Commissione Senato, la maggioranza di cdx boccia la nuova direttiva green dell’Ue (con l'assist del Pd)

I dem escono dall’aula per protestare contro il sottosegretario Delmastro (FdI) e il cdx ha il via libera per respingere con 11 voti la direttiva dell’Ue sulle emissioni di CO2 dei mezzi pesanti

Il Pd esce dall’aula per protestare contro la presenza del sottosegretario Andrea Delmastro (FdI). E la maggioranza di centrodestra ha l’assist giusto per bocciare senza opposizione la nuova direttiva dell’Unione europea sulle emissioni di CO2 dei mezzi pesanti nella Commissione Politiche Ue del Senato. Così le defezioni sistematiche denunciate dai dem nella Commissione di Palazzo Madama diventano un boomerang che permette al centrodestra di mettersi di traverso rispetto alle nuove regole europee contro le emissioni.

Ieri i dem erano in maggior numero, ma il voto è stato rinviato da Fi

Ieri, mercoledì 17 maggio, i membri dell’opposizione si erano presentati in 7 contro i 4 della maggioranza. Gli esponenti dei partiti di minoranza avevano comunque chiesto di votare, ricevendo come risposta il “no” del presidente facente funzioni, il forzista Pierantonio Zanettin, che aveva chiesto tempo per stendere il testo da sottoporre in votazione. Immediata la protesta del Partito democratico: “In Commissione Affari Ue del senato la maggioranza non ha i numeri e impedisce il voto su temi importanti come il lavoro e le emissioni di CO2. L’assemblea è sovrana, venissero a lavorare invece di evitare il voto sul merito. Una vergogna”, aveva denunciato il senatore Filippo Sensi.

Il cdx ha avuto la strada spianata per bocciare la nuova direttiva dell’Ue

È stato proprio Sensi, insieme agli altri rappresentanti del Pd, a fornire un assist alla maggioranza in commissione: “Il Pd al Senato non si siede in Commissione se a rappresentare il governo viene chiamato il sottosegretario Delmastro. Questa mattina abbiamo abbandonato i lavori della Commissione Affari Europei”, ha scritto oggi, giovedì 18 maggio, il senatore dem in un tweet, confermando la linea tenuta dal partito dopo l’inchiesta che vede coinvolto Delmastro sul caso dell’anarchico Cospito. Questa volta, però, la mossa di principio non è stata premiata: gli esponenti della maggioranza si sono presentati compatti e hanno così potuto votare il “no” alla direttiva Ue (che prevede uno stop agli autobus entro il 2030 e un taglio sostanziale degli altri mezzi pesanti entro il 2040) con 11 voti.