Referendum Giustizia 2026, Gratteri attacca: “Voteranno Sì imputati e massoneria deviata”, FdI non ci sta: “Parole indegne, chieda scusa”
Il Comitato nazionale "Sì Riforma" ha rilanciato con un post diretto: "Caro Gratteri, la invitiamo a chiedere scusa immediatamente ai milioni di italiani che voteranno 'Sì', compresi tutti i membri di questo comitato, tra i quali vi sono tanti magistrati suoi colleghi"
Al referendum sulla giustizia del 2026, la polemica esplode ancor prima del voto. Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, in un’intervista ha attaccato dichiarando: "Voteranno per il 'No' le persone perbene, quelle che credono che la legalità sia importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il 'Sì' gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente". Parole che hanno scatenato l’ira di Fratelli d’Italia: "Parole indegne, chieda scusa", replicano i vertici del partito, sottolineando come tali accuse siano inaccettabili da chi rappresenta la magistratura.
Referendum Giustizia 2026, Gratteri attacca: “Voteranno Sì imputati e massoneria deviata”, FdI non ci sta: “Parole indegne, chieda scusa”
Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ha commentato: "Gravissime le parole del procuratore Gratteri che per sostenere il 'No' in un'intervista ha dichiarato testualmente che voteranno per il 'Sì' gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente. Dichiarazioni indegne da parte di chi dovrebbe rappresentare la magistratura. Mi auguro che le Istituzioni, la magistratura, il Comitato per il No e le altre forze politiche condannino e prendano le distanze da questa assurda criminalizzazione di chi la pensa diversamente".
Anche il senatore Salvo Sallemi, componente della commissione Giustizia, è intervenuto: "Credo che il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, debba chiedere scusa per le sue vergognose accuse agli italiani che voteranno 'Sì' al referendum sulla giustizia. Definirli in modo sprezzante 'imputati', 'indagati', persino componenti di una 'massoneria deviata' è estremamente oltraggioso. La dialettica politica, anche aspra, è legittima, ma mai deve trascendere in questo tipo di polemica triviale e offensiva. Un magistrato tanto importante dovrebbe saperlo e ponderare le parole".
Il Comitato nazionale "Sì Riforma" ha rilanciato con un post diretto: "Caro Gratteri, la invitiamo a chiedere scusa immediatamente ai milioni di italiani che voteranno 'Sì', compresi tutti i membri di questo comitato, tra i quali vi sono tanti magistrati suoi colleghi. Nessuno, lei compreso, è detentore della moralità e dell'etica pubblica. Questa presunzione di superiorità morale è francamente insopportabile. Confidiamo che, come al solito, messaggi di questo tipo spingano ancor di più gli italiani a votare per dimostrare che per esprimere il loro voto non hanno bisogno di una patente da parte vostra. Siamo tutti abbastanza grandi e informati. Grazie. Noi votiamo orgogliosamente 'Sì'! Questa volta il giudice sei tu. Non Gratteri".