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Caso Cirielli–Paramonov, il mistero del colloquio con Mosca: sconcerto al Quirinale, palazzo Chigi sotto pressione - RETROSCENA

16 Marzo 2026

Caso Cirielli–Paramonov, il mistero del colloquio con Mosca: sconcerto al Quirinale, palazzo Chigi sotto pressione - RETROSCENA

Meloni, fonte: imagoeconomica

Nei palazzi della politica romana circola da ore la stessa domanda: possibile che a Palazzo Chigi nessuno fosse informato? Il caso riguarda l’incontro tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore russo in Italia Aleksej Paramonov, diplomatico considerato uno dei principali rappresentanti del Cremlino nel nostro Paese.


La versione ufficiale racconta di una premier, Giorgia Meloni, irritata e colta di sorpresa dall’iniziativa del suo viceministro. Tuttavia nei corridoi del potere molti faticano a credere che un esponente di quel livello istituzionale possa muoversi autonomamente su un dossier tanto delicato.
Cirielli, infatti, non è un parlamentare qualsiasi ma un viceministro degli Esteri con responsabilità politiche precise. Proprio per questo l’ipotesi che l’incontro sia avvenuto senza alcuna informazione preventiva ai vertici dell’esecutivo appare, per molti osservatori, poco convincente.


Il tentativo di disinnescare il caso


Secondo diverse ricostruzioni, negli ambienti governativi qualcuno sarebbe stato informato del contatto con l’ambasciatore russo. Il vero timore, però, era che la notizia potesse emergere pubblicamente provocando un incidente politico e diplomatico.
Da qui l’idea di gestire la vicenda in anticipo, lasciando filtrare la versione dell’iniziativa personale del viceministro e dell’irritazione della premier. Una strategia utile a ridimensionare la portata della vicenda prima che potesse trasformarsi in un caso internazionale.


Dal Quirinale filtra sorpresa


A rendere la situazione ancora più delicata è il clima che si registrerebbe al Quirinale. Secondo indiscrezioni, la notizia dell’incontro avrebbe provocato più di qualche perplessità negli ambienti del Colle.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha più volte sottolineato l’importanza della coerenza della politica estera italiana, soprattutto nel contesto della guerra in Ucraina. Proprio per questo contatti non pienamente coordinati con la diplomazia ufficiale rischiano di creare imbarazzo sul piano istituzionale.

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