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Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Referendum e vaccini, gli italiani premiano chi li stritolò nella repressione sanitaria e presto lo sapranno

Senza la magistratura da non toccare il regime pandemico non avrebbe potuto infierire, ma la memoria collettiva è labile (e ipocrita)

25 Marzo 2026

Referendum e vaccini, che rapporto c'è? C'è e come se si pensa che a votare per lo status quo, in definitiva per la reazione sono stati anzitutto i più giovani, generazione Gaza o Cuba la chiamano per dire che pensa e agisce in base alle suggestioni più che alla ragione, alla propaganda che li induce, li determina. Non è sempre così quando si hanno diciotto, vent'anni? Certo, ma qui in ballo c'era un discorso di tutela comune, di libertà e di coerenza: giovani e esordienti che, seguendo Ermal Meta o Marisa Laurito, scelgono di premiare quelli che li hanno fatti crescere pazzi, figli del lockdown, della vaccinazione di massa che non serviva, che serviva solo ad ammalarli, a indebolirli: gli Speranza, Draghi, Conte i cui sottopancia a 5 Stelle festeggiano nel modo più volgare, scriba compresi, come un trionfo non della democrazia, della Costituzione, ma del contrario. Ecco, la Costituzione, questo feticcio che si pretende chi sa perché immodificabile, eterna e immutabile più del Vangelo. Ogni volta che in Italia c'è da fare o rifare qualcosa, da un ponte a una mentalità, un princìpio di civiltà, tutto si blocca in nome della Costituzione, una rigidezza talebana, islamica. La sacra Costituzione come un muro impenetrabile si tratti di riformare la pessima Giustizia, la pessima Sanità, di porre un argine alla conquista islamista, di ammodernare il Paese in qualsiasi forma.

Si sono viste, sentite cose di provocatorietà delirante, di ipocrisia psichedelica: islamici in difesa della Costituzione che vogliono decapitare, antagonisti a tutela della Costituzione che ogni giorno vogliono far esplodere. Ai richiami della Costituzione di Mattarella e Jovanotti sono sensibili i genitori della generazione Cuba che guardano Sanremo e sentono Benigni dirgli che finalmente la Costituzione torna fuori dal cassetto dopo due anni di sospensione, sotto gli occhi benevoli del Capo dello Stato. E gli va bene così. Si lamentavano, inveivano per essere ridotti ad animali da porcilaia e da macello, ma cinque anni dopo gli va bene così, tutti a difesa della Costituzione, da cosa non si sa, non lo sanno e non lo vogliono sapere. Le ragioni per innovare una magistratura fuori controllo c'erano ed erano solide, ma gli italiani non le vogliono conoscere, preferiscono non cambiare mai niente pur di continuare a lamentarsi. Un popolo più islamico che occidentale, per cui si capiscono molte riserve verso gli Stati Uniti imperiali sì, insostenibili fin che si vuole, ma inquieti, costituzionalmente disposti a cambiare.

Il feticcio della Costituzione come scusa per le sue stesse violazioni anche le più ignobili, repressive, dittatoriali. Una delle quali una casta giudiziaria che non risponde a nessuno, che si premia e non si punisce da sola, che, come dice o minaccia il procuratore napoletano Gratteri, è sempre disposta a “tirar su la rete, a fare i conti”. E si fa le foto con certi scriba che così mandano messaggi e magari sono scriba capaci di fare tre, quattromila querele temerarie in giro “per farmi la macchina, per farmi le vacanze”, gente che si vanta di guadagnare più con quelle che col mestiere, che in soldoni percepisce la magistratura come un taxi o un complice. La repressione sanitaria non sarebbe stata possibile senza una magistratura che la copriva, che puniva i refrattari, negava i risarcimenti anche in presenza di prove certe sulle correlazioni, giustificava i licenziamenti punitivi, e che perfino nella sua Corte Costituzionale ha avallato gli abusi, retrospettivamente, spiegando che potevano starci provenendo da un governo considerato democratico e responsabile, per non dire gradito. E noi dovremmo abbozzare, gli italiani dovrebbero fidarsi, starci tranquilli. Gratteri non era di quelli che volevano privare delle cure chi rifiutava il vaccino coatto e perenne? Sì, ma che gli fa, l'importante era salvare la Costituzione.

Il blocco di destra era e resta incapace malgrado le sforbiciate tardive sulle accise, malgrado le purghe tardive di Meloni, che è un'anatra zoppa e ha chiuso: più tagli e meno tailleur, signora! Incolpare il blocco opposto di aver saputo fare il suo sporco mestiere è puerile come lo è sempre un governo che di tutto si lamenta, come non fosse lui a governare, a tutti dà la colpa fuor che a se stesso. E non si accorge di tradire una debolezza sconcertante. Il circo è squallido, ma la colpa non è dei pagliacci, è di chi non ha saputo essere serio. E vai da Fedez! E va bene anzi male essere mal consigliati, ma non accorgersi da soli di certi passi falsi, ma ragionare ancora da generazione Cuba a 50 anni! Per di più a palazzo Chigi. Le ragioni e solide ragioni c'erano, non averle sapute proporre, lasciarle soccombere sotto gli attacchi delle suggestioni è responsabilità piena di chi le proponeva.

Meloni ha chiuso e il blocco di sinistra, Mattarella per primo, non vuole buttarla giù subito, non vuole elezioni subito sapendo che da anatra zoppa si consumerà fino a sparire. E quel blocco è lo stesso che, alle deliranti presentazioni del libercolo dell'ex ministro Speranza diceva ad una voce: torneremo ma stavolta cattivi, non lasceremo nessun margine, non faremo prigionieri. Referendum e vaccini: già si sente parlare di nuove emergenze, di nuovi contagi, i soliti virologi preparano il terreno, i telegiornali lo lavorano, l'opinione pubblica “che ha salvato la Costituzione” è pronta come la è la generazione Cuba allevata all'obbedienza in cambio di mani libere nei vizi e nelle trasgressioni spicciole, nel consumismo . Uno di questi teorici dell'apocalisse, visionari funzionali alla cospirazione, lo scrittore David Quammen, divenuto famoso con un romanzo distopico in cui annunciava il Covid, è venuto dalle mie parti, ad Ascoli Piceno, a dire: “Non so quando ma dobbiamo prepararci a una nuova pandemia”. Prepara anche lui il terreno per il prossimo libro di servizio, ma la previsione sul vago, “non so quando”, significa quando certi poteri politici e finanziari saranno pronti, quando vorranno. Intanto stiamo nella tensione permanente della permacrisi, come la chiama la baronessa Siringa Von Der Leyen. Però con spirito impavido e sereno, abbiamo difeso la Costituzione.

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