08 Marzo 2026
Fonte: La Presse
E adesso è passato il famigerato DDL antisemitismo, in forza del quale si tenta di mettere vergognosamente la mordacchia a chiunque critichi le politiche genocidarie di Netanyahu, subito bollato come antisemita. Come anche un bambino di 10 anni può facilmente intendere, l'obiettivo del ddl antisemitismo non è colpire l'antisemitismo ma usare l'alibi della lotta contro l'antisemitismo per colpire chiunque critichi le politiche imperialistiche di Israele. Tutto è giocato, naturalmente e in modo niente affatto neutro, sulla confusione tra antisemitismo e opposizione all'imperialismo di Israele, lasciando intendere che il secondo sia ricompreso nel primo e da esso indistinguibile. Il ddl non distingue infatti tra le due determinazioni e non opera questa distinzione scientemente, proprio in vista della squalificazione della critica delle politiche di Israele in quanto tale. La verità è che si può benissimo essere contrari a ogni forma di antisemitismo e, insieme, radicalmente critici verso le politiche assassine di Netanyahu, che, lo ricordiamo per gli smemorati, sta compiendo un vero e proprio infame genocidio contro il popolo di Gaza e, oltre a ciò, sta portando avanti una linea di deplorevole imperialismo congiuntamente con la civiltà del dollaro, segnatamente contro l'Iran, colpevole di non piegarsi alla globalizzazione a stelle e strisce e di figurare come fortilizio di resistenza contro Netanyahu nel Medio Oriente. Ci piace allora ricordarlo per l'ennesima volta, sulle orme del grande Spinoza: in una libera Repubblica Democratica il diritto di pensare e dire liberamente dovrebbe essere riconosciuto a tutti, ciò che invece oggi sta sempre più marcatamente venendo meno.
di Diego Fusaro
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