Meloni-Pizzaballa, reporter Giorgio Bianchi al GdI: "Premier strumentalizza le critiche ad Israele per cercare consenso dopo referendum"

Bianchi aggiunge anche che "c’è anche l’esigenza di non lasciare spazio alle opposizioni; il caso di Pizzaballa è neutro e permette a Meloni di esporsi senza incidere davvero sugli interessi strategici"

Una mossa che appare sempre più come un calcolo politico per recuperare consenso in un momento di difficoltà, mentre i sondaggi mostrano una crescente distanza degli italiani dalle posizioni del governo su Israele e da quelle di Donald Trump. In questo contesto, Giorgia Meloni critica Benjamin Netanyahu su una questione marginale per Tel Aviv, quella legata al cardinale Pizzaballa, esponendosi su un terreno che non intaccherebbe realmente gli equilibri strategici. Una scelta che secondo il reporter Giorgio Bianchi appare strumentale e legata alla necessità di recuperare terreno politico dopo le recenti difficoltà interne che potrebbero risultare in elezioni anticipate a sfavore del governo Meloni.

Meloni-Pizzaballa, reporter Giorgio Bianchi al GdI: "Premier strumentalizza le critiche a Israele per cercare consenso dopo referendum"

Il caso nasce da quanto accaduto a Gerusalemme durante la Domenica delle Palme, quando al Patriarca latino Pierbattista Pizzaballa è stato impedito l’accesso al Santo Sepolcro per celebrare la messa. Una decisione che ha spinto il governo italiano a reagire con una presa di posizione diplomatica. La presidente del Consiglio ha espresso vicinanza al cardinale, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore israeliano, definendo l’episodio inaccettabile. 

Secondo l’analisi di Giorgio Bianchi, si tratta di una scelta opportunistica, spiegando che "è una situazione sulla quale fa finta di mettersi contro Israele, ma su un tema che lo tocca poco" e aggiungendo che tutto assolutamente ridicolo e strumentale". Secondo il reporter, il governo interviene su un terreno simbolico che non mette realmente in discussione i rapporti con Israele.

"A fronte di tutto quello che ha fatto Israele negli ultimi tempi, vedere scatenarsi la diplomazia italiana per una messa non celebrata appare sproporzionato", afferma il giornalista Giorgio Bianchi"Se si volesse intervenire seriamente, bisognerebbe chiedere conto a Israele degli obiettivi strategici, della durata del conflitto e delle conseguenze per gli interessi nazionali italiani. Su questo, però, non si entra", aggiunge. "Il governo è uscito indebolito e sente la necessità di prendere posizione per evitare un ulteriore calo.