Crisi Meloni-Macron, scende il gelo tra palazzo Chigi e Quirinale
Il Colle preoccupato per l'isolamento dell'Italia in Europa
Giorgia Meloni in versione Mercoledì Addams non piace al Quirinale. "Abbiamo fatto tutto il possibile nei mesi scorsi per tentare di farla entrare dalla porta principale in Europa, compreso l'incontro con Macron appena nominata Premier, ma non c'è stato nulla da fare. Non ascolta i consigli di nessuno ed ora dovrà fare da sola". Già, perché al Colle si respira un misto di amarezza e delusione per quanto accaduto nell'ultimo consiglio Europeo di Bruxelles con l'Italia tornata Italietta relegata a potenza di serie B.
Irridere il trattato del Quirinale in conferenza stampa, non fare neanchè un banalissimo tweet da palazzo Chigi per annunciarne l'entrata in vigore la scorsa settimana e poi lamentarsi se Macron non ti invita a cena non sembra essere stata una gran mossa. Il timore però è che le cose possano andare ancora peggio nei prossimi mesi. L'Italia non è un paese abbastanza forte da potersi permettere uno scontro frontale con Parigi e Berlino, ne dal punto di vista politico ne da quello economico finanziario. Al Colle c'è preoccupazione per i tanti dossier aperti con l'Europa: Pnrr, revisione del Patto di stabilità, immigrazione e soprattutto la diminuzione dell'acquisto dei titoli di stato prevista per le prossime settimane. Tutte cose che gli italiani rischieranno di pagare a carissimo prezzo e sulle proprie tasche. Così come al Colle sorridono e bollano come velleitaria l'idea, tanto apprezzata da Giorgia Meloni, dei bond sovranisti: "Come se nel 2023 fosse possibile circoscrivere la circolazione dei capitali limitatamente ai soli italiani". O che questo possa evitare all'Italia futuri shock finanziari.
"Ora Giorgia Meloni dovrà fare da sola", il refrain che circola al Colle. Lassù nessuno ha più voglia di dare consigli non richiesti. Noi abbiamo già dato, il non detto.