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Elezioni 2022, anche Sinistra Italiana apre al Pd. Fratoianni: "Estendere intesa a M5s"

Intanto tra Renzi e Partito Democratico volano scintille

06 Agosto 2022

Elezioni 2022, anche Sinistra Italiana apre al Pd. Fratoianni: "Estendere intesa a M5s"

Nicola Fratoianni, tra i firmatari dell'emendamento sulla tassa patrimoniale - Fonte: LaPresse

Dopo l'ok dei Verdi, anche l’Assemblea Nazionale di Sinistra Italiana ha dato l'ok alla proposta del segretario Nicola Fratoianni a verificare la possibilità di un accordo con il Pd. Il dispositivo è stato approvato con il 61% di voti favorevoli, il 5% di astensioni. Un dispositivo alternativo ha raggiunto il 31,8%.

Elezioni 2022, Sinistra Italiana apre all'accordo con Pd

"L'Assemblea Nazionale di Sinistra Italiana da mandato al segretario Nazionale e alla Segreteria di verificare la possibilità di stringere un accordo con il Partito Democratico sui collegi uninominali, tale da contrastare con la massima efficacia possibile la forza elettorale della coalizione di destra", si legge. Inoltre, "di lavorare perché tale accordo sia esteso anche al M5S, e porti alla candidatura di importanti personalità del mondo del lavoro, della cultura, dell’associazionismo e dei movimenti democratici, progressisti ed ecologisti". 

E "di confermare l’alleanza con Europa Verde-Verdi e di concludere con la massima celerità i passaggi necessari a trasformarla in una lista elettorale comune; di garantire in questo contesto alla lista e al nostro Partito totale autonomia in termini di programma, lista e prospettiva politica".

Ed ancora di "presentare una proposta programmatica che parta dalla difesa e attuazione della Costituzione e abbia al centro la lotta per la giustizia sociale ed ambientale, a partire dalla lotta ai cambiamenti climatici; dal contrasto all’energia fossile a vantaggio di quella rinnovabile; dalla dignità, stabilità e giusta remunerazione del lavoro; dal rilancio del ruolo economico dello Stato; dall’estensione del welfare, compreso il reddito di cittadinanza; dall’investimento in scuola, sanità e trasporti pubblici e gratuiti; dai diritti civili, con il riconoscimento di pieni diritti per le persone lgbtqia+ e con il rilancio di una proposta di legge che garantisca l’uguaglianza e la pari dignità familiare, dalla legalizzazione di cannabis e eutanasia, dalla promozione dell’uguaglianza di genere; dall’impegno per la pace, il disarmo e il taglio della spesa militare".

Elezioni 2022, scintille Renzi-Pd

"Liberi e coerenti, noi corriamo da soli. E col 5% saremo decisivi" alle elezioni politiche del 25 settembre. Così Matteo Renzi su Twitter rilanciando la sua intervista al Corriere. Un'intervista che ha scatenato un botta e risposta tra il Partito democratico e Italia viva.

Renzi ha infatti ha attribuito a Enrico Letta "piccole vendette personali" nel veto posto a Iv, e ha affermato che il segretario del Pd "sta regalando Palazzo Chigi alla Meloni". "Oggi, forse per rosicchiare qualche margine di visibilità in più, Matteo Renzi trova il tempo e l'audacia di dare lezioni al Partito Democratico", hanno detto fonti del Nazareno, secondo le quali "quello stesso partito che, prima di scappare sulla sua personale scialuppa, da segretario ha tentato di affondare lasciando macerie, lacerazioni e un 18% da guinness dei primati negativi". "Non stupisce -concludono le stessi fonti- che praticamente la totalità degli elettori e dei militanti del Pd abbia maturato un giudizio durissimo, senz'appello, su di lui e sulla sua parabola politica".

Immediata la replica di Iv. "Oggi il Pd attacca violentemente Matteo Renzi. Noi facciamo politica e non viviamo di rancori personali: pensiamo che la strategia di Letta sia un regalo alla Meloni. Ma ne parleremo il 26 settembre. Per adesso buona campagna elettorale. Anche a chi ha gli #OcchiDiTigre", scrive Italia Viva su twitter postando il video di una tigre che non riesce a catturare la preda.

Pd-Si, Calenda: "Vedo retroscena complicati"

Questa mattina su Twitter Carlo Calenda, leader di Azione, aveva affermato: "Vedo retroscena complicati. Il punto è semplice. Si vince con una proposta credibile di Governo, molto chiara nel patto firmato con il Pd. Si perde se si aggiunge un patto contraddittorio rispetto al primo con gente che ha sfiduciato Draghi. Li eravamo, li siamo rimasti".

Nella Direzione nazionale degli ecologisti è stato deciso all'unanimità che "l’unica alleanza che possa contrastare efficacemente la destra estrema in Italia sia quella, pur con tutte le differenze che sono note, di un fronte democratico a partire dal Pd", come si legge nel dispositivo mettendo in chiaro che viene chiusa la strada di una possibile intesa con i 5 Stelle per nel "rammarico" che non si sia riusciti ad allargare l'alleanza anche i pentastellati. 

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