Dopo il corteo per Askatasuna, arriva la stretta sicurezza: come prevedibile, si ridurrà per tutti la libertà di manifestazione

Un canovaccio ampiamente prevedibile e degno di essere commentato

E ora, come prevedibile, dopo gli esecrabili fatti di Torino, arriva la stretta sicurezza, ovvero la riduzione degli spazi di libertà di manifestazione a nocumento di tutti. Come già avevamo sottolineato, l'aggressione oscena ai due poliziotti da parte degli infiltrati serviva anche a questo: non solo a legittimare una risposta violenza delle forze dell'ordine, ma anche a dare un giro di vite alla libertà di manifestare, utilizzando l'increscioso episodio di Torino come alibi per attuare la preordinata scelta di ridurre la libertà di manifestare. Nulla di nuovo sotto il sole: si tratta di uno degli esiti più scontati della ben nota strategia della tensione, una costante della storia italiana della seconda metà del Novecento. E mentre gli sciocchi di ogni luogo, da nord a sud, pubblicano ridicole foto con la scritta "siamo sempre con le forze dell'ordine" - frasi di una idiozia senza precedenti -, il potere va riducendo drasticamente gli spazi di libertà di manifestazione ai danni di tutti, di fatto equiparando ogni manifestazione al gesto esecrabile e deplorevole degli infiltrati che hanno malmenato gli agenti di polizia e messo a ferro e fuoco Torino. Siamo alle solite: il potere non genera solo l'inaccettabile, ma anche, a un solo parto, utili idioti felici di accettarlo e dunque lieti di battersi in difesa delle proprie catene. Come non mi stanco di ribadire, Orwell era un dilettante.

di Diego Fusaro