24 Marzo 2026
Giorgia Meloni foto @LaPresse
Si è conclusa la votazione per il referendum sulla riforma della giustizia con la vittoria del No, arrivato quasi al 54%. Il No ha vinto con il 53,74%, invece il Sì ha perso con il 46,26%.
La riforma prevedeva la separazione delle carriere tra Pubblico Ministero e giudici, e la creazione di un’Alta Corte disciplinare. Molti elettori temevano che la separazione delle carriere potesse indebolire la magistratura.
L’ANM (Associazione Nazionale Magistrati) si era schierata per il No; la campagna del Sì non è riuscita a convincere una parte significativa dell’elettorato. L’alta affluenza ha ampliato la base del voto contrario. Il governo si è dimostrato amareggiato per la sconfitta. Ha accettato la sconfitta, promettendo di proseguire con determinazione. Il governo subisce un contraccolpo politico, ma ha espresso che continuerà a proporre nuove iniziative per la giustizia.
Vedendo il risultato, sembra un segnale che il popolo italiano si stia stufando delle promesse non mantenute da Giorgia Meloni, come l’abolizione delle accise, del blocco navale, Flat Tax e le pensioni. Magari, invece di mandare a lavorare chi ha 40 anni di contributi, bisognerebbe mandare a lavorare i giovani che non trovano lavoro. Non mantenendo le promesse che si fanno in campagna elettorale, non si può pretendere che il popolo la continui a seguire.
Questo No ha un peso contro il governo per far capire che non potrà sempre vincere. La Meloni rischia di non essere rieletta nelle prossime elezioni. Questo va preso come un campanello d’allarme.
Questo referendum ha portato molte persone a votare, soprattutto i giovani. Ma non c’è stata una buona comunicazione da entrambi gli schieramenti. Molta gente, sentendosi presa in giro dalla Presidente del Consiglio, non si è sentita in vena di votare Sì. Questo fa molto riflettere, perché le persone si stanno stufando di questo governo.
Di Nico Combattelli Popoli (Pe)
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