Elezioni comunali Milano 2027, Jonghi Lavarini al GdI: “Al via lista civica con Futuro Nazionale, serve un profilo stile Albertini”
Verso le comunali di Milano 2027 si muovono le prime pedine nel centrodestra: Roberto Jonghi Lavarini annuncia una lista civica con Futuro Nazionale. Uno dei volti con Futuro Nazionale a Milano sarà Renato Maturo
Con le elezioni comunali di Milano del 2027 già all’orizzonte, nel centrodestra iniziano a muoversi i primi tasselli. Intervistato da Il Giornale d’Italia, Roberto Jonghi Lavarini ha annunciato l’avvio di una lista civica legata a Futuro Nazionale. Secondo il ‘barone nero’ il candidato ideale sarebbe un profilo in stile Albertini.
Elezioni comunali Milano 2027, Jonghi Lavarini al GdI: “Al via lista civica con Futuro Nazionale, serve un profilo stile Albertini”
Abbiamo visto che c’è un progetto, in cui è coinvolto, per una lista civica in vista delle elezioni comunali di Milano del 2027. Ce lo racconta?
"Questo progetto nasce perché c’è una vasta area politica, di circa il 5%, di destra delusa dal governo, da Fratelli d’Italia e dalla Lega. Ma c’è soprattutto un’enorme spazio potenziale su cui puntare, che è quello del 50% di non voto, dove c’è tanta gente che si astiene perché non trova una risposta, una degna rappresentanza, una vera alternativa politica. Certo, il percorso è molto lungo. Abbiamo già fatto uno studio scientifico dei risultati e flussi elettorali, degli ultimi 25 anni, sia in termini di percentuali che di numeri assoluti. Siamo partiti dal dato del 1999, quando io fui giovanissimo candidato alla Presidenza della Provincia di Milano, per la Fiamma Tricolore di Pino Rauti, ottenendo l’1,9% e 39.000 voti, per i quali fui chiamato ad Arcore, dal presidente Silvio Berlusconi, insieme a Carlo Fatuzzo del Partito Pensionati e ad altri rappresentanti di liste minori, per dare il nostro determinante sostegno a Ombretta Colli, al ballottaggio, che poi risultò infatti vincente. In sintesi, oggi, una lista civica di destra a Milano e in Lombardia otterrebbe un consenso dal 5 al 10%. Naturalmente, a livello nazionale, questa area, oggi guarda, con un mix di speranza, attenzione ed entusiasmo, al nuovo progetto politico del generale Roberto Vannacci. Adesso c’è un boom di crescita dei comitati costituenti di Futuro Nazionale, tanti amici ai quali sto dando una mano, sopratutto nel nord ovest".
Quindi confluirà tutto sotto Futuro Nazionale?
"Vedremo, è presto per dirlo, il partito di Vannacci è un fenomeno assolutamente positivo ma nuovo, tutti i simpatizzanti hanno letto e condiviso i libri del Generale, le sue opinioni e dichiarazioni, ma, per ora si è espresso politicamente soprattutto sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. La vecchia destra sociale e identitaria missina, della quale faccio parte, vuole verificare anche quali sono le sue posizioni in ambito economico e geopolitico. Bisogna smarcarsi e differenziarsi dalle altre priposte politiche, o il progetto non avrà senso politico, quindi spazio elettorale sufficiente a superare i diversi sbarramenti elettorali. L’ambito geopolitico in questo momento è evidentemente la chiave della politica internazionale e nazionale. Si può parlare di sicurezza e immigrazione e anche fare delle buonissime leggi, ma se le guerre scatenano immigrazione e terrorismo, e l'Unione Europea e la NATO ci continuano ad obbligare a scelte antinazionali, non cambierà assolutamente nulla. Proprio adesso stanno passando dei jet militari su Milano... Per colpa degli estremisti sionisti rischiamo di essere trascinati in un folle conflitto mediorientale mondiale che già ci sta procurando gravissimi danni economici. Ci mancava questa aggressione militare di Israele all'Iran e al Libano, non bastavano il genocidio di Gaza e continuare stupidamente a sostenere la guerra civile in Ucraina... Gli italiani vogliono pace, sicurezza e benessere: a questo dovrebbero pensare governo, parlamento e partiti. Su queste tematiche sono certo più attenti e sensibili sia il Movimento Indipendenza di Gianni Alemanno che Democrazia Sovrana Popolare di Marco Rizzo, con i quali Futuro Nazionale dovrà forzatamente confrontarsi e allearsi. Io non ho ambizioni elettorali e i partiti mi stanno troppo stretti, ma, da uomo libero e coerente, rimango sempre in campo per sostenere tutte le battaglie che ritego giuste, per ora, al Generale, do solo disinteressati consigli, non richiesti, tutti i sacrosanti giorni".
Torniano a Milano, c’è già un’idea su chi potrebbe essere il candidato ideale?
"La nostra area avrà una sua lista e dei suoi ottimo candidati consiglieri e assessori, ma noi vogliamo stare nel centrodestra, dando il nostro contributo al programma e anche alla selezione e scelta del candidato sindaco. Il profilo ideale è sempre quello del nostro grande sindaco Gabriele Albertini, uomo culturalmente moderato di destra, espressione della sana borghesia produttiva ambrosiana. Serve un imprenditore che abbia il coraggio di mettersi in gioco per il bene della sua citta ma che abbia anche chiari sani valori tradizionali, identitari e cristiani. Noi abbiamo quattro nomi da proporre, due uomini e due donne di mezza età, nessuno che abbia mai fatto politica attiva. Tempo ne abbiamo, ma essendo gente seria, noi abbiamo già iniziato a lavorarci sopra".
Chi è Roberto Jonghi Lavarini
Roberto Jonghi Lavarini è laureato in scienze politiche indirizzo storico internazionale. È anche consulente immobiliare, presidente onorario dell'Unione Patriottica (storico circolo culturale risorgimentale, apartitico e trasversale, fondato nel 1861), noto esponente della destra milanese (già dirigente del Movimento Sociale, di Alleanza Nazionale e Fratelli d'Italia), salito alle cronache nazionali come "barone nero" nell'inchiesta, poi archiviata, "lobby nera". Oggi si presenta senza gli occhiali, che lo rendevano un po' "nerd" e un po' intellettuale, perchè appena operato di cataratta. Ora è promotore, sostenitore esterno, di una quarantina di circoli di Futuro Nazionale del Generale Vannacci, in tutta Italia.
I volti con Futuro Nazionale a Milano
Con Futuro Nazionale a Milano vi è l’avvocato Renato Maturo, che ha già aderito con il suo comitato “Destra per Milano”. È un noto penalista, politicamente è fondamentale per due motivi: primo, perché è stato segretario dei giovani universitari di Alleanza Nazionale.
Questo significa che sta ricontattando tutti gli amici dell’università di allora, che si sono allontanati dalla politica e che oggi sono professionisti, imprenditori, commercianti, dirigenti d’azienda. Lui li sta coinvolgendo sia nel progetto politico nazionale del Generale – cioè Futuro Nazionale – sia in questo progetto civico milanese.
È un nome che mette "in ansia" la destra partitica, perché ha fatto il praticantato e poi esercitato, per anni, nello studio legale del presidente del Senato Ignazio La Russa, è un ex collaboratore del suo studio. Raccoglierebbe molte persone che si erano avvicinate ad Alleanza Nazionale e che poi, deluse da Fini e dai ras locali, si sono allontanate dalla politica. Oggi però sono figure consolidate: avvocati, commercialisti, imprenditori, giornalisti, docenti universitari. Se questo gruppo torna a fare politica, sicuramente smuove la società civile, sia per la lista civica milanese sia per il progetto più ampio di Futuro Nazionale.
Con Renato Maturo c’è anche Giovanni Trombetta, nome poco noto. Negli anni ’80 dirigente del Fronte della Gioventù, poi ha lasciato la politica. Si è laureato brillantemente alla Bocconi, ha fatto il consulente finanziario e l’agente di Borsa per 35 anni. Ha lavorato tra New York e Lussemburgo, conosce perfettamente il mondo economico finanziario internazionale, europeo e lombardo.
Fra i sostenitori di Vannacci è certo indicativa la presenza di Antonio Imperatore, ex dirigente di MSI e Lega, ma soprattutto, attuale presidente emerito del Circolo Culturale Internazionale Amici della Russia Imperiale Terza Roma, patriota fedele cristiano ortodosso e putiniano di ferro.