening e la diagnosi precoce per il cancro al seno, all'intestino e - nell'Europa centrale e orientale - anche al cancro del collo dell'utero. Una gestione dei dati aggiornata deve essere adottata in tutta Europa, in particolare nell'area centrale e orientale, e le vaccinazioni dovrebbero essere ampiamente disponibili per le donne per eliminare il cancro cervicale, che è causato dal virus del papilloma umano, e contro l'epatite B, che è collegato al cancro al fegato. Un trattamento efficace dell'epatite C contribuirà anche a controllare il cancro al fegato".

In un editoriale di accompagnamento alla ricerca, José Martín-Moreno dell'Università di Valencia e Suszy Lessof dell'Osservatorio europeo sui sistemi e le politiche sanitarie scrivono che "la chiave per comprendere il passato e come affrontare il futuro sono i dati". Credono che "l'analisi dia motivo di speranza", tuttavia evidenziano potenziali problemi da Covid-19 in quanto il cancro è un "grave fattore di rischio per i pazienti con infezione da Covid-19, che comporta una maggiore probabilità di ricovero in terapia intensiva, ventilazione meccanica e mortalità".

Secondo la ricerca "la cosa più preoccupante a lungo termine è la paralisi dei programmi di prevenzione, screening e diagnosi precoce. Da marzo 2020, tutta l'attività legata al progresso degli ultimi decenni si è arrestata bruscamente". E' troppo presto per quantificare gli impatti, ma sembra inevitabile che avranno conseguenze marcate. "Il possibile impatto della pandemia Covid-19 sulla mortalità consolidata effettiva per il 2020, per il 2021 e oltre, richiede vigilanza", concludono Moreno e Lessof.

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