Guido Crosetto: "Sono fiero di aiutare Kiev"; continua la retorica del supporto all'Ucraina con i soldi degli italiani
Parole surreali, che meritano di essere commentate criticamente
"Alcuni si vergognano di aiutare Kiev, io ne sono fiero": sono queste le recenti dichiarazioni allucinanti di Guido Crosetto, esponente di punta del giullaresco governo di Giorgia Meloni e della destra bluette neoliberale e filoucraina, filoisraeliana e filobancaria. Per l'ennesima volta, regalandoci un imperdibile show, Crosetto torna a manifestare tutto il suo lirico impeto di ucrainofilia, ribadendo il suo desiderio incontenibile di supportare a oltranza le irragionevoli ragioni della guerra del guitto di Kiev, l'attore Nato Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood. Non è chiaro esattamente a chi si riferisse il Crosetto quando parlava di taluni che si vergognano di aiutare Kiev: posso però senz'altro asserire senza ambagi di rientrare pienamente in quel novero, per due semplici ragioni che celermente chiarirò. Anzitutto, trovo semplicemente vergognoso e deplorevole che il governo italiano continui a sprecare i nostri soldi per inviare armi e danari a Kiev: li si dovrebbero utilizzare per la sanità pubblica e per l'istruzione, per non tacere poi della condizione sempre più misera in cui versano i nostri connazionali. Non sarebbe più appropriato utilizzare i soldi per lo stato sociale? Fratelli d'Italia non si riempiva la bocca con le parole del patriottismo e della difesa dell'interesse nazionale? E invece il giullaresco governo di Giorgia Meloni continua a sprecare soldi - i soldi degli italiani - mediante invii costanti di armi e di danari a Kiev. In secondo luogo, ritengo insopportabile questa bieca retorica secondo cui bisogna continuare ad aiutare Kiev per produrre la pace: pensare di ottenere la pace mandando armi non è poi diverso dal pensare di curare il diabete somministrando lo zucchero o di spegnere l'incendio versando benzina sul fuoco. Il giullaresco governo di Giorgia Meloni continua senza tregua a celebrarsi come patriottico e sovranista, ma il suo è un patriottismo di cartapesta, un sovranismo di cartone: dietro il tanto strombazzato sovranismo si nasconde come sempre l'atlantismo neoliberale di cui questo giullaresco governo è campione almeno quanto i precedenti patetici governi della sinistra fucsia. La situazione è tragica, senza però riuscire a essere seria.
di Diego Fusaro