12 Gennaio 2026
Fonte: lapresse.it
Il Consiglio dei ministri ha fissato le date del referendum sulla riforma costituzionale della Giustizia. La consultazione popolare si svolgerà domenica 22, dalle 7 alle 23, e lunedì 23 marzo 2026, dalle 7 alle 15. Nelle stesse giornate gli elettori saranno chiamati alle urne anche per le elezioni suppletive. Sul tavolo dell’esecutivo anche importanti provvedimenti in materia sociale e sanitaria.
Il Consiglio dei ministri è tornato a riunirsi oggi pomeriggio, 12 gennaio. A quanto si apprende è stato deciso di indicare domenica 22 e lunedì 23 marzo come date del referendum sulla riforma costituzionale della Giustizia. Nella stessa data si voterà anche per elezioni suppletive. Oggi in agenda del Cdm c'erano diversi punti, tra cui anche il disegno di legge che regolamenta il ruolo del caregiver familiare. Sul tavolo anche la delega al governo per l’adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale.
La figura del caregiver familiare, cioè di chi assiste un parente non più autosufficiente, sarà riconosciuta in modo organico dalla legge italiana, con un contributo economico, seppur con vari paletti e requisiti da rispettare, e con altre varie forme di tutele differenziate, come prevede il testo del ddl in esame oggi in Consiglio dei ministri. Il disegno di legge ruota intorno al “convivente prevalente” che garantisce il maggior carico di assistenza al familiare in stato di bisogno e introduce un sistema di tutele che cambia sulla base del monte ore svolto da caregiver. La tutela economica sarà garantita esclusivamente ai familiari conviventi che svolgono almeno 91 ore settimanali, ma solo se hanno un reddito non superiore a 3mila euro annui e un Isee non superiore ai 15mila euro. A loro viene riconosciuto un contributo economico esentasse fino a 400 euro mensili, erogato trimestralmente o semestralmente.
Dare una nuova struttura organizzativa al Servizio sanitario nazionale puntando ad una maggiore integrazione tra ospedale e territorio e istituendo, tra l'altro, nuove tipologie di ospedali, come gli ospedali di terzo livello con elevati standard di qualità e gli ospedali 'elettivi' privi di pronto soccorso ed in rete con i dipartimenti di emergenza-urgenza. È questo l'obiettivo del disegno di legge delega che viene esaminato oggi dal Consiglio dei ministri. Il ddl delega affida al Governo il compito di adottare entro il 31 dicembre 2026 uno o più decreti legislativi per aggiornare il decreto legislativo 502 del 1992, sul riordino della disciplina in materia sanitaria.
L'obiettivo generale, si afferma all'articolo 1, è rafforzare la tutela della salute sulla base dell'articolo 32 della Costituzione. 'Cuore' del provvedimento è il rafforzamento dell'integrazione tra ospedale e territorio, con l'obiettivo di delineare percorsi più rapidi e meno frammentati e migliorare la gestione dell'emergenza-urgenza. Spazio anche al ruolo dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta: previsto un riordino della disciplina per rafforzare il loro ruolo nell'ambito dell'assistenza territoriale.
Si punta inoltre alla creazione di nuove reti assistenziali tempo-dipendenti e specialistiche per offrire servizi di prossimità riducendo il fenomeno della mobilità sanitaria, al rafforzamento dell'assistenza delle persone non autosufficienti, al riordino dei servizi di salute mentale e all'incentivazione della digitalizzazione. Quanto alle risorse economiche, l'articolo 3 del provvedimento prevede che i decreti attuativi siano a "neutralità finanziaria", salvo che il Parlamento stanzi risorse aggiuntive con provvedimenti appositi.
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