Meloni tira dritto e niente voto anticipato. Ok alla Lega sull'autonomia, tensioni con Forza Italia sulla legge elettorale
La premier ha fatto "pulizia" dopo il referendum e non pensa alle urne. Ma si prepara al braccio di ferro non tanto con Tajani ma con i figli di Berlusconi
Pulizia fatta per dare un segnale dopo la pesante e dolorosa sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia di qualche giorno fa. Via Giusi Bartolozzi, via Andrea Delmastro e via (a fatica grazie solo all'intervento del presidente del Senato e non senza polemiche e veleni) Daniela Santanchè. Giorgia Meloni viene descritta da chi la conosce decisa e sicura ad andare avanti fino al termine della legislatura. Quindi nessuno strappo, niente dimissioni e niente elezioni anticipate.
Come dimostra il viaggio di ieri in Algeria per aumentare la fornitura di gas dal Paese nord-africano vista la guerra nel Golfo Persico, la presidente del Consiglio è già concentrata sui prossimi dossier e intenzionata ad andare avanti senza se e senza ma. Al momento con la Lega non c'è alcuna tensione, anche se il Carroccio e Matteo Salvini (spinta dall'ala nordista del partito fondato da Umberto Bossi) pretenderà entro il voto il via libera alla revisione dell'autonomia regionale differenziata (che non è una legge costituzionale) dopo i rilievi della Consulta. D'altronde il SI' al referendum ha vinto in solo tre regioni - Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia - e questo un elemento che diversi esponenti leghisti hanno già evidenziato e messo sul tavolo per passare all'incasso. Diverso invece il rapporto, e potenzialmente più teso, con Forza Italia. Marina e Pier Silvio Berlusconi sono molto delusi per la sconfitta su quella che la riforma principale e chiave ispirata a Silvio Berlusconi e ora hanno messo nel mirino un po' tutti gli azzurri, sia i fedelissimi di Antonio Tajani ma anche chi come il Governatore della Calabria Roberto Occhiuto non è stato in grado di spingere i cittadini della sua regione a votare SI' in maggioranza.
Il tema chiave sarà la riforma della legge elettorale. Per Fratelli d'Italia è fondamentale cambiare il Rosatellum introducendo un modello simile a quello delle elezioni regionali con premio di maggioranza pari al 55% dei seggi in Parlamento alla prima coalizione, purché superi il 40% dei voti. E Meloni è sicura che alle Politiche il Centrodestra unito arriverà almeno al 45-46% restando davanti al cosiddetto campo largo che non avrà al suo interno Azione di Carlo Calenda. Tenere l'attuale legge elettorale con i collegi uninominali sarebbe troppo rischioso per la premier perché, come abbiamo visto al referendum, nelle grandi città il Centrosinistra è nettamente davanti, anche al Nord. E soprattutto al Senato ci sarebbe forte pericolo di ingovernabilità anche in caso di vittoria del Centrodestra.
I Berlusconi però vogliono uno spostamento del governo verso il centro, una linea più moderata ed europeista e quindi non è escluso che Forza Italia, ora che è rimasta senza la sua riforma bandiera, si metta di traverso e preferisca tenere l'attuale sistema di voto. Tanto in caso di pareggio elettorale o di assenza di una maggioranza chiara in entrambe le Camere, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - spiega chi conosce bene i palazzi del potere - non rimanderebbe mai il Paese alle urne, viste anche le tensioni internazionali. Nascerebbe dunque un altro governo tecnico o a maggioranza Ursula, magari con dentro anche FdI, ma certamente con fuori gli estremi: Lega e Vannacci a destra, M5S e AVS a sinistra. Forza Italia in questo schema sarebbe il perno moderato e liberale, legato al PPE e quindi a Bruxelles e alla Germania del cancelliere Friedrich Merz, e giocherebbe un ruolo determinante. Uno scenario che ad Arcore non dispiace affatto.
In conclusione, Meloni, fatta pulizia, tira dritto, accontenterà la Lega sull'autonomia (specie dopo la morte di Bossi e le contestazioni a Salvini durante i funerali del Senatùr) ma si prepara a un braccio di ferro con Forza Italia. Che in realtà vuol dire con i figli del Cavaliere.
Di Annamaria Gentileschi