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Incontro Draghi Conte rinviato, si vedranno mercoledì. Sul tavolo Rdc, Ucraina e termovalorizzatori

Presidente del Consiglio impegnato nel sopralluogo in Trentino dopo la tragedia della Marmolada

04 Luglio 2022

Incontro Draghi Conte rinviato, si vedranno mercoledì. Sul tavolo Rdc, Ucraina e termovalorizzatori

Fonte: lapresse.it

L'incontro tra il premier Mario Draghi e il leader M5s Giuseppe Conte è stato rinviato. Era in programma per oggi, lunedì 4 luglio, alle 16:30 del pomeriggio. Il presidente del Consiglio si è però recato in Trentino dopo la tragedia della Marmolada. Stamane Conte aveva dato la disponibilità al rinvio del faccia a faccia quando ha saputo che il capo del governo si stava recando a Canazei. Di conseguenza, è stato rinviato anche il Consiglio nazionale del Movimento.

Governo, incontro Draghi-Conte: i nodi sul tavolo

A Palazzo Chigi Mario Draghi e Giuseppe Conte si vedranno e, a quanto dicono in molti, l’incontro sarà decisivo per i destini del Movimento 5 Stelle e del governo. Da una parte le bandiere del Movimento 5 Stelle come il reddito di cittadinanza, il superbonus, la contrarietà al termovalorizzatore di Roma e la questione dell’invio di armi in Ucraina. Dall’altra parte Palazzo Chigi disponibile all’ascolto e in attesa per fare valutazioni per tirare eventualmente delle conclusioni. Open riporta la presenza di un documento di 7 pagine nelle mani di Giuseppe Conte. All'interno le richieste per continuare ad appoggiare l’esecutivo. I punti chiave: armi, reddito di cittadinanza, termovalorizzatore di Roma e salario minimo.

Sullo sfondo c'è sempre l'incognita dell'uscita dall'Esecutivo per un eventuale appoggio esterno, un epilogo verso il quale stanno spingendo molti ortodossi M5s. Un processo che comunque minerebbe alle fondamenta la tenuta del governo e della legislatura stessa. E sul quale Il Colle, lo stesso Palazzo Chigi, ma anche il Pd e Luigi Di Maio non sembrano individuare alternative. Se il movimento farà il passo estremo di chiamarsi fuori, l'unica strada sarà quella della fine del governo e probabilmente dello scioglimento delle Camere. Dal Pd, intanto, il monito di Franceschini: se il movimento sceglie l'appoggio esterno "porterà alla fine del governo e all'impossibilità di andare insieme alle elezioni".

Governo e M5s: le richieste di Giuseppe Conte

Da parte di Draghi ci sarà ascolto ma nessun deragliamento dalla linea impostata. Con la conferma netta di non aver mai chiesto al garante Beppe Grillo di far fuori l’ex premier dalla guida dei 5 stelle. La strada già tracciata (e condivisa con i partiti) da qui a fine anno, a cominciare dall’applicazione del Pnrr e dal via libera alle riforme indispensabili, rappresenta comunque la stella polare per le mosse del governo. E nessun arretramento è immaginabile sul posizionamento internazionale dell’Italia: il sostegno all’Ucraina con l’invio di armi andrà avanti. In settimana arriverà il quarto decreto.

Tra le condizioni poste da Conte al tavolo con Draghi ci sarà certamente il tema del reddito di cittadinanza. Con un emendamento al decreto aiuti è stato introdotta una stretta alla misura, uno dei temi identitari del Movimento 5 Stelle. La proposta è arrivata dal centrodestra ma è stata votata anche dal Pd (con parere favorevole del governo) con il solo M5S contrario. Una sconfitta in commissione accolta con irritazione nel Movimento. Lunedì 4 luglio il testo approda alla Camera, la questione di fiducia è certa (va convertito entro il 16 luglio e deve passare al Senato). Per venire incontro alle istanze dei Cinque Stelle l’intervento potrebbe essere rivisto o cancellato.

Nella lista dei temi che il leader del Movimento tratterà c’è anche la questione superbonus al 110%, una delle misure simbolo del secondo governo guidato da Conte. Nonostante le insistenze del M5S il governo resta fermo sulla decisione di non prorogare la misura: è però intervenuto per sbloccare la situazione dei crediti incagliati, ampliando la platea degli istituti su cui le banche possono scaricare quelli acquisiti da imprese e cittadini. Misura inserita anche in questo caso con un emendamento al decreto aiuti. I Cinque Stelle, però, insistono per ulteriori interventi con l’obiettivo della "massima agibilità nella circolazione dei crediti fiscali da parte dei soggetti interessati» perché «purtroppo questa agibilità è ancora insufficiente".

Nel decreto aiuti è presente, oltre alla stretta sul reddito di cittadinanza, un’altra misura indigesta per il M5s: quella sul termovalorizzatore a Roma. I Cinque Stelle hanno provato a far passare un emendamento che puntava a limitare i poteri nella gestione dei rifiuti del sindaco di Roma, in veste di commissario per il Giubileo, in modo da ostacolare la realizzazione dell’inceneritore. Ma la proposta è stata bocciata. Tuttavia una mediazione sul tema con Palazzo Chigi è considerata possibile.

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