Tajani in Senato: "Su Crans-Montana giusto che l'Italia sia parte civile" e fa l'"oracolo" sul Venezuela: "Caduta di Maduro occasione storica"

L'informativa del ministro degli Esteri su Crans-Montana, sul Venezuela e sul fronte geopolitico in generale

Informativa di Tajani in Senato sulla strage di Crans-Montana, dove hanno perso la vita 6 ragazzi italiani, e sul Venezuela, nuovo fronte geopolitico dopo l'arresto di Maduro. Senza dimenticare Iran e Groenlandia. Il ministro degli Esteri ha dichiarato che la tragedia di Crans-Montana è stata "un colpo al cuore che ha lasciato un segno" e che si sono evidenziati "comportamenti di negligenza evidenti". Tajani ha spiegato che è giusto "che l'Italia si costituisca parte civile nel processo perché questa è una ferita che è stata inferta a tutto il Paese". 

Tajani in Senato: "Su Crans-Montana giusto che l'Italia sia parte civile"

Sempre su Crans-Montana, Tajani ha dichiarato: "Tutto il nostro personale diplomatico e tutti coloro che lavorano presso la nostra ambasciata Berna e presso il consolato a Ginevra hanno dato il massimo per fornire un'assistenza umana a famiglie disperate che non sapevano se i loro figli erano vivi o morti. Anche qui mi sono sentito fiero di essere ministro degli Esteri che guida questa amministrazione che ha dimostrato, come poi diremo nel dibattito successivo sulla vicenda Venezuela, grande senso di umanità".

Tajani fa l'"oracolo" sul Venezuela: "Caduta di Maduro occasione storica"

Tajani è poi passato al Venezuela: "Le nostre imprese, che conoscono bene il Venezuela e che in alcuni casi vi sono rimaste anche in questi anni difficili, potranno avere un ruolo di primo piano. Penso al settore dell'energia con Eni, che ha partecipato al recente incontro che si è tenuto a Washington con il presidente Trump. Penso anche ad ambiti chiave per la ripresa come la gestione delle risorse idriche e le infrastrutture".

E poi: "Ho dato mandato alla nostra Cooperazione allo Sviluppo di avviare una serie di iniziative urgenti di collaborazione tecnica ed economica, a partire dal settore sanitario, a favore della popolazione. Vogliamo collaborare su questo anche con le organizzazioni della società civile attive nel Paese, e con la Chiesa locale. Ne ho già parlato con l'Arcivescovo Biord".

Dopo la liberazione di Trentini e Burlò, il prossimo obiettivo è quello di riportare a casa gli altri 42 italiani: "La liberazione di Alberto Trentini e  degli altri connazionali che sono stati rilasciati in questi giorni è  un importante passo in avanti per chiudere una pagina dolorosa.  Sappiamo che il lavoro non è ancora finito. Nelle carceri del  Venezuela abbiamo ancora 42 detenuti italiano-venezuelani. Quelli con  passaporto solo italiano sono stati tutti rilasciati. I detenuti politici sono 24. Il nostro obiettivo è che siano tutti liberati".

Sulla cattura di Maduro Tajani si schiera con gli Usa, e fa l'"oracolo": "Ora che la stagione di Maduro, segnata da oppressione e violenza, è nel passato, il nostro obiettivo, come indicato dal Presidente del Consiglio, è avviare una fase nuova, attivando un partenariato positivo con le Autorità guidate da Delcy Rodriguez. È un’occasione storica, il Venezuela avrà il posto che merita nella società delle Nazioni. Siamo al loro fianco nel cammino per la democrazia e la libertà".

Iran, Tajani: "Non saremo spettatori passivi"

Altro passaggio riservato alle proteste scoppiate in Iran, dove è possibile che ci sia dietro la regia di Mossad e CIA: "Noi abbiamo sempre mantenuto in Iran una presenza discreta, attenta a tutelare gli interessi nazionali e a non far venire meno le ragioni del dialogo, sempre importante anche con regimi lontanissimi da noi. Ma dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con la violenza i suoi stessi cittadini".

Poi: "Noi speriamo, e faremo tutto il possibile, anche proprio in virtù della capacità di dialogo che abbiamo sempre mantenuto, perché in Iran cessi l’uso della pena di morte contro gli oppositori politici e si avvii una transizione pacifica verso la libertà e il diritto dei popoli a scegliere il proprio Governo, le proprie istituzioni, il proprio futuro".