Fratelli d'Italia propone Mario Draghi come inviato speciale della UE per l'Ucraina: siamo alle comiche!
Una proposta surreale che merita di essere analizzata criticamente: Draghi era quello che proponeva l'alternativa tra condizionatori e pace
Leggiamo che Fratelli d'Italia, il partito liberal-atlantista di Giorgia Meloni, che ormai andrebbe più propriamente chiamato fratelli di Nato o fratelli d'Ucraina, ha proposto il nome di Mario Draghi come inviato della UE per l'Ucraina. L'immarcescibile euroinomane di Bruxelles, l'unto dai mercati, torna ancora una volta in pista, uomo di una stirpe superiore, nata per comandare senza dover essere votata. Se la memoria non ci inganna, il partito di Giorgia Meloni aveva fatto della opposizione fermissima all'unto dai mercati il caposaldo della propria campagna elettorale nel 2022: e, del resto, se aveva vinto le elezioni, ciò era dipeso anche e non secondariamente dal fatto che era stata l'unica forza politica non "compromessa" con l'osceno governo di Mario Draghi degli anni precedenti. D'altro canto, Mario Draghi era quello che proponeva l'alternativa tra i condizionatori e la pace! Può davvero egli essere l'uomo giusto per fare da inviato in Ucraina per l'Unione Europea? Ma Draghi era anche quello dell'infame tessera verde della discriminazione e del controllo bio-politico sopra e sotto la pelle! Come si cambia rapidamente! Come trasforma il potere una volta che si giunga nelle sue stanze! La metamorfosi kafkiana di Fratelli d'Italia appare evidente e sotto gli occhi di tutti: con tutta evidenza, si tratta ormai di un partito del tutto allineato al verbo unico della globalizzazione liberalfinanziaria e dell'imperialismo statunitense e israeliano. Ha tradito ampiamente tutte le sue promesse e tutte le sue premesse, confermando una volta di più il nostro teorema secondo cui oggi destra e sinistra rappresentano soltanto le due articolazioni interne del Partito Unico del capitale, le due ali dell'aquila neoliberale che vola alta per poi calarsi rapacemente sui popoli, sulle nazioni e sui lavoratori. Soprattutto, il partito di Giorgia Meloni ha rinnegato ogni velleità patriottica e sovranista, rivelandosi portatore di un patriottismo di cartapesta e di un sovranismo ideale dietro il quale si nasconde l'atlantismo reale.
di Diego Fusaro