L’Italia tra difesa del cielo e tempesta in piazza, dalla “Cupola Michelangelo” sviluppata da Leonardo alle mobilitazioni giovanili
Il progetto “Cupola Michelangelo” promette di proteggere il territorio italiano da minacce missilistiche, ispirandosi al modello israeliano dell’Iron Dome
L’Italia si prepara a una svolta epocale nel campo della difesa. Il ministro Guido Crosetto ha annunciato l’introduzione del servizio militare volontario e il lancio del sistema antimissile “Cupola Michelangelo”, sviluppato da Leonardo. Un doppio segnale: da un lato il rafforzamento della sicurezza nazionale, dall’altro un ritorno simbolico a forme di mobilitazione giovanile che sembravano archiviate.
Difesa 2.0: tra tecnologia e tradizione
Il progetto “Cupola Michelangelo” promette di proteggere il territorio italiano da minacce missilistiche, ispirandosi al modello israeliano dell’Iron Dome. Un investimento strategico che colloca l’Italia nel panorama delle potenze europee più attive sul fronte della difesa spaziale.
Parallelamente, la proposta di reintrodurre la leva seppur su base volontaria riapre un dibattito che sembrava chiuso da decenni. Crosetto parla di “educazione civica e spirito di servizio”, ma molti vedono nella mossa un tentativo di rafforzare l’identità nazionale in tempi di instabilità geopolitica.
Putin e il piano USA: tensioni globali
Nel frattempo, Vladimir Putin ha dichiarato che “discuterà il piano USA”, lasciando intendere che le mosse occidentali non passeranno inosservate. Il contesto internazionale è teso, e l’Italia sembra voler giocare un ruolo più assertivo, anche a costo di esporsi a nuove pressioni diplomatiche.
In piazza il “dream team” della rivolta sociale
Mentre il governo parla di sicurezza, le piazze si riempiono. Greta Thunberg, Francesca Albanese, Gianis Varoufakis e Sabina Guzzanti sono tra i volti simbolo di una nuova ondata di protesta. Ambiente, diritti umani, giustizia sociale: le battaglie si moltiplicano, e il dissenso si organizza.
Questa “squadra della rivolta” rappresenta un fronte trasversale che sfida le scelte del governo, proponendo un’Italia diversa: meno militarizzata, più attenta alle urgenze civili e ambientali.
Dietro le quinte: legge elettorale e infrastrutture bloccate
Sul piano istituzionale, emergono dubbi dal Quirinale sulla legge elettorale, mentre la Corte dei Conti ha bloccato il progetto del Ponte per motivi ambientali e contrattuali. Segnali di una macchina statale che fatica a tenere il passo con le ambizioni politiche.
Meloni, Schlein e il confronto mancato
Infine, salta il dibattito tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein previsto ad Atreju. Secondo alcuni, ci sarebbe lo “zampino” di Giuseppe Conte. Un’occasione persa per il confronto democratico, in un momento in cui il Paese avrebbe bisogno di dialogo più che di schermaglie.
Di Nico Combattelli Popoli (Pe)