Palermo, deputato ARS Mancuso arrestato per corruzione: "Ricevuti €12mila per favorire un'associazione, trovati altri €2mila nell'auto"
Il deputato siciliano di Forza Italia Mancuso è ora agli arresti domiciliari per aver favorito, dietro compenso economico, un'associazione sportiva ad ottenere dalla Regione 98mila euro. Con lui indagati anche il commercialista Tricoli e i vertici dell'associazione. In corso un'ulteriore inchiesta per altri 2mila euro trovati nell'auto di Mancuso
Michele Mancuso, deputato ARS siciliano di Forza Italia, è stato arrestato e posto ai domiciliari perché indagato per corruzione, nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura di Caltanissetta su presunte irregolarità nella gestione e assegnazione di fondi pubblici regionali. Con lui sono indagate altre cinque persone tra cui il commercialista Lorenzo Gaetano Tricoli, accusato di aver giocato un ruolo da mediatore per le mazzette.
Palermo, deputato ARS Mancuso arrestato per corruzione: "Ricevuti €12mila per favorire un'associazione, trovati altri €2mila nell'auto"
Un nuovo caso di corruzione e malaffare ha sconvolto, nelle ultime ore, l'Assemblea Regionale Siciliana. Il deputato regionale forzista Michele Mancuso risulta indagato di "corruzione per l'esercizio della funzione": secondo l'accusa, avrebbe ricevuto 12mila euro in tre diverse tranche, fino al 5 maggio 2025, per aiutare l'associazione sportiva "Gentemergente" ad ottenere circa 98mila euro di fondi pubblici regionali per la realizzazione di spettacoli nel Nisseno. In questo giro di denaro, il suo braccio destro Lorenzo Tricoli avrebbe fatto da mediatore per le mazzette. I magistrati, guidati dal procuratore Salvatore De Luca, hanno ottenuto, lo scorso 18 Febbraio, l'arresto ai domiciliari per Mancuso e Tricoli, mentre un'ulteriore misura interdittiva di dodici mesi è scattata nei confronti dei rappresentanti dell'associazione, Ernesto Trapanese, Manuela Trapanese e Carlo Rizioli (marito di Manuela Trapanese). I tre hanno divieto di esercizio d'impresa nel settore dell'intrattenimento, dell'organizzazione di feste, né potranno ricoprire incarichi direttivi.
Palermo, l'ipotesi di truffa contestata all'associazione e la seconda mazzetta collegata a Mancuso
Ai vertici dell'associazione sportiva viene inoltre anche contestata un'ipotesi di truffa aggravata per rendicontazioni di costi fittizi pari ad un valore di 49mila euro a danno della Regione Siciliana. Secondo quanto riferito dalle intercettazioni, sui quasi 100mila euro di cui l'associazione avrebbe goduto uno degli indagati disse: "Ringrazia l’onorevole" al che Tricoli rispose: "È l’inizio di una lunga serie". Nelle intercettazioni emerge inoltre la paura degli indagati di essere scoperti: "Poi arriva La Vardera e dice: 'Hai speso 100 mila euro per sette spettacoli di una cover
band di Vasco Rossi'". Eppure pare che dei 98mila totali solo 20mila euro sono stati spesi: il resto sarebbe "sparito" con fatture false. Tra gli spettacoli che si sarebbero dovuti sovvenzionare con quei soldi, il caso più emblematico è quello del concerto di Vasco Rossi: programmato per il Settembre 2024, l'evento fu rinviato per la pioggia ma le fatture furono emesse ugualmente - ecco l'ipotesi di truffa prima citata.
Secondo la Procura di Caltanissetta, la prima mazzetta (€5mila) fu passata a Mancuso dal commercialista Tricoli in un locale pubblico. Una seconda (€5mila) davanti all'Asp, e una terza (€2mila) alla stazione Eni in Viale Regione, a Palermo.
Ma non è tutto. Michele Mancuso, la cui accusa iniziale era di "corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio" - poi riqualificata dal gip con l'articolo 318 -, risulta però ora coinvolto in una seconda mazzetta. A quanto risulta infatti, gli inquirenti avrebbero trovato altri 2mila euro in contanti da €100 e €50, sotto un tappetino della sua auto. Banconote trovate avvolte in un foglio di carta che riporterebbe il nome di un paramedico dell'Asp nissena e date di trasferimenti.
Sul caso è intervenuto il deputato di Controcorrente La Vardera, da poco candidato alla Presidenza della Regione Sicilia. Commentando il suo nome uscito dalle intercettazioni ha affermato: "Una frase che mi rende felice. Felice di incutere paura a soggetti che vogliono fare i furbi coi soldi dei siciliani".